Il nuovo Quaderno di Historia Regni: “Condottieri e Battaglie della Napoli Spagnola”

Il nuovo Quaderno di Historia Regni: “Condottieri e Battaglie della Napoli Spagnola”

Il portale Historia Regni è lieto di presentare ai suoi lettori il secondo volume dei Quaderni di Historia Regni, la collana di libri edita dalla D’Amico Editore con approfondimenti sulla storia del Sud Italia.

Dopo “Carlo di Borbone”, edito nel 2016, questo secondo quaderno, raccoglie cinque saggi di storia militare incentrati su figure di illustri condottieri napoletani che combatterono al servizio della corona di Spagna nei secoli XVII e XVIII.

“Condottieri e Battaglie della Napoli Spagnola” si apre con la prefazione di Jose Luis Solano, Console Generale di Spagna in Napoli.

La memoria di valorosi condottieri del Regno di Napoli, protagonisti di celebri fatti d’arme dal Brasile alla Spagna, dalla Francia alla Germania, è recuperata dalla coltre di nebbia del tempo e portata all’attenzione del lettore moderno grazie all’impegno di studiosi spagnoli ed italiani: Hugo A. Cañete ricostruisce l’impresa del Tercio di Carlo Caracciolo, Marchese di Torrecuso, nella conquista e difesa di Salvador de Bahía, in Brasile; Rafael Rodrigo Fernández analizza la partecipazione della cavalleria e della fanteria napoletana nella battaglia di Nordlingen; Vittorio Ricci ci porta alla scoperta di Federico Colonna, morto nella difesa di Tarragona; Gianandrea de Antonellis esamina la battaglia di Rocroi soffermandosi sugli ufficiali napoletani presenti; Angelo D’Ambra approfondisce la figura di Restaino Cantelmo Stuart, Capitano della Compañía italiana de la Guardia de Corps di Filippo V, distintosi nella Guerra di Successione Spagnola.

Il primo saggio “Brasile 1625: Il Tercio Viejo di Napoletani di Don Carlo Caracciolo, Marchese di Torrecuso. Perdita, assedio e recupero di Salvador di Bahia” tratta della perdita e del recupero della città di Salvador de Bahía, uno dei primi episodi dell’espansione coloniale olandese, testimonianza dei suoi propositi strategici di drenaggio di risorse della monarchia ispanica in Europa per indebolirla. La reazione spagnola mostrò la capacità di organizzare una grande armata e proiettarla in guerra a migliaia di chilometri dalle sue basi mentre si tenevano i fronti delle Fiandre, della Germania e del Mediterraneo. L’autore Hugo A. Cañete si sofferma sul ruolo svolto dai napoletani di Don Carlo Caracciolo.

Il secondo saggio “Tercios napolitanos en la batalla de Nördlingen (1634)” di Rafael Rodrigo Fernández descrive la struttura degli eserciti in battaglia, le circostanze militari, i tercios napoletani ed il loro impiego. Nonostante la convinzione diffusa che nella battaglia di Nordlingen il ruolo principale sia stato assolto dal tercio spagnolo di Idiaquez, il conte Horn, comandante in capo delle truppe svedesi, riconobbe il ruolo eccezionale dei soldati napoletani, principalmente quelli del tercio di Toraldo, veri protagonisti della vittoria. Ne conosceremo dunque le valorose gesta.

Il terzo saggio è dedicato a “Federico Colonna Tomacelli, Gran Contestabile del Regno di Napoli, morto nella difesa di Tarragona (1641)”, autore Vittorio Ricci. Nel plurisecolare rapporto tra le corone spagnole e gli stati italiani, in special modo il Regno di Napoli ed il Regno di Sicilia, si inserisce il ruolo dei grandi casati italiani e dei loro illustri esponenti: abili condottieri, alti prelati, raffinati mecenati, viceré, governatori e membri dei massimi consigli della Monarchia si stagliano e primeggiano nel panorama dei “secoli d’oro”. Nel presente saggio, si analizza in particolare il contributo di un rappresentante di primo piano, della famiglia Colonna del ramo di Paliano: Federico Colonna Tomacelli, figlio di Filippo I, contestabile del regno di Napoli, grande di Spagna a seguito del matrimonio con una delle più ricche ereditiere di Sicilia, Margherita d’Austria e Branciforte, principessa di Butera e nipote dell’eroe di Lepanto, don Giovanni d’Austria. Le cronache dell’epoca, alle quali nel saggio si attinge a piene mani, ci restituiscono le gesta di Federico. Egli fu chiamato da Filippo IV a rappresentarlo, come luogotenente a Valencia ed in Catalogna, in una delle crisi più gravi dell’intera storia della Monarchia degli Asburgo: la Guerra de los Segadores, tra i maggiori conflitti all’interno della Guerra dei Trent’anni. Si rischiò in quella occasione la deflagrazione dell’intero impianto della Monarchia Cattolica con la Francia che minacciava, se ci fosse stata la presa di Tarragona, difesa sino alla morte dal Contestabile Colonna, di scardinare uno ad uno i viceregni della penisola iberica.

Il quarto saggio, “Rocroi: una vittoria mancata”, opera di Gianandrea de Antonellis, è dedicato alla battaglia di Rocroi, entrata nell’immaginario collettivo come una epocale disfatta del Tercio, pur rappresentando effettivamente la prima sconfitta subita in una battaglia terrestre dall’esercito imperiale spagnolo, in realtà non ebbe conseguenze immediate negative sul morale delle armate ispaniche. Sarebbe stata epocale, al contrario, una vittoria – tutt’altro che impossibile – poiché l’esercito di Filippo IV, il Re Pianeta, avrebbe visto aprirsi la strada verso una Parigi da poco orba di Richelieu e retta da un Luigi XIV di soli quattro anni. L’abilità del Gran Condé e gli errori di Francisco de Melo portarono, invece, alla vittoria francese. Il breve saggio, dopo aver ripercorso le fasi della battaglia, si sofferma sulle carriere militari degli ufficiali napolitani presenti.

Il quinto lavoro è firmato da Angelo D’Ambra ed è intitolato “Il Duca di Popoli”. Analizza la storia di Restaino Cantelmo Stuart (Napoli 1651 – Madrid 1723), settimo Duca di Popoli, Maestro di Campo Generale nel Regno di Napoli, Capitano della Compañía italiana de la Guardia de Corps, Grande di Spagna, Cavaliere dell’Ordine del Toson d’Oro, Consigliere di Guerra e Finanze, Maggiordomo Maggiore del Principe delle Asturie. Distintosi negli anni dell’ascesa di Filippo V e della Guerra di Successione Spagnola, fu illustre esponente di una nobiltà napoletana che rinnovava il suo legame con la Spagna sulla base della cultura del merito, della fedeltà e dell’attaccamento al sovrano.

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