Giorgio Mameli contro i corsari barbareschi

Giorgio Mameli contro i corsari barbareschi

Nel 1808, Giorgio Mameli, padre di Goffredo, l’autore dell’inno nazionale, ancora adolescente fuggì dalla casa paterna per rifugiarsi su una mezza galea sabauda ancorata nel porto di Cagliari e governata da suo zio. Di spirito avventuriero, il ragazzo era nato il 24 aprile del 1798 da Raimonto e Barbara Paradiso. S’offrì allo zio come mozzo sognando imprese contro i corsari barbareschi. A quel tempo la marina sarda non aveva scuole navali e gli ufficiali nascevano così, si formavano con l’esperienza pratica del mare. Giorgio Mameli iniziò la sua avventura in acque in cui non di rado corsari e naviglio sardo ingaggiavano battaglia. (altro…)

I primi trent’anni del Regno di Grecia

I primi trent’anni del Regno di Grecia

Il primo duro colpo che segnò la decadenza e lo sfaldamento dell’Impero Ottomano fu probabilmente l’indipendenza della Grecia. Lì il dispotismo turco aveva suscitato una prima rivolta nel 1820, guidata da Alessandro Ypsilanti, che costò al popolo greco sacrifici enormi. Le vittorie di Valtezi, il 24 maggio 1821, e Tripolitza, l’8 ottobre successivo, spinsero Istanbul ad inviare contro Nauplia ed Atene le truppe egiziane di Ibrahim Pascià. I greci, riuniti a Spidauro il 15 gennaio del 1822, chiesero soccorso alle potenze europee ma la risposta fu fredda e tardiva. Il Congresso di Verona vide la Russia e l’Inghilterra scontrarsi con l’Austria in loro nome. Nel frattempo l’assassinio del patriarca di Costantinopoli innescava la rivoluzione. (altro…)

Rimbaud ad Harar: l’incontro con gli italiani

Rimbaud ad Harar: l’incontro con gli italiani

L’ultimo rifugio di Arthur Rimbaud, il luogo da dove sognava di tornare «con membra di ferro, la pelle scura, l’occhio furente» e da cui invece ripartì in fin di vita su «una barella coperta da una tenda», è una remota cittadina sull’altopiano etiopico che sovrasta i torridi deserti dell’Ogaden e della Dancalia. Harar, fondata nel X secolo, è uno dei più antichi insediamenti urbani dell’Africa orientale e la quarta città santa dell’Islam dopo la Mecca, Medina e Gerusalemme, con oltre ottanta moschee all’interno dei bastioni medievali che racchiudono il borgo di Jugol. Harar non era così accogliente quando nel gennaio 1855 vi penetrò, primo europeo, Richard Francis Burton, l’esploratore inglese che con John Speke scoprirà le sorgenti del Nilo bianco. (altro…)