Il martirologio dei patrioti

Il martirologio dei patrioti

Il lungo percorso che portò alla nascita dell’Italia unita fu costellato di martiri che troppe volte finiamo col dimenticare. Questo martirologio di patrioti, adorno di vittime volontarie e ragazzi ispirati a più alti valori, resti ben saldo nella memoria del popolo italiano. (altro…)

La peste a Gualdo Tadino nel 1505

La peste a Gualdo Tadino nel 1505

Il 7 maggio del 1505 la peste tornò a Gualdo e in Umbria. Il morbo, come sempre accadeva e ancora accade, era portato dalle masse di uomini che si spostavano; numerose erano infatti le genti che passavano per la via Flaminia. (altro…)

Le feste carnevalesche di Testaccio

Le feste carnevalesche di Testaccio

Il conferimento della cittadinanza romana e del patriziato a Giuliano de Medici, fratello di papa Leone X, nel 1513, fu forse la più sfarzosa festa del secolo alla corte romana. Per l’occasione, venne edificato, sul Campidoglio, un grandioso teatro in stile classico, tutto fatto in legno e tele dipinte, dove si recitò il Penulo di Plauto. Nello stesso teatro fu poi dato uno sfarzoso banchetto con ben sessantasette portate. La venuta a Roma di Carlo V, nel 1536 non fu celebrata con tanta magnificenza, nè lo fu il corteo di carri carichi di grano che salvarono la città dalla penuria negli anni di Giulio III, neppure ebbe egual pompa il ritorno di Marcantonio Colonna dopo la vittoria di Lepanto, nel 1571. Erano stati tutti eventi celebrati con carri addobbati, caroselli, fuochi, cortei e tavole imbandite di cibo per ore e ore. Famoso fu pure il torneo bandito da Pio IV per festeggiare le nozze dei nipoti Ortensia Borromeo e Annibale Hohenems. Tuttavia ciò che il popolo romano più amava furono le feste carnevalesche di Testaccio(altro…)

Il balletto di Clemente VII

Il balletto di Clemente VII

Alla morte di Adriano VI ebbe luogo un turbolento conclave. I porporati furono chiusi in circa quaranta celle, disposte in due file lungo le pareti della Cappella Sistina. Passò l’intero mese di ottobre senza che il conclave accennasse ad aprire le porte. Nel frattempo il malcontento in città cresceva. Giunti all’11 novembre – quarantaduesimo giorno di conclave – senza soluzioni, i magistrati romani riunirono in Campidoglio il consiglio del Popolo Romano che decretò la nomina di quattro nobili che iniziassero a moderare il cibo ai cardinali, in modo da spingerli ad affrantersi ad eleggere il papa. Non ci fu però bisogno di tali provvedimenti perchè, quando un cardinale francese, il Clermont, propose la nomina del cardinale Orsini, Pompeo Colonna, spaventato dall’idea che il suo acerrimo nemico divenisse papa, s’accordò con Giulio de Medici. Fu questi, il 19 novembre, ad esser proclamato papa col nome di Clemente VII. Il Colonna ne guadagnò il Palazzo Riario ed il vicecancellierato. (altro…)