San Michele Arcangelo e i longobardi

San Michele Arcangelo e i longobardi

Il culto di San Michele fu assai caro ai longobardi. Affascinati dagli attributi guerrieri della sua immagine, ma non ancora cattolici, adottarono la “Celeste Basilica” di Monte Sant’Angelo, come santuario nazionale e l’arcangelo li benedisse con la vittoria sui bizantini dell’8 maggio del 650. Da allora il culto si diffuse in ogni centro longobardo d’Italia e fu fondamentale nel processo di conversione al cattolicesimo di questo popolo. San Michele, infatti, protesse re Cuniperto contro gli ariani nella Battaglia di Coronate. (altro…)

La reazione borbonica ad Isernia

La reazione borbonica ad Isernia

Le vicende di Isernia sono assai singolari per almeno due ragioni. La prima è che le sommosse antiunitarie si verificarono usualmente nei villaggi e, dunque, è una assoluta anomalia il fatto che teatro di una insurrezione generalizzata a favore dei Borbone sia stata una città capoluogo come Isernia. Non basta a spiegare ciò la vicinanza con le truppe di Francesco II stanziate a Gaeta perché esse non fornirono mai un supporto determinante all’impresa dei rivoltosi. Ad Isernia possiamo affermare che non solo non si è verificato l’accerchiamento della città dalla campagna come ai tempi del cardinale Ruffo, ma che anzi è stata la città ad irradiare la rivolta nei centri rurali e di periferia. L’unica ragione di quanto accaduto pensiamo stia in una rete di relazioni sociali che, per un qualche motivo a noi ignoto, forse un più blando controllo degli unitaristi o forse solo l’intraprendenza dei singoli, saldarono volontà, interessi e sentimenti in un moto collettivo capace non solo di spazzare via la controparte liberale e metterne in fuga gli scagnozzi, ma anche di dare vita ad un autogoverno condiviso, lontano da pericolose degenerazioni caotiche. E questa è la seconda anomalia. L’insurrezione non si esaurì in qualche sera di disordine, non si risolse nel saccheggio e nella violenza incontrollata, l’insurrezione generò un nuovo governo che andò avanti per mesi in una Italia che era già stata dichiarata unita. (altro…)

Sistemi monetari preunitari: l’oro del Sud

Sistemi monetari preunitari: l’oro del Sud

In rete succede di tanto in tanto di imbattersi in affermazioni quantomeno singolari sull’oro del Sud. Si legge che il Regno di Sardegna si era dotato di un sistema monetario che prevedeva l’emissione di carta moneta sciolta da ogni controvalore in oro e che invece quello borbonico emetteva solo monete d’oro e d’argento insieme alle cosiddette fedi di credito e alle polizze notate alle quali però corrispondeva l’esatto controvalore in oro versato nelle casse del Banco delle Due Sicilie. La valuta piemontese sarebbe stata “carta straccia”, mentre quella napoletana solidissima e convertibile. Quante inesattezze! (altro…)

Il falso mito delle “scarpe di cartone”

Il falso mito delle “scarpe di cartone”

Molto spesso si sente parlare delle famigerate “scarpe di cartone”, con le quali, secondo una diffusa convinzione, i soldati italiani avrebbero affrontato la campagna di Russia durante la Seconda Guerra Mondiale, andando incontro ad esiti terribili per via delle calzature assolutamente inadeguate, addirittura con la suola realizzata in cartone pressato. In realtà questa è essenzialmente solo una leggenda storica. (altro…)