Il 26 ottobre, Mussolini a Livorno duella con la spada contro Francesco Ciccotti Scozzese, direttore del Paese. Il duello si tiene a Villa Perti di Antignano e si conclude al quattordicesimo assalto, senza riconciliazione, per una crisi cardiaca che obbliga al ritiro Ciccotti. Accanto al Duce in quelle circostanze c’è una figura particolare, Costanzo Ciano. L’Eroe della Marina, protagonista della Beffa di Buccari, dopo aver, per un breve periodo, diretto la compagnia di navigazione “Il Mare” dell’industriale Giovanni Agnelli, aveva intrapreso la carriera politica finendo eletto col Blocco Nazionale alle elezioni del 15 maggio 1921, segnate dal sangue. Mussolini si fida di lui, lo stima. Ha avuto qualche diverbio perché Ciano è risolutamente monarchico, ma non esita ad affidargli le trattative che precedono la marcia su Roma e, quando crea il governo, lo nomina sottosegretario alla Marina. Resta in questa carica sino al 1924, diviene poi Ministro delle poste e Comunicazioni fino al 1934. Nel frattempo suo figlio Galeazzo ha preso in moglie Edda, la figlia di Mussolini

Il 24 aprile 1930, i due giovani s’erano sposati. Galeazzo, dopo aver tentato la carriera di autore teatrale, di scrittore e di giornalista, s’era dedicato anima e corpo alla diplomazia. Era ambizioso, intelligente, colto. Col primo incarico raggiunse il Sud America, col secondo la Cina. Le vacanze estive le passò a Levanto, mentre il padre, da ministro, sovraintendeva alla modernizzazione del paese con la costruzione della rete ferroviaria, di quella telegrafica e telefonica. Proprio a Levanto, Galeazzo incontrò Edda, invitata dal padre a visitare l’incrociatore Trento fermo a La Spezia.

Nel 1929, Galeazzo tornò dalla Cina in licenza straordinaria e la prima  cosa che fece è rivedere Edda… col beneplacito di Mussolini. Il Duce vedeva di buon occhio quella frequentazione. Costanzo Ciano gli era assai caro, era lui che cura i rapporti col mondo imprenditoriale, oltretutto stava al suo posto, non gli dava in alcun modo ombra, non era come Balbo. Poi Galeazzo avrebbe legato sua figlia all’aristocrazia romana! Il Duce allora riconobbe da subito nel futuro Conte di Cortellazzo, contea assegnata ai Ciano per meriti di guerra, un buon candidato per la mano di sua figlia.

Galeazzo ed Edda iniziarono quindi a frequentarsi. Lo fecero pubblicamente. Si fidanzarono, ma, a quanto pare, a donna Rachele il ragazzo non piaceva, troppo borioso forse… Ad ogni modo il loro rapporto non trovò ostacoli e le nozze vennero celebrate quel 24 aprile del 1930.

La sera prima Villa Torlonia si aprì alla nobiltà romana. Mussolini accolse seicento invitati, tutti in tight e cilintro. Era la prima volta che i gerarchi comparivano in pubblico con le loro mogli, Dino Grandi con Donna Antonietta, il generale De Bono con Donna Erminia, Luigi Federzoni con Donna Rina, il Conte De Vecchi con la contessa Onorina, Dino Alfieri con Donna Carlotta, Alfredo Rocco con Donna Maria. Poi sfilarono gli aristocratici, i Blanc, i Giovannelli, i Visconti, gli Spada, gli Sforza, i Bonacossa, gli Incisa. C’era pure Badoglio.

I giornalisti furono colpiti da quella ricca schiera di titolati e dallo sfarzo della villa. Il giorno dopo Galeazzo ed Edda si scambiano il sì nella chiesa di via Nomentana. Gli sposi all’uscita furono acclamati dalla folla e passarono tra i moschettieri in uniforme nera che sguainavano i pugnali e formavano un arco di lame, poi la coppia raggiunse San Pietro per farsi benedire da Papa Pio XI prima di salpare per Capri.

La parabola della coppia fu segnata dalla caduta dell’Italia nella trappola della guerra di Hitler.

Costanzo Ciano spirò alla vigilia del conflitto, il 26 giugno 1939, nella sua villa di campagna a Ponte a Moriano, in provincia di Lucca. Nel corteo funebre Mussolini stette al fianco di Galeazzo. La messa fu officiata dal vescovo Giovanni Piccioni, poi il feretro fu condotto sino al cimitero della Purificazione. La squadra navale fece tuonare i cannoni. Tutti i treni si fermarono per un minuto. Mussolini però non c’era, aveva abbandonato la cerimonia a Piazza Grande. Accanto a Galeazzo c’era solo Edda… e così sarà l’11 gennaio 1944, quando il Ciano fu fatto fucilare da Mussolini per aver votato la sfiducia promossa dal gerarca Dino Grandi.

 

 

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete

 

Bibliografia: G. Bruno Guerri, Galeazzo Ciano: una vita 1903/1944