Era il 14 febbraio del 1901 ed un matrimonio provocò discussioni parlamentari e disordini di piazza, persino con la dichiarazione dello stato di Guerra a Madrid, si sfiorarono complicazioni diplomatiche e si cambiarono i destini della Casa dei Borbone-Due Sicilie. Parliamo del matrimonio di Maria de Las Mercedes de Borbon y Austria e del principe Carlo Tancredi di Borbone-Due Sicilie.

Alla prematura morte di Alfonso XII nel 1885, il regno di Spagna visse una fase assai delicata. La regina Maria Cristina aveva dato alla luce Alfonso, il suo terzo figlio ma il primo maschio, nel maggio del 1886, sei mesi dopo aver detto addio al marito. Fu necessario che ella assumesse la reggenza, ma ciò che più preoccupava l’opinione pubblica e la corte era che il piccolo soffriva d’una costituzione assai debole e, nei primi mesi del 1890, una bronchite fece addirittura temere la sua morte. Nel caso in cui Alfonso XIII fosse deceduto, la successione nel ramo liberale poteva in quel momento solo seguire la linea femminile con Maria de las Mercedes, sorella maggiore del nuovo re. Inoltre, in queste condizioni, a pochi anni dalla conclusione della guerra carlista, il conflitto civile poteva riaprirsi. La Reggente pensò dunque all’organizzazione di un matrimonio per sua figlia per garantire, in ogni evenienza, la sopravvivenza della dinastia e la stabilità politica del Paese. Al suo piano si mostrò adeguato il principe Carlo Tancredi di Borbone-Due Sicilie, giovane, con una parentela forte ma sufficientemente lontana ed indipendente da ogni potenza estera.

Chi era Carlo Tancredi? Inquadrato nelle forze armate spagnole, era nato a Gries, nei pressi di Bolzano, il 10 novembre 1870. Aveva dunque cinque anni quando si era conclusa la guerra carlista. Aveva avuto modo di dimostrare il suo valore nella sfortunata campagna del 1898 ed in precedenza nell’Africa del Nord. Sembrava l’uomo giusto, forte, ben educato ma qualche inconveniente c’era. Suo padre, il principe Alfonso di Borbone-Due Sicilie, Conte di Caserta e fratello di Francesco II, aveva combattuto a fianco delle truppe carliste e tutta la sua famiglia era conosciuta in Europa come antiliberale. Alfonso era particolarmente odiato dai progressisti spagnoli; non era stato un semplice soldato, ma un alto ufficiale carlista ed aveva guidato le violente operazioni militari di Irun e San Sebastian. Il matrimonio con un esponente dei Borbone-Due Sicilie, sebbene mostrava che una delle più importanti famiglie del partito nemico accettasse la riconciliazione, avrebbe anche potuto indebolire la monarchia spagnola perchè tutti avrebbero potuto dubitare della fedeltà di Carlo Tancredi al sistema costituzionale. Ciò fu evidenziato dai membri del partito liberale in parlamento. Essi non si sottrassero neppure dal fomentare disordini di piazza.

Come se non bastasse si aggiungeva un altro problema al matrimonio, e stavolta era di carattere diplomatico. I progressisti spagnoli erano fermi sostenitori dell’ancora recente unità d’Italia, riconosciuta anche dalla Spagna, e temevano che un qualsiasi tipo di rapporto, anche solo amichevole, della Casa regnante spagnola con i Borbone-Due Sicilie poteva essere interpretato dai Savoia, già insediatisi a Roma, come un affronto.

Da destra: Ferdinando duca di Calabria, Francesco d'Assisi, Maria Cristina, Gabriele (seduto), Carlo Tancredi, Ranieri, Maria Immacolata, Gennaro, Maria Pia, Giuseppina e Filippo

I figli di Alfonso di Borbone-Due Sicilie. Da destra verso sinistra, Ferdinando Pio, Francesco d’Assisi, Maria Cristina, Gabriele (seduto), Carlo Tancredi, Ranieri, Maria Immacolata, Gennaro, Maria Pia, Maria Giuseppina e Filippo

Ad ogni modo il matrimonio si tenne ed esplose la gioia in entrambe le famiglie.
In effetti, da talune ricostruzioni assai fantasiose sembra che quella di Carlo Tancredi sia la storia di un figlio ribelle che tradisce il padre e la famiglia per la sua amata, ricevendo la punizione paterna dell’allontanamento e dell’esclusione da ogni eredità. E’ tutto privo di fondamento. In realtà il matrimonio fu accettato ed organizzato da suo padre che anzi fece da padrino agli sposi. Da parte spagnola, la Reggente poi fu sempre intenzionata ad andare avanti nonostante le avversità: una cronaca di Fernandez Almagro del ballo che si celebrò a Palazzo il 9 maggio 1900 già descrive Carlo Tancredi come il “protetto” della Regina; numerose altre cronache ed i diari di Alfonso XIII sottolineano poi l’amore tra Maria de las Mercedes e Carlo Tancredi fatto Infante di Spagna. Questi avrebbe trovato la Principessa delle Asturie molto carina e gentile, mentre lei fu rapita dall’aspetto e dalla fama di eroe militare del suo partner. Fu un matrimonio felice, ben accolto e rispettato in entrambe le famiglie.

