Il Castello di Acaya

Il Castello di Acaya

Le sue origini sicuramente risalgono all’età angioina quando il centro era noto col nome di Segine. Tuttavia è nel Cinquecento che Acaya trovò la sua età d’oro. Nel 1535, infatti, Giangiacomo d’Acaya, erede del nobile casato che aveva ricevuto il feudo da Carlo II d’Angiò nel Duecento, riprese i lavori di suo padre Alfonso d’Acaya che aveva già ristrutturato l’antico castrum, e vi sperimentò i principi architettonici rinascimentali. (altro…)

Il Santuario dell’Incoronata

Il Santuario dell’Incoronata

A pochi chilometri da Foggia, il Santuario dell’Incoronata affonda le sue radici nell’anno 1001 quando la Vergine apparve su di una quercia del bosco di Cervaro, nell’ultimo sabato d’aprile, al conte di Ariano Irpino, che si trovava in zona a cacciare, e ad un pastorello che per devozione appese all’albero una lampada. (altro…)

Il sacco turco di Manfredonia del 1620

Il sacco turco di Manfredonia del 1620

Come riferì l’agente del Granduca di Toscana a Napoli, Vincenzo Vettori, il duca di Osuna, prima di lasciare Napoli, aveva preannunciato che la sua sostituzione avrebbe determinato la ripresa degli attacchi turchi, ed effettivamente così accadde: il 1620 fu un anno nefasto e tragico per Manfredonia che fu attaccata e saccheggiata dai turchi. (altro…)

Giovan Luca Barberi, i Capibrevi ed i Lanza

Giovan Luca Barberi, i Capibrevi ed i Lanza

Giovan Luca Barberi nacque nella città siciliana di Lentini, probabilmente tra gli anni ’50 e ’60 del XV secolo. Le notizie sulla sua vita privata prima del saggio, da noi scritto, intitolato “L’eredità di Giovan Luca Barberi 1523-1579” (Archivio Storico per la Sicilia Orientale, Milano, n. 2, 2018), erano scarne e alle volte errate. Nota e celebre era invece la sua carriera da pubblico ufficiale. Commissario della Regia Gran Corte nel 1484; scriba dei mandati dell’ufficio del conservatore nel 1487; mastro notaro della Secrezia di Palermo nel 1489 e infine, nel 1491, mastro notaro della Regia Cancelleria di Sicilia, ruolo che lo rese famoso e odiato dall’intero baronaggio siciliano. (altro…)