Miniature angioine ed aragonesi

Miniature angioine ed aragonesi

I gandi maestri della miniatura del Regno di Napoli erano in gran parte abruzzesi come Guglielmo di Berardo da Gessopalena, Berardo da Teramo, Muzio di Francesco di Cambio, Niccolò di Valle Castellana ed Agostino di Leonardo. Questo incompleto elenco dei più rinomati miniaturisti del periodo angioino rende bene l’idea delal floridezza della scuola miniaturistica del regno sebbene purtroppo poche opere, oltretutto sparse in giro per l’Europa come la Bibbia di Roberto d’Angiò realizzata da Cristoforo Orimina, siano rimaste. (altro…)

Sguardo sulle industrie del Regno delle Due Sicilie

Sguardo sulle industrie del Regno delle Due Sicilie

Massimo Petrocchi, nel suo “Le industrie del Regno di Napoli dal 1850 al 1860”, fornisce un lungo elenco di manifatture esistenti sulla sponda continentale del Regno delle Due Sicilie nell’ultimo decennio di vita del governo borbonico e ben spiega come l’industria nel Meridione d’Italia non solo non fosse così avanzata come quella inglese o francese, ma era ancora ad uno stadio primitivo, con produzioni perlopiù d’uso quotidiano come stoviglie, terraglie, mobili, scarpe, cappelli e guanti. Talvolta questi prodotti erano anche al centro di una notevole esportazione, per esempio verso la Grecia o il Nuovo Mondo, spesso su navigli sardi. Tutto ciò si ricava dagli stessi documenti delle autorità borboniche che confermano gli enormi limiti del sistema manifatturiero napoletano già evidenziati dal Regio Istituto di Incoraggiamento, dal Direttore generale di ponti e strade e dai borbonici liberali. (altro…)