L’Itinerario da Napoli a Lecce e nella provincia di Terra d’Otranto nell’anno 1818 di Giuseppe Ceva Grimaldi, Marchese di Pietracatella, fornisce un sommario elenco delle incursioni di corsari in Terra d’Otranto.

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L’anno 874- I Saraceni distrussero e saccheggiarono il santuario di S. Maria di Leuca
Anno 924 – Capta est Oria a Saracenis mense Julii et interfecerunt cunctas mulieres reliquos vero deduxerunt in Africam cunctos venundantes
Anno 924 – Saraceni intraverunt in Apuliam et fecerunt magnam stragem coeperunt Uriam Lecium Nardeum et Brundecum et alia loca multos captivos duxerunt in Calavriam et alios in Aphricam miserunt
Anno 927 – Fuit excidium Tarenti patratum et perempti sunt omnes viriliter pugnando, reliqui vero deportati sunt in Africam. Id factum est mense Augusti im festivitate Sanctae Mariae
Anno 927 – Saklabius cum suo exercitu excursionem fecit in. Apuliam obsedit Tarentum coepit eum cum magna occisione hominum et devastavit loca circumcirca
Anno 928 — Appuli venerunt ad arma eum Saracenis prope Uriam; et vicerunt eos; et liberarunt omnia loca ab eis capta
Anno 972 – Pugnavit Asto filius Transamundi Marchisii cum 14 millia Saracenorum; dux eorum dicebatur Bucobolus: et Otho in subsidium misit sex milliasuos: prosequens Agarenos Tarentum usque
Anno 977 – Incenderunt Agareni civitatem Oriae, et cunctum vulgus in Siciliam deduxerunt
Anno 991 – Fecit bellum Asto Comes cum Saracenis in Tarento, et ibi cecidit ille cum multis Barensibus
Anno 1031 – Mense Junii compraehenderunt Saraceni Cassianum in terra Hydruntina, et tertio die mensis Julii fecit proelium Potho cum Saracenis, et ceciderunt Graeci
Anno 1047 – Fu preso il Castello de Scira dalli Saraceni nel mese di Ottobre, e nel mese di Dicembre posero a sacco Lecce
Anno 1178 – In hoc anno multitudo Saracenorum in partibus Tarentum ab habitatoribus… (quantunque il resto manchi la invasione è sicura)
L’anno 1480 – I Turchi dopo un assedio di 15 giorni presero Otranto, e vi commisero le più grandi crudeltà, fino a far in pezzi 500 prigionieri scampati alla prima strage.
Nell’anno stesso 400 cavalli sbarcarono alla marina di San Cataldo e corsero per Trepuzze, Squinzano, Campi, S. Pancrazio.
Nella occasione della presa d’Otranto i Turchi saccheggiarono Scorrano, Castro, Tricase, Poggiardo, Sternazia, Soleto, S. Pietro in Galatina, Rocca, e casali infiniti; ed i poveri abitanti si rifugiarono in Lecce, ed in Taranto.
Nel 1492 – Per frenare le scorrerie dei Turchi furono armate 6o navi, 40 galere per difendere il porto di Brindisi; e l’esercito di terra per difesa delle coste e fu comandato dal Duca di Calabria
1511 – Una galera di Turchi venne alle marine, e fece gran danno e prese molti prigioni.
Nello stesso anno un corsaro de’ Turchi con due barche, una galera, e cinque fuste approdò in S. Cataldo; prese la torre per forza, ammazzò tutti quelli ch’erano dentro; più mise fuoco ai magazzini.
Anno 1556 – Una parte della flotta de’ Turchi arrivata a Castro, città posta nel capo di Otranto, la saccheggiò, menandone prigionieri gli abitatori, mentre Barbarossa col resto della flotta di settanta galee approdato alla spiaggia di Otranto pose a terra la truppa per investir la città. Ma Scipione di Somma Governatore della provincia correndo colla sua gente alla difesa di quella città, lo tenne lontano con frequenti attacchi, sino a che gli pervenne un forte ajuto dal Vicerè, il quale per essere più vicino al soccorso si era avanzato con tutto l’esercito a Taranto. Vedendo i Turchi difeso il regno da molta truppa, e che Doria colle sue galee avea abbattuta una divisione della loro flotta, si ritirarono dall’impresa; e Solimano tornato a Costantinopoli liberò dalla schiavitù gli abitanti di Castro.
1537 – Solimano re de turchi essendo in guerra con Carlo V. nel 1537 manda un suo Bassà per nome Lustembai, e prende Castro ove era Conte Mercurino Gattinara; e per mezzo di Ariadeno corsaro occupò Ugento lo stesso anno nei 4 agosto, donde scorsero i turchi ad infestare il paese fino al monistero di Racale. Dugento cavalli turchi avevano assediato il castello di Tricase, e stavano in punto di pigliarlo, se Spiretto Maramonte con una imboscata non gli avesse pigliati
1547 – Le galere d’Algieri presero Save, e saccheggiarono il Santuario (di Santa Maria di Leuca)
1624 – Le galere algerine… posero fuoco al tempio, lo profanarono e rovinarono Castrignano.
1689 – Le Caravelle turche profanarono il sacro tempio (di Santa Maria di Leuca)

Ma eran sì frequenti queste correrie nel nostro regno, che gli stessi pirati cristiani da lontane parti venivano a saccheggiarci; e non solo la forza impiegavano, ma astuzie degne di Ulisse, e di Annibale. È rapportato nella Cronica di Antonio Feltrio che ai tempi di Re Roberto un Corsale Almoavero avea tre fuste, e sentendo, che a S. Maria de’ Tremiti nge erano argento assai e Calici, e Croci, e vestimenti di seta; pensò di rubarla, et una notte andò a detta Ecclesia; e dedele la battaglia; e per li Frati assai, che nge erano non potte fare cosa alcuna; e la mattina seguente donò un’altro assalto; e meno ottenne; onde vedendose desperato, pensò ingannarli; e partiosi e dilongossi dall’Isola le fuste non si potevano vedere; et in quella notte fece fare uno tavuto con alcuni spiracoli, e co’ lo coperchio, che si potea levare; e fecesi ponere dentro del tavuto diece spate nude, et ordinò a li compagni, che dovessero andare a S. Maria; e dieci delli compagni scendessero senza arme; e dovessero dire a li Frati, che lo patrone de la fusta era morto; e che havea lassato alla detta Ecclesia docati 500 Veneziani; e mostratogli a li Frati. Li detti Frati dolenti vedendo li dinari; vedendo lo tavuto, vedendo li detti huomini, che lo portavano, ch’erano senza arme; fecero intrare il tavuto con li huomini dentro la Ecclesia; e volendo li Frati incomensare a dire l’officio di Requiem aeternam, subito gittato lo coperchio in terra gli uomini pigliaro le spate, et ammazzaro tutti li Frati, et arrobbaro la detta Ecclesia; e stette abandonata per anni trenta.

 

 

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