Quest’anno abbiamo celebrato il trecentenario della nascita di Carlo di Borbone con la pubblicazione del volume “Carlo di Borbone”, il primo dei Quaderni di Historia Regni. Dopo la prima presentazione di Napoli, a Palazzo Venezia, nell’ambito dell’evento “Storia e moda alla corte di Carlo di Borbone” con la stilista Angela Greco, venerdì 23 settembre a Nocera Superiore ha avuto luogo la seconda presentazione del libro. Sono intervenuti in qualità di relatori il dottor Giuseppe Catenacci, presidente onorario dell’Associazione ex Allievi della Nunziatella, Ciro Romano, professore di Storia Moderna all’Università “Federico II” di Napoli, e Giuseppe Foscari, professore di Storia Moderna all’Università degli Studi di Salerno. Ha moderato l’evento l’editore Vincenzo D’Amico.

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Chi fosse interessato all’acquisto del libro può inviarci una mail o contattare la D’Amico Editore.

La serata era parte dell’evento “Segnalibro d’autore” organizzata dal Comune di Nocera Superiore e dalla Biblioteca “Aldo Moro”. L’interessante discussione si è sviluppata con interventi di ampio respiro dedicati a Carlo di Borbone ed al rapporto tra Napoli e la Spagna, nonchè al modo corretto di fare revisionismo e ricerca storica.

Degno di nota l’intervento del professore Ciro Romano, dedicato alla politica degli ordini cavallereschi di re Carlo; interessante il contributo del professore Giuseppe Foscari incentrato sull’indagine del rapporto tra tradizione e innovazione in Carlo di Borbone con richiami al funzionamento del sistema politico e sociale nel Viceregno di Napoli; importante e colta l’apertura di Giuseppe Catenacci dedicata allo scritto di Francesco Mastriani inserito nella pubblicazione. Da segnalare la presenza del professore Hugo Vazquez Bravo dell’Università di Oviedo, che ha seguito l’evento tra il pubblico.

Il convegno, preceduto da una lunga intervista rilasciata da Vincenzo D’Amico al quotidiano salernitano “La Città”, ha illustrato i contenuti di una pubblicazione tesa a guardare oltre l’immagine di Carlo come re delle regge e delle fabbriche reali di arazzi e ceramiche. A margine dell’evento abbiamo raccolto le parole del Prof. Ciro Romano: “Carlo pur essendo attratto ed influenzato dalle nuove correnti dell’Illuminismo europeo dimostrò d’esser figlio dei suoi tempi e dell’Europa di Antico Regime. La Dinastia, come oggetto storico, rappresenta continuità istituzionale da una parte ma anche un abile mezzo di riconoscimento e di autoaffermazione esterna. Ecco quindi che da un lato Carlo persegue la più classica politica dinastica con la creazione di propri Ordini Cavallereschi, quindi Dinastici, che rappresenteranno il mezzo di coagulazione maggiore per l’affermazione della fedeltà delle classi nobiliari ai Borbone di Napoli. Ma Carlo, che impropriamente si ricorda come Carlo III, è stato anche un precursore di alcune politiche di affermazione statuale come lo strumento del Catasto tramite cui lo Stato afferma la propria presenza e la propria autonoma iniziativa anche nelle politiche di controllo e di fiscalità. Con Carlo di Borbone cambiano gli equilibri ed anche Napoli si affaccia alla costruzione di uno Stato amministrato non più con un’ottica feudale e vassalatica, tenendo orecchio alle istanze riformiste dell’Illuminismo europeo”.

Autore: Angelo D’Ambra

Autore foto: Giovanni Di Mauro