La baia di Assab fu acquistata nel 1869 dalla Società di navigazione Rubattino per conto del governo italiano. Annessa ufficialmente tredici anni dopo, divenne il primo embrione del futuro impero coloniale italiano. Il testo che segue è tratto dall’opera di L. F. De Magistris, L’oltremare d’Italia in terra d’Africa, e descrive questo primo passo del colonialismo italiano, l’iniziativa dell’ammiraglio Guglielmo Acton e del missionario Giuseppe Sapeto, il definitivo acquisto della baia di Assab con cui ebbe inizio la colonia Eritrea.

***

Giova ricordare le fasi dell’acquisto di questo primo possedimento italiano d’oltremare. La prima idea d’impiantare una colonia italiana in un tratto delle coste africane del mar rossi si riallaccia ad una lettera scritta dal missionario italiano, padre Giovanni Stella, al Conte di Cavour e ad un’altra di un certo signori Risso, italiano, residente all’Asmara. Ma l’idea fu tradotta in atto per opera di un altro missionario italiano, il padre Giuseppe Sapeto. Incoraggiato da Vittorio Emanuele II, egli propose al ministro Menabrea l’acquisto di un territorio allo sbocco del mar Rosso: o la rada di Sceikh-Said sulla costa asiatica d’Arabia o il ras Dumeirah sulla costa africana. Ma l’acquisto non doveva farsi in nome del governo d’Italia, bensì della compagnia di navigazione Rubattino.

Partito insieme con l’ammiraglio Acton per Aden, quando vi giunse il 6 novembre 1869, apprese che i Francesi erano sbarcai a Sceikh-Said. Non convenendo l’acquisto di ras Dumeraih, d’accordo con l’ammiraglio Acton, padre Sapeto decise d’entrare in relazione con alcuni capi indigeni di Assab edintorni.

Il 15 novembre fu stipulata una convenzione, in forza della quale la compagnia Rubattino acquistò, mediant pagamento, alcune zone della baia d’Assab in nome proprio, innalzandovi, ben inteso, la bandiera italiana. L’incarico da parte del nostro governo non risutlà da nessun atto scritto, ma soltanto da impegni orali. Senonchè non mancò l’occasione di un riconoscimento ufficiale, e ciò avvenne il 16 aprile 1870 quando il Ministro italiano per gli affari esteri scrisse al console generale d’Italia in Egitto, notificandogli che il suo Governo consentiva in tutto ciò che la compagnia Rubattino aveva operato nella baia di Assab.

Altre convenzioni fra capi indigeni e Rubattino per l’acquisto di ulteriori territori a sud e a nord ‘Assab, furono stipulate l’11 marzo 1870, il 30 dicembre 1875 ed il 15 marzo 1880.

La sostituzione del Governo italiano alla compagnia Rubattino risultò palese da un’ordinanza ministeriale del 24 dicembre 1880, perfezionata dalla convenzione 10 marzo 1882, con la quale ogni diritto, anche privato, veniva ceduto dal Rubattino mediante un’indennità di 416 mila lire. La legge 5 luglio 1882 approvò la convenzione e stabilì la “Colonia Italiana del territorio d’Assab” affidata ad un console di carriera.

Il primo passo era compiuto.

Frattanto, in data del 5 febbraio 1885, il Kedivè d’Egitto dichiarava al Sovrano sultano di Turchia di non essere più in grado di mantenere il possesso di Massaua. Immediatamente l’Italia, traendo profitto dalla dichiarazione di dominio pubblico, occupava militarmente l’isola di Massaua e il territorio dipendente.

 

 

 

Fonte foto: dalla rete