L’eruzione del Vesuvio del 1631 descritta dall’abate Braccini

L’eruzione del Vesuvio del 1631 descritta dall’abate Braccini

L’eruzione del Vesuvio del 1631 fu ben descritta da un libro di particolare interesse dal lungo titolo Dell’incendio fattosi nel Vesuvio a XVI di dicembre MDCXXXI e delle sue cause ed effetti con la narrazione di quanto è seguito in esso per tutto marzo 1632 e con la storia di tutti gli altri incendj nel medesimo Monte avvenuti, discorrendosi in fine delle acque, le quali in questa occasione hanno danneggiato le campagne e di molte altre cose curiose. L’opera fu partorita dalla vivace personalità dell’abate Giulio Cesare Braccini, nato a Gioviano di Lucca nel 1572, che soggiornò a Napoli tra il 1629 e il 1632 e poté assistere all’eruzione, annotarne i caratteri e dare alle stampe per Secondino Roncaglio, l’anno seguente, il prezioso trattatello, un vero e proprio diario degli eventi che proietta nel Seicento napoletano l’ombra di Plinio il Giovane, la cui narrazione dell’eruzione vesuviana del 79 d.C. assurge ad illustre modello descrittivo. (altro…)

La peste del 1656 al Largo del Mercatello

La peste del 1656 al Largo del Mercatello

Domenico Gargiulo, meglio conosciuto come Micco Spadaro, in quanto proveniente da una famiglia di fabbricanti di spade, mise su tela l’anima più vivace e drammatica della Napoli del Seicento. Lo si percepisce bene nell’opera La peste del 1656 al Largo del Mercatello. (altro…)

L’unzione regale presso Longobardi e Normanni

L’unzione regale presso Longobardi e Normanni

Uno degli aspetti simbolici di grande interesse della regalità medioevale è rappresentato dall’unzione del re. Clodoveo, capostipite della dinastia dei merovingi, era assurto alla dignità di re del regnum Francorum, solo dopo il battesimo ricevuto per mano di San Remigio, e l’unzione con l’olio che una leggenda vorrebbe portato in un’ampolla da una colomba scesa dal cielo. Il rito fu presente anche nel Mezzogiorno medioevale. (altro…)

La spedizione di Costante II nel Sud Italia

La spedizione di Costante II nel Sud Italia

Scoppiata la guerra tra Perctario e Godeperto, figli del defunto re Ariperto, Godeperto aveva inviato a Benevento il duca di Torino Garipaldo per persuadere Grimoaldo a schierarsi dalla sua parte. In realtà Garipaldo aveva suggerito a Grimoaldo di approfittare della situazione per muovere alla volta di Pavia con un potente esercito e farsi re. Grimoaldo, lasciato suo figlio Romualdo alla guida del Ducato di Benevento, giunse a Pavia, uccise Godeberto e mise in fuga Perctario, proclamandosi infine re dei Longobardi. Nel 662 d.C., quindi, il grosso delle truppe longobarde della Penisola era concentrato a Pavia sotto il comando di Grimoaldo (P. Diacono, Storia dei Longobardi, IV 51). Approfittando del fatto, Costante II iniziò la sua spedizione per la riconquista dell’Italia meridionale. (altro…)