Il Castello di Miramare, ultima residenza dell’arciduca Massimiliano d’Asburgo e da lui stesso fatto costruire, nonché ultima residenza anche del Duca Amedeo d’Aosta, è una delle principali mete turistiche di Trieste.

I lavori iniziarono nel 1855 e furono portati a termine nel 1860 dall’architetto Karl Junker. Le forme gotiche si specchiano nelle acque dello scoglio di Punta di Grignano, circondate da splendidi giardini che rievocano i canoni del neoclassicismo.

Essi si estendono per ventidue ettari, ricchi di piante rare che formano un fitto bosco, cedri del Libano, abeti rossi spagnoli, cipressi della California, il gingko biloba e la sequoia gigante. L’arciduca permetteva al popolo di entrarvi due volte a settimana per ammirare le piante rare.

Nel parco si trova anche il castelletto, un edificio di dimensioni minori che funse da residenza per i due sposi durante la costruzione del castello stesso e che ospitò Carlotta di Sassonia, figlia del re del Belgio e consorte di Massiliano, quando perse la ragione dopo la fucilazione del marito, il 19 giugno del 1867, a Querétaro in Messico.

Il Castello di Miramare doveva essere inizialmente costituito da tre piani e un mezzanino, ma Massimiliano decise nel 1858 di eliminare un piano.

Gli interni, perfettamente conservati, recano invece la firma degli artigiani Franz e Julius Hofmann. Venti stanze che furono abitate dall’arciduca e dalla sua consorte, Carlotta del Belgio, per quattro anni.

Tra esse le più importanti sono le Sale di Massimiliano, tra cui la camera da letto arredata come la cabina di una nave a ricordo della fregata Novara sulla quale l’arciduca era imbarcato quando prestava servizio nella Marina austriaca. L’Asburgo volle che da ogni finestra del castello fosse possibile vedere il mare, così da avere l’impressione di essere sempre a bordo di una nave.

Il portone d’ingresso reca scolpite, sull’arco a volta, le armi imperiali del Messico, quelle reali del Belgio e, al centro, lo stemma dei Savoia-Aosta. Da qui si inizia il percorso museale che conduce il visitatore, tra opere pittoriche raffiguranti regnanti, sino agli alloggi della corte, agli studioli con decorazioni in tartaruga ed alla sala in cui Carlotta del Belgio amava ritirarsi a comporre poesie o dipingere. Un massiccio mobilio in legno caratterizza la stanza da letto, la piccola cappella con il prezioso altare dono del Patriarca di Gerusalemme a ricordo della visita dell’arciduca in Terra Santa nel 1855 ed il bel portale del salottino che si dice provenga da un castello del Tirolo. La Sala dei Gabbiani, destinata ai pranzi principali, e la Sala del Trono, che ci appare nelle forme della ristrutturazione del 1932, seguita ad un incendio, sono gli ultimi due ambienti visitabili al piano terra.

Dopo Massimiliano d’Asburgo, il Castello di Miramare ebbe ancora un illustre ospite, fu infatti abitato per sette anni dal Duca Amedeo d’Aosta e della moglie duchessa Anna di Francia. La coppia introdusse, al primo piano, elementi di arredo razionalista tipici degli Anni Trenta del Novecento, che ancora oggi sono perfettamente conservati. Si occupò dell’ammodernamento del castello l’architetto Alberto Riccoboni. Furono potenziati gli impianti idraulici, elettrici e di riscaldamento. Belli gli arredi originali, sobri e raffinati, testimoni del gusto di un’epoca e di una famiglia che qui trascorse anni felici prima della tempesta della guerra. Qui Amedeo d’Aosta risiedette sino alla partenza per l’Etiopia dove tenne la carica di viceré sino alla prigionia ed alla morte a Nairobi il 3 marzo 1942.

Autore articolo e foto: Angelo D’Ambra