L’ultimo Hohenstaufen

L’ultimo Hohenstaufen

Immaginate di avere 15 anni e di essere l’ultimo erede della gloriosa casata degli Hohenstaufen. Immaginate dunque di essere un principe adolescente cresciuto nel mito del nonno, lo Stupor Mundi, Federico II imperatore e re di Sicilia. Immaginate di essere cresciuti nella fredda Baviera sognando un regno baciato dal sole, dove imperano il profumo di zagare e i mandorli in fiore. Quindici anni e uno sconfinato desiderio di ripercorrere le imprese del nonno. (altro…)

La parabola del brigantaggio politico

La parabola del brigantaggio politico

Il 13 febbraio del 1861, Francesco II, dopo un lungo assedio, decretava la resa della fortezza di Gaeta e si recava in esilio a Roma, fermamente intenzionato a riprendere la lotta per tornare in possesso del suo regno.  Stabilitosi prima al Quirinale e poi a Palazzo Farnese, il re spodestato diede vita ad un governo borbonico in esilio che si impegnò a contrastare l’avvenuta unificazione con ogni mezzo, propagandistico, cospirativo ed anche militare. Così si generò la guerra del brigantaggio. (altro…)

L’eruzione del Vesuvio del 1631

L’eruzione del Vesuvio del 1631

L’eruzione del Vesuvio del 1631 fu un evento catastrofico. Abbiamo notizie di interminabili processioni per le strade di Napoli di fedeli commossi ed impauriti per quella tragedia. Ad una di esse prese anche parte il viceré, Manuel de Zuniga y Fonseca, conte di Monterrey, in carica dal 14 maggio di quell’anno, il quale con urgenza aprì le porte della capitale e ”un’innumerevole quantità di persone furono accolte in città, e non ne cessarono di arrivare nel corso di tutta la notte. Questo giorno e il successivo il numero dei profughi che si rifugiarono a Napoli ammontò a 40.000” (M. . H. Leon in Bulletin de l’Académie royale des sciences, des letters et des beaux-arts de Belgique). (altro…)

L’unzione regale al tempo degli Svevi

L’unzione regale al tempo degli Svevi

Pietro da Eboli, sodale di Enrico VI, tacciò Tancredi d’Altavilla, unto a Palermo nel 1189, d’aver ricevuto una “unzione illegittima”: “O dolce Palermo, secondo paradiso mellifluo, come male ti compensi de’ danni precedenti! Come male corona le tue feste lo Scariota Matteo, il quale con arte cauta macchia i tuoi titoli! Invece di Giove un mezzo uomo, invece del magno Cesare un nano innalzi allo scettro… Dovette essere più nero di molta pece quel giorni in cui il misero ascese là donde dovea precipitare. Pera quel giorni, né si commemori nell’anno, in cui Tancredi prese gli scettri reali! Pera quel giorno sempre annotti nell’abbisso, in cui Tancredi sen va coronato! O molto infelice memorabile unzione del regno! Qual mano audace unse l’uomo abortivo?” (Pietro da Eboli, Carme, in Giuseppe Del Re, Cronisti e scrittori sincroni napoletani, vol. I ). (altro…)

Cassiodoro Senatore

Cassiodoro Senatore

Cassiodoro Senatore nacque attorno al 490 d.C. a Scolacium nel Brutium, l’odierna Squillace in Calabria, da famiglia aristocratica e stabilmente inserita nella corte di Ravenna. (altro…)