Bruno Miniati, un fotografo nella Grande Guerra

Bruno Miniati, un fotografo nella Grande Guerra

“Mi spedirono subito sul Carso, la zona più rognosa. Ma io ero un diavolo. Avevo una motocicletta con il sidecar, un sacco a pelo, una macchina a pellicole piane 10 per 15 e un’incoscienza unica. Forse la stagione più bella della mia vita è stata quella”. Sono le parole di Bruno Miniati che appena appena diciannovenne s’arruolò volontario nell’88° Reggimento Fanteria per fotografare la Prima Guerra Mondiale. Era livornese ed aveva già fotografato il terremoto di Messina ed il conflitto in Libia. (altro…)

Costanzo e Galeazzo Ciano

Costanzo e Galeazzo Ciano

Il 26 ottobre, Mussolini a Livorno duella con la spada contro Francesco Ciccotti Scozzese, direttore del Paese. Il duello si tiene a Villa Perti di Antignano e si conclude al quattordicesimo assalto, senza riconciliazione, per una crisi cardiaca che obbliga al ritiro Ciccotti. Accanto al Duce in quelle circostanze c’è una figura particolare, Costanzo Ciano. L’Eroe della Marina, protagonista della Beffa di Buccari, dopo aver, per un breve periodo, diretto la compagnia di navigazione “Il Mare” dell’industriale Giovanni Agnelli, aveva intrapreso la carriera politica finendo eletto col Blocco Nazionale alle elezioni del 15 maggio 1921, segnate dal sangue. Mussolini si fida di lui, lo stima. Ha avuto qualche diverbio perché Ciano è risolutamente monarchico, ma non esita ad affidargli le trattative che precedono la marcia su Roma e, quando crea il governo, lo nomina sottosegretario alla Marina. Resta in questa carica sino al 1924, diviene poi Ministro delle poste e Comunicazioni fino al 1934. Nel frattempo suo figlio Galeazzo ha preso in moglie Edda, la figlia di Mussolini(altro…)

La straordinaria avventura di Cola di Rienzo

La straordinaria avventura di Cola di Rienzo

Nicola di Lorenzo Gabrini (1313- 1354) fu tante cose insieme. Politico ambizioso, spregiudicato e arruffone, ma anche uomo di spettacolo, brillante oratore e abile manipolatore di folle. Fu ingenuo e scaltro, sincero e bugiardo, realista e visionario al tempo stesso. Nella sua irresistibile ascesa, nel giro di un anno o poco più, scelse due volte come location per le sue esibizioni l’area del Laterano: qualche mese prima di impadronirsi del potere e qualche mese dopo averlo preso.

Populista ante litteram, Cola di Rienzo sosteneva di voler assumere il potere non per ambizione personale, ma per restituirlo al popolo. Scommise sulla paura, un carico da novanta, una carta sempre vincente nel gioco della politica. Promise che avrebbe tagliato le unghie alle famiglie baronali che, in feroce lotta tra loro, terrorizzavano con i loro sgherri la città. E ciò anche in vista del tanto sospirato Giubileo del 1350 che il papa aveva esteso, per la prima volta, anche alla Basilica Lateranense. Perché l’evento potesse essere una boccata d’ossigeno per una città ridotta allo stremo, era indispensabile riportarvi ordine e sicurezza.

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Anita strangolata? Un altro falso storico

Anita strangolata? Un altro falso storico

Uno degli espedienti utilizzati da certuni per cercare di danneggiare l’immagine di Giuseppe Garibaldi è la diffusione di una versione letteralmente incredibile della morte di Anita, secondo cui la moglie sarebbe stata strangolata dal consorte, oppure sepolta viva.
Si tratta naturalmente di un falso storico grossolano, che è stato spacciato giocando su di una relazione della polizia pontificia. (altro…)

Ponte Milvio nell’antichità

Ponte Milvio nell’antichità

Due ponti furono celebri nella Roma antica: il Sublicio, reso famoso dal valore di Orazio Coclite che respinse da solo gli etruschi di Porsenna mentre i romani abbattevano il ponte alle sue spalle, ed il Ponte Milvio protagonista di numerose vicende. (altro…)