Dopo aver conosciuto da vicino legittimisti e orleanisti, in questa terza ed ultima parte dedicata alla storia delle case reali francesi, ci concentreremo sui bonapartisti.

Napoleone I ha avuto un solo figlio legittimo dalla seconda moglie Maria Luisa d’Austria, Napoleone II, nato nel 1811 e deceduto nel 1832. Il ragazzo era stato re di Roma dalla sua nascita al 1814 e imperatore dei francesi dal 22 giugno al 7 luglio 1815.

Alla caduta del padre, la madre è stata confermata dal Congresso di Vienna come duchessa di Parma e Piacenza, ma il ragazzo, per volere dell’imperatore Francesco d’Austria, viene trattenuto alla Corte di Vienna con il titolo di duca di Reichstadt, dove muore senza eredi nel 1832.

Gli succede come imperatore titolare di Francia e Capo del Casato Bonaparte lo zio Giuseppe, fratello maggiore del padre, che non aveva però figli maschi legittimi. Giuseppe era stato re di Napoli dal 1806 al 1808 e re di Spagna e Imperatore di tutte le Indie dal 1808 al 1813.

Nel 1844, quando Giuseppe muore, gli succede allora il fratello minore Luigi, che era stato re d’Olanda dal 1806 al 1810 e alla morte di questo nel 1846, suo figlio Carlo Luigi. Nel 1848, anno della caduta della Monarchia di re Luigi Filippo, Carlo Luigi Bonaparte viene eletto Presidente della Repubblica, e nel 1852 fa un colpo di stato con il quale diventa Imperatore con il nome di Napoleone III.

Il nuovo sovrano sposa nel 1853 Eugenia de Montijo, che diventa l’Imperatrice Eugenia e che gli darà un figlio: il principe imperiale Napoleone Eugenio Luigi Bonaparte. Napoleone III avrà anche altri quattro figli illegittimi da donne diverse.

Regnerà fino al 1870 quando, in seguito alla sconfitta militare nella Guerra Franco-Prussiana, finisce il Secondo Impero e il Monarca viene dapprima tenuto in custodia a Kassel in Assia e poi esiliato nel Regno Unito, dove si spegne nel 1873.

Gli succede il figlio, il principe imperiale Napoleone Eugenio, che prende il nome di Napoleone IV.

Dopo un matrimonio solo discusso e mai andato in porto con la principessa Beatrice, ultimogenita della regina Vittoria, il principe insiste con le autorità britanniche per partecipare al conflitto contro gli Zulù, durante la quale, pur non essendo stato impegnato nei combattimenti, muore il primo giugno durante un attacco: il suo decesso suscita un grande clamore in Europa mentre capi Zulu sostengono che, se avessero saputo chi era, non lo avrebbero mai ucciso. Il principe viene sepolto a Farnborough dove riposa tutt’oggi insieme al padre e alla madre, l’imperatrice Eugenia.

Le pretese passano allora ai discendenti di Girolamo Bonaparte, un altro fratello minore di Napoleone: non al figlio Napoleone Giuseppe Carlo, detestato dal principe imperiale, ma al nipote Napoleone Vittorio, che prende il nome di Napoleone V, ma entra per questo in lite con il padre, il quale muore nel 1891.

Figlio di Napoleone Giuseppe Carlo e di Maria Clotilde di Savoia, a sua volta figlia di re Vittorio Emanuele II e chiamata dagli abitanti di Moncalieri (la principessa si era trasferita nel castello della città dopo la separazione dal marito) la “Santa” per le sue opere benefiche, nel 1886 con la Legge d’Esilio lascia la Francia per recarsi in Belgio, mentre il padre si divide tra la Svizzera e Roma.

Proprio in Belgio il nuovo Capo della Casa Imperiale conosce la principessa Clementina, figlia di re Leopoldo II (il cui nonno materno era re Luigi Filippo d’Orleans) e di Maria Enrichetta d’Asburgo-Lorena (i cui bisnonni paterni erano Francesco I di Lorena e l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria).

Le nozze vengono celebrate il 14 novembre 1910 al Castello di Moncalieri, dove viveva la madre dello sposo; va ricordato che la sorella di Napoleone Vittorio, Maria Letizia Bonaparte, aveva sposato lo zio materno Amedeo di Savoia, figlio di Vittorio Emanuele II, re di Spagna dal 1870 al 1873 e vedovo di Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna.

La nuova coppia imperiale, non potendo vivere in Francia, torna a Bruxelles, dove nascono due figli: Maria Clotilde nel 1912 e Luigi Girolamo nel 1914.

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale la famiglia si trasferisce nel Regno Unito presso l’imperatrice Eugenia, vedova di Napoleone III: qui compie numerose opere di carità soprattutto in favore dei soldati.

