La famosissima tela di Diego Velázquez intitolata “La resa di Breda”, custodita al Prado, vista da milioni di visitatori, ha consegnato alla popolarità l’immagine di Ambrogio Spinola, 1º Marchese di Los Balbases, condottiero genovese, l’ultimo grande capitano a servire le armi della Spagna imperiale degli Asburgo.

Nato a Genova in seno a una famiglia tra le più nobili della città, non ebbe una vera e propria educazione militare. Si applicò molto tuttavia allo studio dell’arte militare e in particolare alla matematica e alle tecniche poliorcetiche e in tal senso fu uno dei pochissimi capitani passati dalla teoria alla pratica di guerra con successo. Cercò nei primi anni della maturità di rincorrere una carriera politica a Genova in opposizione alla famiglia dei Doria. Una diatriba giudiziale, in cui perse proprio contro i Doria, lo spinse alla carriera delle armi.

A quel tempo, siamo alla fine del ‘500, Genova era alleata strettissima della monarchia spagnola, e i banchieri genovesi erano i maggiori finanziatori della corona. Molti genovesi cercavano la propria fortuna al servizio del Re Cattolico (al tempo era Filippo III) e tra questi il fratello minore di Ambrogio, Federico, che armò a sue spese una piccola flotta di galere per combattere contro i ribelli olandesi nei Paesi Bassi. Ambrogio lo seguì e, impiegando praticamente l’intero patrimonio familiare, armò un reggimento di fanteria con cui si portò nelle Fiandre nel 1602.

Federico Spinola, nel frattempo, in uno scontro con gli Inglesi, aveva perso due delle diciotto galee che guidava con l’ambizioso progetto di invadere l’Inghilterra e, ferito in un combattimento successivo con gli Olandesi, venne a morte nel 1603. Ambrogio con le sue truppe si pose al servizio degli arciduchi Alberto e Isabella che governavano il paese per conto della Spagna; la sua prima reale esperienza come soldato fu nel 1603 quando sostituì lo stesso arciduca Alberto, comandante men che provetto, nell’assedio della piazza di Ostenda che si trascinava sin dal 1601. La città cadde nel settembre 1604 e Ambrogio ottenne così i suoi primi riconoscimenti, venendo nominato da Filippo III comandante supremo militare nelle Fiandre.

Si trovò di fronte l’esperto e temibile Maurizio di Nassau ma ciononostante diede prova in breve tempo di essere capitano di grandissime qualità, malgrado la mancanza d’esperienza e le difficoltà logistiche. Erano infatti i tempi in cui la monarchia spagnola era scarsissima di mezzi economici e spesso nelle Fiandre era degli Olandesi la superiorità numerica.

Nella sfibrante guerra fatta di marce e di assedi Spinola ottenne grandi successi, sconfiggendo in campo aperto gli Olandesi a Mülheim il 9 ottobre 1605 e catturando molte piazzeforti, tra cui importantissima quella di Groenlo che cadde nel 1606.

Firmata con gli Olandesi la Tregua dei Dodici Anni nel 1609, Spinola rimase quale comandante nei Paesi Bassi. Durante il breve conflitto per la successione del Ducato di Jülich e Clèves guidò l’esercito spagnolo oltre il Reno contro le forze riformate ottenendo la capitolazione di varie piazze. Un’altra campagna svolse in Germania nel 1618 allo scoppio della Guerra dei Trent’Anni. Ma fu dopo il 1621, allorquando scaduta la tregua riprese la guerra con le Province Unite, che compì l’impresa che, complice Velasquez, lo consegnò alla posterità.

Nell’agosto 1624 strinse d’assedio la grande piazzaforte di Breda, difesa da una forte guarnigione olandese guidata da Giustino di Nassau. Malgrado gli sforzi di Maurizio di Nassau di soccorrere la piazza, Spinola ne ottenne la resa il 5 giugno 1625. Fu un assedio durissimo, durante il quale gli Spagnoli due volte dovettero respingere eserciti di soccorso, e la caduta della piazza fu accolta con grande tripudio a Madrid. Tuttavia ancora una volta le difficoltà finanziarie della monarchia spagnola impedirono di sfruttare adeguatamente la vittoria e nell’anno successivo il successore di Maurizio, Federico Enrico di Nassau, riuscì nell’impresa di riprendere Groenlo.

Spinola fu richiamato in Spagna e qui dovette fare i conti con l’ostilità del nuovo ministro di Filippo IV, l’onnipotente Conte-Duca di Olivares. Unica magra ricompensa per i servizi prestati alla corona, che tra l’altro avevano provocato la sua personale rovina finanziaria, ottenne per se ed i suoi discendenti il titolo di Marchese di Los Balbases.

Nel 1629 fu inviato in Italia quale Governatore dello Stato di Milano e il 19 settembre dello stesso anno sbarcò nella sua Genova, accompagnato da un certo Pieter Paul Rubens. Ma non durò a lungo. Sostituì Gonzalo Fernandez de Cordoba all’Assedio di Casale ma qui si ammalò. Rientrato nei suoi feudi di famiglia nel Tortonese, morì a Castelnuovo Scrivia il 25 settembre 1630.

 

 

Autore articolo: Valerio Lucchinetti
In copertina, La resa di Breda di Diego Velázquez. Fonte foto: dalla rete
Bibliografia: G. Brunelli, Ambrogio Spinola, in Dizionario biografico degli italiani, vol.93; E. Cust, Lives of the Warriors of the Thirty Years War, Londra, 1865

 

Valerio Lucchinetti, laureato in Discipline Economiche e Sociali all’Università Bocconi di Milano con tesi di storia economica sui mercati granari in Lombardia nel XVIII secolo. Attivo professionalmente nel settore della gestione di portafogli azionari è appassionato di storia, con preferenza per il Medio Evo e l’età moderna sino alla Rivoluzione Francese.