Il 7 febbraio 1864, novanta briganti capeggiati da Angelantonio Masini attaccarono un convoglio della Guardia Nazionale di San Mauro, in Basilicata. Nello scontro morì il sottotenente Lauria, poi l’arrivo di rinforzi mise in fuga i briganti. Tutto è ricostruito da questo articolo tratto da L’esercito illustrato.

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Se ci è grato il registrare nelle nostre colonne ogni qualunque fatto che torni a gloria dell’esercito, siam pur lieti semprequando avvenga di poter fare ugual cosa per la benemerita guardia nazionale; a questo titolo dobbiam riportare un fatto il quale torna a gran pregio della guardia nazionale di San Mauro (Basilicata), e del quale ben lusinghieramente parlarono i giornali.
Il 7 febbraio ultimo era corsa la notizia che una banda di circa 90 briganti, comandata dal famigerato Masini, erasi veduta nella contrada di Priati, la quale per ogni dove minacciava e moveva sterminio.
All’alba del mattino seguente un distaccamento di ottanta militi di quella guardia nazionale sotto gli ordini del capitano Amari moveva alla scoverta della masnada per minacciarla, quando fatto appena un miglio e mezzo di stada, questa, anzicchè fuggire, piombò addosso al distaccamento improvvisamente e a furia.
non perciò si perdettero d’animo quei militi, chè guadagnata una vecchia e diruta cappella ivi s’atteggiarono alla più vigorosa resistenza.
Ma la retroguardia non potè così celermente come il nerbo principale del distaccamento ripararsi in quella vantaggiosa posizione, e trovatasi un momento totalmente accerchiata dai briganti ebbe morti sei dei suoi.
Quest’eccidio ed il vedere ad ogni istante ingrossarsi i briganti col sopravvenire d’altri, ed imbaldanzirsi perl soperchiante loro numero, indussero quella guardia nazionale a ritirarsi sopra un vicino casolare. Ciò fu fatto, ma lentamente e disputando palmo a palmo il terreno, sul quale rimase vittima, il bravo sottotenente Lauria.
Occupato il casolare, ed in esso rinchiusisi, per più di tre ore ivi opposero i militi la più ostinata resistenza. Ma più a lungo non poteva durare lotta così disuguale, e quei valorosi stavano per essere sterminati, senza il sopraggiungere di un’altra schiera da San Mauro, ivi condotta dal sindaco e dal giudice del paese stesso, e forte di 50 cittadini, tra i quali parecchi preti.
Bastò il comparire di questo rinforzo per isbigottiere i briganti, i quali tosto si diedero alla più precipitosa fuga.