L’antico porto romano di Ostia

L’antico porto romano di Ostia

Roma nel suo splendore imperiale era una città di oltre un milione di abitanti in cui affluivano merci da ogni parte del mondo, tonnellate di grano, olio, vino, tessuti e metalli, animali selvatici. Un solo porto fluviale riforniva l’intera città, il Porto di Ostia, alla foce del Tevere. (altro…)

Ottone II e l’Italia

Ottone II e l’Italia

Ottone I morì nel 973 lasciando il trono al figlio. L’Italia di quegli anni fu sconvolta dalle torbide faccende romane, violenze, contasti, ribellioni, uno scontro aperto tra fazioni cittadine, l’una favorevole e l’altra contraria all’Impero. Buona parte dell’aristocrazia non si rassegnava affatto a sottomettersi agli Ottoniani, non accettava il vedersi esclusa dall’elezione del pontefice e quindi dal controllo e dal governo della città. La ribellione esplose el 974, appena ad un anno dalla scomparsa dell’Imperatore, e fu capeggiata dalla famiglia Crescenzi che, affilate le lame, con Giovanni, il suo esponente di punta, fece prigioniero Papa Benedetto VI e lo tenne segregato a Castel Sant’Angelo. (altro…)

Il flagello del Tevere

Il flagello del Tevere

Nella Roma del Cinquecento il Tevere rappresentò una costante minaccia. L’immagine romantica del fiume placido lasciava il posto a quello dei violentei straripamenti delle stagioni delle piogge. (altro…)

I cortigiani della Roma cinquecentesca

I cortigiani della Roma cinquecentesca

Figure di cortigiani, impomatati e affettati, tutti fronzoli e gioielli, caratterizzarono anche la Roma del Cinquecento. Il celebre Baldassarre Castiglione ce li presenta corrotti dai vezzi di incresparsi i capellie pelarsi le sopracciglia, patetici nei modi e nelle parole, arrampicatori sociali, opportunisti e calcolatori. (altro…)

Galeotto Marzio alla corte di Mattia Corvino

Galeotto Marzio alla corte di Mattia Corvino

Nell’Ungheria di Mattia Corvino l’influenza della cultura italiana ebbe un fiero radicamento. L’umanesimo fiorentino prosperò sino a quelle regioni, protetto dal sovrano, amatissimo a corte. Buda, in quel finire del secolo XV, conobbe così artisti, poeti e scienziati le cui vicende sono spesso confuse come quelle di Galeotto Marzio seppure è certa la sua influenza sul mondo culturale ungherese nell’età corviniana.

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