Iocasto, figlio del dio dei venti Eolo e di Ciane, figlia del re Liparo, è il mitico fondatore di Reggio Calabria.

La tradizione vuole che la città sia stata fondata da coloni calcidesi cacciati dal loro paese per una carestia. Costoro presero dimora “presso la tomba di Iocasto” e più esattamente in un luogo dove videro “una femmina che stringeva un maschio” cioè una vite abbarbicata a un leccio, come aveva loro indicato un oracolo.

Il mito potrebbe indicare sia l’espansione degli Ausoni nelle Eolie, in Sicilia e nella Penisola, sia quello dei Calcidesi. Probabilmente questa leggenda sorse tra i Calcidesi per legittimare la loro stessa presenza.

Alla morte di Eolo, i suoi figli si divisero i possedimenti paterni. Al primogenito Astioco spettò Lipari, a Feremone andarono le coste siciliane dello Stretto di Messina, ad Androcle il Capo Lilibeo, a Xuto il territorio di Leontini, ad Afatirno andò Capo d’Orlando, a Iocasto toccarono le terre del versante calabrese dello Stretto. Scrive Diodoro Siculo a proposito: “Dicono che egli fosse pio e giusto ed inoltre cortese con gli stranieri; dicono ancora che egli insegnò ai naviganti l’uso delle vele; grazie alla sua lunga osservazione dei presagi offerti dal fuoco, prevedeva i venti locali senza mai sbagliare, per questo il mito lo designò custode dei venti; a causa della sua straordinaria devozione. Eolo fu chiamato amico degli dei. I figli di Eolo furono sei di numero: Astioco, Xuto e Androcle, ancora Feremone, Giocasto e Agatirno; tutti si acquistarono grande rinomanza grazie alla fama del padre e al loro valore. Giocastro, saldamente in possesso dell’Italia, regnò sulla costa fino alla zona di Regio; Feremone ed Androcle dominarono in Sicilia dall’Istmo fino alla zona del Lilibero: i Siceli abitavano la parte orientale di questo territorio, i Sicani quella occidentale. I due popoli erano in discordia fra loro ma obbedivano volentieri ai su menzionati figli di Eolo poichè essi erano miti e poichè la religiosità di Eolo, loro padre, era ovunque nota. Xuto regnò sul territorio che oggi si chiama Agatirnide e fondò uan città che da lui prese nome Agatirno. Astioco esercitò il potere a Lipari. Tutti, giusti e pii come il padre, si acquistarono grande fama. I loro discendenti si trasmisero i regni per molte generazioni ma poi si estinsero i re della stirpe di Eolo”.

Iocasto in Calabria fondò un primo insediamento chiamato Erythrà, che in greco significa ”la Rossa”, su cui poi sorse Rhegion, appunto Reggio, “la città del Re”, che Iocasto eresse a sua dimora.

Il re, morto in quel luogo per il morso di un serpente, fu raffigurato nelle monete dell’antica Reggio nel V secolo a. V. nelle sembianze di un giovinetto seduto con un bastone nella mano destra mentre un serpente si accinge a morderlo.

Della tomba di Iocasto non si hanno tracce, doveva essere un monumentale mausoleo posto sul promontorio di Punta Calamizzi, denominato Pallanzio.

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete