L’Operazione Opera

L’Operazione Opera

Alla fine del 1970, a seguito dell’acquisto da parte degli irakeni di un reattore nucleare francese di classe “Osiride”, i servizi segreti israeliani sospettarono che Saddam Hussein volesse dare inizio ad un programma militare per lo sviluppo di armi nucleari. Fu così che maturò l’Operazione Opera. (altro…)

I primi trent’anni del Regno di Grecia

I primi trent’anni del Regno di Grecia

Il primo duro colpo che segnò la decadenza e lo sfaldamento dell’Impero Ottomano fu probabilmente l’indipendenza della Grecia. Lì il dispotismo turco aveva suscitato una prima rivolta nel 1820, guidata da Alessandro Ypsilanti, che costò al popolo greco sacrifici enormi. Le vittorie di Valtezi, il 24 maggio 1821, e Tripolitza, l’8 ottobre successivo, spinsero Istanbul ad inviare contro Nauplia ed Atene le truppe egiziane di Ibrahim Pascià. I greci, riuniti a Spidauro il 15 gennaio del 1822, chiesero soccorso alle potenze europee ma la risposta fu fredda e tardiva. Il Congresso di Verona vide la Russia e l’Inghilterra scontrarsi con l’Austria in loro nome. Nel frattempo l’assassinio del patriarca di Costantinopoli innescava la rivoluzione. (altro…)

L’alta marea che travolse l’esercito di Artabazo

L’alta marea che travolse l’esercito di Artabazo

Erodoto narra un episodio particolare delle guerre dei persiani contro i greci: l’alta marea che travolse l’esercito di Artabazo. Questo generale del re Dario si vide un’alta marea improvvisa piombare sulle proprie schiere di armati. Erodoto attribuisce l’evento calamitoso alla volontà di Poseidone, dio dei mari, protettore della città greca di Potidea (Storie, libro VIII, 129). (altro…)

Crociate e interesse economico: quanto c’è di vero?

Crociate e interesse economico: quanto c’è di vero?

Nel 1989 il giornalista e scrittore francese Amin Maalouf, di fede islamica, pubblicò un saggio intitolato “Le Crociate viste dagli Arabi”. In tale lavoro l’autore cerca di esprimere in maniera chiara ed esplicita un’unica tesi. Per comprendere tale tesi farò esplicito riferimento alla quarta di copertina dell’opera, che vi riporto nella sua parte più descrittiva: “Luglio 1096: fa molto caldo sotto le mura di Nicea. All’ombra dei fichi, nei giardini fioriti, circolano notizie inquietanti: una truppa formata da cavalieri, fanti, ma anche donne e bambini, marcia su Costantinopoli. Si dice che portino, cucite sulla spalla, delle croci in tessuto e che vengano a sterminare i musulmani fin dentro Gerusalemme. Resteranno due secoli in Terra Santa, saccheggiando e massacrando in nome del loro dio. Un’incursione barbara compiuta dall’Occidente contro il cuore del mondo musulmano segna l’inizio di un lungo periodo di decadenza e oscurantismo, e l’eco della violenza di quell’attacco si fa sentire ancora oggi. (…)” . L’opera di Maalouf va dunque a sostenere opinioni assai diffuse tra i non accademici occidentali: tutti abbiamo sentito parlare di crociate mosse dai cristiani d’occidente per crudeltà, per soddisfare mire espansionistiche e per la volontà di imporre il proprio credo. Vogliamo fare un “atto di fede” e prendere per buone queste ipotesi sulla base del mero fatto che sono largamente condivise, oppure vogliamo cercare di valutarne la consistenza attraverso l’analisi degli effettivi risvolti storici? Questo breve articolo mira giusto a cogliere certe incongruenze nel nostro modo di vedere le crociate. (altro…)