L’imperatrice trasforma infatti la sua casa di Farnborough Hill in un ospedale militare preoccupandosi di acquistare sempre le ultime macchine mediche disponibili sul mercato. Lei stessa, per quello che le permette l’età, si occupa dei pazienti, andandoli a trovare e conversando con loro.

Al termine della guerra, è grazie ad una lettera scrittale nel 1871 dall’imperatore Guglielmo I di Germania, in cui questi dichiarava che l’annessione di quei territori era stata determinata da fattori politici e bellici e non per spirito nazionale e di popolo, da Eugenia debitamente conservata, che Alsazia e Lorena tornano ad essere francesi: questa lettera si rivela fondamentale ai trattati di pace per reclamare le due regioni sulla base del principio di autodeterminazione dei popoli. Ma siccome la riconoscenza non è di questo mondo, la Francia ringrazia a malapena l’imperatrice ed alla sua morte, avvenuta nel 1920, non è nemmeno capace di tributargli un funerale di stato.

Napoleone Vittorio muore nel 1926 e viene sepolto nella Cripta Imperiale di Ajaccio.

Gli succede il figlio Luigi Girolamo con il nome di Napoleone VI; gran seduttore alto quasi due metri, il giovane Luigi studia scienze politiche, economiche e sociali alle Università di Lovanio e Losanna.

Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale si arruola nella Legione Straniera, ma nel 1942, mentre tenta di varcare i Pirenei per entrare nella Francia libera, viene arrestato dai tedeschi e incarcerato a Bordeaux. Grazie all’intervento della famiglia reale italiana è messo agli arresti domiciliari. Riesce a raggiungere la Resistenza e a combattere così per il suo Paese.

Nel 1944 viene gravemente ferito e alla fine del conflitto il Generale de Gaulle lo nomina Cavaliere della Legion d’Onore, consentendogli di rimanere in Francia a titolo ufficioso.

Il 16 agosto 1949 sposa a Linières-Bouton (e non all’Hotel del Invalides come avrebbe voluto, ma è ancora in Francia a titolo ufficioso) Alix de Foresta, figlia del marchese Albéric de Foresta.

Dalla loro unione nascono 4 figli: Carlo Napoleone, nato nel 1950; Caterina Elisabetta, gemella di Carlo, che nel 1974 sposa Nicolò San Martino d’Agliè dei Marchesi di Fontanetto e una volta divorziata nel 1982 si risposa con Jean Dualé; Laura Clementina, nata nel 1952 e che nel 1982 sposa Jean-Claude Leconte; Girolamo Saverio, nato nel 1957 e che nel 2013 sposa Licia Innocenti.

Il figlio Carlo, laureato in Scienze Economiche all’Università Sorbona di Parigi, si è sposato in prime nozze con Beatrice di Borbone delle Due Sicilie, dalla quale ha avuto due figli: la principessa Carolina, nata nel 1980 e che nel 2009 ha sposato Éric Quérénet-Onfroy de Breville, ed il principe Giovanni Cristoforo.

Dopo il divorzio il principe ha sposato in seconde nozze nel 1996 Jeanne Françoise Valliccioni con la quale aveva già avuto una figlia, Sofia nata nel 1992. La coppia ha anche adottato una ragazza: Anh, nata nel 1998 in Vietnam. Il suo matrimonio con Beatrice delle Due Sicilie ha reso ancora più illustre la Dinastia dei Bonaparte: la principessa discende per via paterna, oltre che dai sovrani delle Due Sicilie anche dall’Imperatrice Maria Teresa d’Austria, da re Carlo IV di Spagna, re Carlo III di Spagna, re Augusto III di Polonia, re Filippo V di Spagna (il nipote del Re Sole che per diventare re di Spagna con il trattato di Utrecht rinunciò per sé e per i suoi discendenti al trono di Francia), il Re Sole e tutti i suoi antenati paterni, l’Imperatore Carlo V, la nobile famiglia dei Visconti di Milano, i Della Scala, signori di Verona, dai Medici e da Radbot, fondatore della Dinastia degli Asburgo, solo per citarne alcuni.

Napoleone VI muore il 3 maggio 1997 nella sua residenza in Svizzera all’età di 83 anni. Nel suo testamento nomina come successore il nipote Giovanni Cristoforo, nato nel 1986, e non il figlio, colpevole di essere di sinistra e di aver divorziato dalla moglie.

Al funerale, celebrato all’Hotel des Invalides, presenziano molte personalità civili e militari e sono rappresentate diverse Case Reali. Il Generale Schmitt, ex Governatore des Invalides, gli rende un vibrante elogio e saluta l’uomo che aveva l’onore di chiamarsi Napoleone Bonaparte. Seguirà una cerimonia alla Cripta Imperiale di Ajaccio, dove la sua salma riposa.

 

 

 

 

Autore articolo: Andrea Carnino, laureato in Economia Aziendale e studioso di Case Reali

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