Discendente da un’antica famiglia del patriziato genovese, Francesco Sivori nacque a Palermo nel 1771. A vent’anni entrò nella Regia Marina di Napoli come allievo e si imbarcò sulla corvetta Leone sulla quale restò per un anno. È probabile che in questo periodo non solo apprese grandi nozioni navali ma anche le idee politiche che si andavano propagandando dalla Francia sino a Napoli. Verosimilmente ebbe diretti contatti con la squadra dell’ammiraglio La Touche-Treville che fu inviata a Napoli nel 1792 per pretendere dai Borbone il riconoscimento della Repubblica Francese. Fu così, per motivazioni ideali, che abbandonò la marina borbonica.

Sono queste solo ipotesi che possono però spiegare come Sivori sia improvvisamente finito a bordo di una nave francese facente parte della spedizione di Bonaparte in Egitto, come “pilota ai segnali”, e poi, nel 1799, nella Marina Ligure, come sottotenente.

Con brick, golette ed altre piccole imbarcazioni, la marina genovese, diretta da Giuseppe Bavastro, era impegnata in una guerra corsara al servizio della Francia di Napoleone. Era questa l’unica guerra possibile per una marina di piccole dimensioni e con ridotte risorse contro una marina potente come quella britannica. Francesco Sivori, a bordo della goletta La Giustizia, adempì al meglio a questo compito, impegnandosi inoltre a proteggere il naviglio genovese e francese dai barbareschi. Più volte poi forzò il blocco della flotta anglo-napoletana portando in Francia la corrispondenza del generale Massena.

Nel 1802 fu sul brick Giano ancora impegnato in una guerra di corsa segnata da assalti all’abbordaggio con ascia in pugno o sciabola. Quando l’annessione di Genova fu compiuta, la Marina Ligure fu assorbita dalla Marina Francese e Sivori fu nominato tenente di vascello ausiliario ed aiutante maggiore presso la Prefettura Marittima di Genova.

Nel marzo del 1807 assunse il comando della goletta imperiale La Sentinelle e continuò a fare il corsaro contro i navigli inglesi.

Il 24 agosto del 1810, in uno dei pochi episodi registrati con dettaglio dai francesi, mentre costeggiava la foce della Magra con La Ligure e Le Renard, La Sentinelle fu avvistata da una fregata inglese Sea Horse ed inseguita. La superiorità del nemico costrinse Sivori a tentare la ritirata dirigendosi verso la costa fra Sestri e Riva Trigoso, ma fu rapidamente raggiunto. Fece allora rispondere al fuoco nemico ma, dato il calibro delle proprie artiglierie, riceveva danni maggiori di quelli che poteva infliggere. Se avesse continuato a combattere così sarebbe finito a picco o catturato. Fu allora che dette sfogò alla sua abilità manovrando con agilità per obbligare il nemico a cambi continui di rotta che finirono col ritardargli l’avanzata. Si spinse poi lentamente verso la costa in fondali navigabili per la sua goletta ma pericolosi per la fregata inglese che fu obbligata a fermarsi.

Gli inglesi allora misero in acqua quattro imbarcazioni armate che tentarono di circondare La Sentinelle ma furono tenacemente respinte con l’artiglieria. La Sentinelle fu attaccata per tre volte dalle scialuppe nemiche e riportò gravi avarie. L’intero combattimento durò oltre quattro ore poi Sivori, consapevole che non avrebbe potuto resistere oltre, si spinse più vicino alla costa, trasportò i feriti in salvo e appiccò il fuoco alla sua nave per non vederla nelle mani del nemico. Sivori fu ferito gravemente, tre marinai furono uccisi ed un timoniere avette amputata una gamba.

Per questa eroica condotta Napoleone lo promosse tenente di vascello effettivo della Marina Francese per merito di guerra. Due mesi dopo assunse il comando del brick Janus continuando la guerra di corsa sino al tramonto di Bonaparte, quando per lui si aprirono le porte della Regia Marina Sarda.

 

 

 

 

 

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete

Bibliografia: G. Gonni, Francesco Sivori; V. Ilari e P. Crociani, La Marina Ligure di Napoleone