E’ stato rilevato come una delle spiegazioni della militanza carlista dei Borbone-Due Sicilie sino al 1876 è da ricercarsi nel fatto che essi, in caso di estinzione dei principi carlisti, avrebbero avuto diritto a guidare la fazione carlista come pretendenti al trono di Spagna. In considerazione delle nuove prospettive, però, il Conte di Caserta scelse di incontrare la Reggente a Madrid nel 1888, mettendo da parte le sue convinzioni politiche ed il suo passato carlista. Nel corso di questo incontro Alfonso di Borbone-Due Sicilie sollecitò la possibilità per i suoi figli di essere educati in Spagna e di poter servire nell’esercito spagnolo. Durante il suo soggiorno madrileno il Conte di Caserta lasciò i suoi figli sotto la tutela dell’Infanta Isabella, vedova di suo fratello Gaetano di Borbone-Due Sicilie, Conte di Girgenti. Probabilmente era stata proprio Isabella la prima a pensare a suo nipote Carlo Tancredi, affettuosamente soprannominato “Nino”, come futuro marito di Maria. Una volta tornato a Cannes Alfonso, Francesco II scrisse una lettera alla Reggente, datata Parigi 4 agosto 1888, nella quale la ringraziava per aver agevolato l’ingresso dei suoi parenti nelle accademie militari spagnole. Anni dopo Francesco II con una seconda nota accompagnò una lettera di Alfonso che conteneva la richiesta ufficiale della nazionalità spagnola per i suoi figli. In queste missive Alfonso non usò mai il nome “Due Sicilie”, neppure nella firma, forse per evitare imbarazzi diplomatici derivanti dal riconoscimento spagnolo dell’Italia. Si capisce come l’importanza del matrimonio tra Maria e Carlo Tancredi per la Casa Borbone-Due Sicilie, spesso sottovalutata, si sostanzia nell’irrobustimento dei legami con le altre case regnanti d’Europa, in precedenza indeboliti dalla militanza carlista, e con l’ingresso alla corte di Spagna e l’accesso alla carriera militare dei maschi di Alfonso, tutti insigniti dell’Ordine del Toson d’Oro.

Nozze di Carlo Tancredi e Maria Mercedes

Nozze di Carlo Tancredi e Maria Mercedes

Questo però è il matrimonio da cui nasce l’atto più discusso della storia dei Borbone-Due Sicilie.
Via via che la prospettiva del matrimonio aveva acquisito concretezza, l’opposizione liberale era diventata turbolenta. La minoranza parlamentare liberale chiese che Carlo Tancredi rinunciasse ai suoi diritti su Napoli per evitare conflitti diplomatici con l’Italia e che Alfonso ritrattasse il suo passato carlista. Il risultato fu l’Atto di Cannes, una scrittura privata neppure autenticata. Questo atto, siglato nel 1900, fu una capitolazione agli irrequieti liberali, fu un modo per accontentarli, non una pretesa di Alfonso o una sua “scomunica”. Egli rifiutò ogni richiesta di ritrattare le sue posizioni per rasserenare l’opinione pubblica liberale, mentre Carlo Tancredi accettò di rinunciare alle prerogative di divenire capo della Casa Due Sicilie. Alfonso, oltretutto, nei giorni del matrimonio, presenziò a varie cerimonie, concerti, ricevimenti ma, a quanto risulta, non mostrò simboli riconducibili al Regno delle Due Sicilie nè però contestò il riconoscimento del re Alfonso XIII per suo figlio Carlo Tancredi del titolo di Borbone-Due Sicilie. Ciò non evitò polemiche, non bastò a calmare le acque. L’Atto forniva ai liberali una minima garanzia per quel che riguardava i rapporti con l’Italia, ma non li poteva rassicurare sul fatto che un esponente di una famiglia notoriamente carlista potesse accedere al trono. In occasione del matrimonio addirittura si verificarono numerosi disordini che costrinsero alla proclamazione dello Stato di Guerra il 14, giorno del matrimonio. Sebbene alcuni studiosi abbiano rilevato come le ragioni di questi scontri ebbero in primo luogo un fondamento anticlericale, era chiaro che i liberali non si fidavano, non accettavano la possibilità che il figlio di un esponente carlista potesse divenire Re di Spagna. Sarebbe stato solo il destino ad impedire che ciò accadesse vanificando anche il senso dell’Atto di Cannes ed enfatizzandone la mancanza d’ogni fondamento giuridico.

L’Atto risulta invalido, forse anche troppo palesemente, ai fini della successione nei diritti dinastici. E’ risaputo che patti successori sono vietati eppure Carlo Tancredi aveva firmato nella convinzione di sposare l’erede al trono di Spagna e dover quindi rispettare la Prammatica carolina del 6 ottobre del 1759, richiamata nel documento. Questa convinzione era erronea, Maria de las Mercedes restò solo erede presuntiva al trono e quindi la volontà del firmatario era viziata da un errore. Si aggiunga che fu pure dettata dalla minaccia del dilagare della violenza in Spagna. Oltretutto la Prammatica non vieta ad un infante spagnolo l’accesso al trono napoletano in caso di necessità dinastica dovuta all’estinzione del ramo Due Sicilie. Precisa esclusivamente che una sola persona non può riunire su di sé le due corone. Per questo la rinuncia al diritto al trono delle Due Sicilie di Carlo Tancredi, che non fu mai re di Spagna, – rinuncia per giunta estesa anche alla sua progenie -, è priva di fondamento. Così quando nel 1960, Ferdinando Pio, fratello maggiore di Carlo Tancredi e capo della Casa, morì senza eredi maschi, Alfonso Maria, figlio di Carlo Tancredi e bisnonno dell’attuale Duca di Calabria, Pedro di Borbone-Due Sicilie, poté motivare le sue ragioni proprio sulla base della Prammatica del 1759, proclamandosi capo della Casa Borbone-Due Sicilie.

 

Autore: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete. La foto in copertina ritrae Alfonso di Borbone-Due Sicilie in tarda età