L’ammiraglio Francesco Sivori nella Marina sarda

L’ammiraglio Francesco Sivori nella Marina sarda

Annessa la Repubblica di Genova al Piemonte, il corsaro napoleonico Francesco Sivori entrò col grado di tenente di vascello provvisorio nella marina sabauda che si predisponeva al riordino dell’ammiraglio Des Geneys. Questi non tardò ad impiegare l’esperto Sivori contro le incursioni barbaresche lungo la Riviera di Levante, ma prima c’era da prendersi l’isola di Capraia. (altro…)

La traiettoria della Repubblica di Venezia

La traiettoria della Repubblica di Venezia

Venezia dovette tutto alla navigazione, sia in campo commerciale che in quello militare. Sorta in mezzo alle acque di una laguna , sfidò e vinse i corsari narentani, fastidiosi vicini, ebbe la meglio pure sugli ungheri, che sul principio del X secolo s’erano avventati sulla Penisola, e nel frattempo pittori, architetti, scultori dettero vita a magnifiche chiese e illustri palazzi. La sua singolare bellezza è sicuramente figlia di questi tredici secoli, tempo in cui si resse come repubblica rinunciando alle discordie interne e affidandosi ad un magistrato divenuto poi celebre col nome di doge. (altro…)

Pio IV e le aspirazioni dei Savoia di recuperare Ginevra

Pio IV e le aspirazioni dei Savoia di recuperare Ginevra

Tra le lettere che ancora si conservano di San Carlo Borromeo se ne trova una di particolare interesse per la storia del Ducato di Savoia. È datata “1560, 13 Giugno, Roma” ed è scritta dal santo al Monsignore di Colegno. La definiamo interessante per la storia sabauda perché in essa leggiamo che Papa Pio IV finanziò l’esercito ducale per recuperare territori svizzeri resisi autonomi sotto l’influenza calvinista. La proponiamo di seguito. (altro…)

Memorie della Grande Guerra: avanzata nell’Alto Isonzo

Memorie della Grande Guerra: avanzata nell’Alto Isonzo

Il fiume che dà il nome all’intera area nasce a 1100 metri di quota nelle Alpi Giulie.  Nello specifico, l’area dell’Alto Isonzo è delimitata dai rilievi del tratto fra Plezzo e Tolmino. I luoghi che vanno ad elencarsi sono oggi tutti sloveni ovvero Plezzo (Bovec), Caporetto (Kobarid), Tolmino (Tolmin) e Nova Goriza. Il nostro esercito vi irruppe il 24 maggio del 1915 e qui avvenne la prima conquista italiana ovvero l’occupazione del Monte Nero, massiccio che aveva fama di rocca inviolabile. In questa zona si verificarono il 12 giugno del 1915 l’occupazione della conca di Plezzo, la riconquista del Monte Nero del 16 giugno dello stesso anno e poi lo sfondamento austriaco fra Tolmino e Caporetto il 24 ottobre del 1917 mentre, sostituito Cadorna dal generale Diaz, i fatti che segnarono l’offensiva vittoriosa degli italiani si verificarono tutti sul Medio e Basso Isonzo. (altro…)

Giovanni Battista Paganuzzi tra l’Opera dei Congressi e la difesa dei capitelli veneziani

Giovanni Battista Paganuzzi tra l’Opera dei Congressi e la difesa dei capitelli veneziani

Ormai da alcuni decenni mancano delle opere storiche recenti sulle figure dei cattolici intransigenti veneti, sembra che la storia locale abbia quasi perso interesse per loro o li abbia (momentaneamente) trascurati. È un peccato constatare come questi gruppi di cristiani, che pur ebbero un ruolo rilevante nella storia veneta dell’Ottocento, manchino di essere citati in tanti saggi nuovissimi. Questo semplice articolo non ha l’ambizione di riempire alcun vuoto, ma vorrebbe almeno rievocare qualche aspetto della vita di colui che fu forse il più influente tra gli intransigenti veneti: il conte veneziano Giovanni Battista Paganuzzi (1841-1923). (altro…)

Francesco Sivori, corsaro di Napoleone

Francesco Sivori, corsaro di Napoleone

Discendente da un’antica famiglia del patriziato genovese, Francesco Sivori nacque a Palermo nel 1771. A vent’anni entrò nella Regia Marina di Napoli come allievo e si imbarcò sulla corvetta Leone sulla quale restò per un anno. È probabile che in questo periodo non solo apprese grandi nozioni navali ma anche le idee politiche che si andavano propagandando dalla Francia sino a Napoli. Verosimilmente ebbe diretti contatti con la squadra dell’ammiraglio La Touche-Treville che fu inviata a Napoli nel 1792 per pretendere dai Borbone il riconoscimento della Repubblica Francese. Fu così, per motivazioni ideali, che abbandonò la marina borbonica. (altro…)