Vaud, oggi in territorio elvetico, un tempo era città ascritta ai domini dei Savoia. È una storia che risale al medioevo, quando Pietro, settimo figlio del conte Tommaso di Savoia, ottenne alcune signorie poste qui e nello Sciablese, altre ne guadagnò grazie al matrimonio con Agnese di Faucigny ed ancora riuscì ad accrescere i suoi possessi con guerre e accordi.

Nel 1240 assalì Moudon, Friburgo e Rue, in possesso dei conti di Ginevra, e li obbligò anche a cedere Cles. Nello stesso anno l’abate di Cluny gli conferì l’avvocazia del priorato di Payerne e, qualche tempo dopo, ricevette la dedizione della città imperiale di Berna che chiedeva protezione dai conti di Kibourg. L’esempio di Berna fu seguito dagli abitanti di Morat e così fece pure Ginevra.

Pietro di Savoia accrebbe quest’insieme di territori grazie ad altri accordi con possenti feudatari e stipulando nuove convenzioni. Contò al suo patrimonio pure Nyon, Yverdon e Morge, e, venuto in possesso di tante città elvetiche e asceso anche alla contea di Savoia come Pietro II, istituì un’assemblea degli Stati di Vaud affinché meglio fossero amministrati.

Era il 1264 e si riconosceva a Pietro II di Savoia la sovranità sulla contrada, al contempo il conte riconosceva le antiche prerogative, i diritti e le franchigie dei territori suaccennati. Fu così che le terre vodesi ottennero una unità politica che prima non avevano. Nacque così la baronia di Vaud, ciò che oggi è conosciuto come Canton Vaud.

La convocazione degli Stati avveniva ad opera del principe per mezzo del balio di Vaud o ad opera del consiglio della città di Moudon. Talvolta questi Stati si riunivano con nobili, comuni e clero, talvolta senza clero, talvolta si riunivano i soli deputati cittadini. Spesso gli Stati inviavano poi i loro deputati agli Stati generali di Savoia.

Il potere legislativo era condiviso col principe che però non poteva intaccare i riconosciuti privilegi. Quanto ai tributi, vi erano dei sussidi concessi in casi particolari, anche se Vaud non era obbligata a concorrere alle guerre. La mobilitazione delle genti d’arme si faceva solo per otto giorni, il servizio non si estendeva oltre le diocesi di Sion, Ginevra e Losanna, e quelli che avevano preso parte ad una spedizione non potevano poi essere richiamati se non dopo sei settimane.

Tali prerogative furono più tardi cancellate dai signori di Berna. Nel 1536, infatti, questi territori furono invasi dall’esercito del Canton Berna e definitivamente sottratti ai Savoia.

 

 

 

Autore Articolo: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete

Bibliografia: F. Sclopis, Degli stati generali e d’altre istituzioni politiche del Piemonte e della Savoia