Swidnica è una piccola cittadina polacca, ai piedi dei Sudeti, famoso per la sua Chiesa della Pace, il più grande tempio cristiano in legno realizzato in stile barocco.

Il paese in epoca medievale fu tra i centri più ricchi della Slesia e, nel 1290, divenne la capitale del ducato di Swidnica-Jawor, uno dei numerosi principati dei Piast e probabilmente il più potente grazie all’ingegno del duca Bolko I, detto il Severo, e di suo nipote Bolko II. Di tutto ciò non resta memoria nel coloratissimo centro, il rynek, che però stupisce per la sua bellezza e le linee architettoniche barocche, pensate nella ricostruzione post-napoleonica.

Rinomata per la sua birra ed i suoi tessuti, fino alla Guerra dei Tredici Anni (1454-1466), Swidnica fu una delle più grandi città polacche, con una popolazione prossima ai seimila abitanti, tuttavia un lento declino la investì in età moderna, riducendone i cittadini sino alle duecento unità del 1648. E’ in questo periodo però che Swidnica vide sorgere il monumento che l’ha resa celebre.

La Chiesa della Pace fu eretta tra il 1656 ed il 1657, in soli dieci mesi, sullo schema delle friedenskirchen evangeliche. Tanta fretta perchè, in seguito alla Pace di Westfalia del 1648, i protestanti della Slesia avevano ottenuto dall’imperatore Ferdinando III il permesso di costruire tre chiese a condizione che venissero terminate in meno di un anno, che non avessero il campanile, che si trovassero fuori dalle mura cittadine e che fossero costruite solo di legno, paglia, sabbia e argilla.

Quella di Swidnica fu una di queste. Le sue caratteristiche sono la testimonianza della lotta per la ricerca della libertà religiosa nel mondo cattolico degli Asburgo. L’edificio, dedicato alla Trinità, si trova nel cimitero a nord della Piazza del Mercato. Fu costruito dalla scuola degli artigiani del legno di Andreas Kaemper, su progetto dell’architetto Albrecht von Saebisch di Breslavia. Ha pianta a croce greca e presenta un tetto spiovente molto caratteristico.

Tutto questo fu costruito senza usare neppure un solo chiodo e ciò rende la chiesa un vero gioiello dell’arte barocca. L’interno è arricchito da arredi sfarzosi e soffitti affrescati, ancora intatti e ben conservati, opera di Christoph Kalicki e Christian Süßenbach, raffiguranti scene tratte dall’Apocalisse di San Giovanni. Il grande organo dal 1666 al 1669 è opera di Christoph Klose di Brzeg. Gotfried August Hoffman di Dresda, invece, realizzò il meraviglioso pulpito barocco nel 1729 e l’incredibile altare nel 1752, in occasione del centenario del permesso di costruzione imperiale. Col tempo la struttura si ingrandì: la Convenzione di Altranstädter del 1707 autorizzò l’aggiunta del campanile e, lungo le pareti, furono pure aggiunti due piani di gallerie, anch’esse riccamente decorate, che hanno portato la capacità della chiesa ad oltre settemila fedeli.

 

 

 

 

Autore articolo e foto: Angelo D’Ambra