Molte volte, quando si parla di reali francesi, si pronunciano le parole legittimista, orleanista e bonapartista, ma perché? Per capire meglio la situazione bisogna partire da Re Luigi XIV detto il “Re Sole”, che era figlio di Re Luigi XIII e della moglie Anna d’Austria; suo fratello minore Filippo, Duca d’Orleans, è l’antenato dell’attuale Conte di Parigi mentre suo nipote Filippo V di Spagna, salendo al trono del Paese Iberico in seguito al Trattato di Utrecht, rinunciò per sé stesso e per i suoi discendenti, a qualsiasi rivendicazione sul trono francese. In questa prima parte ci concentreremo sul ramo detto “legittimista”.

Alla morte del Re Sole sale al trono il bisnipote Luigi XV e al decesso di questo, suo nipote Luigi XVI, il sovrano decapitato dalla rivoluzione, al quale è seguito il periodo del “Terrore” e la salita al potere di un “certo” Napoleone Bonaparte, il quale da vita ad una vera e propria Dinastia Imperiale.

Luigi XVII, figlio del sovrano decapitato, è anch’esso vittima della Rivoluzione e muore a soli dieci anni a causa delle dure condizioni detentive alle quali i repubblicani lo sottopongono; nel 1814 in seguitò alla sconfitta in Russia e all’esilio di Napoleone all’isola d’Elba, il fratello di Luigi XVI, Luigi XVIII viene invitato a sedere sul trono di Francia. Dopo un’altra breve parentesi napoleonica, la monarchia borbonica è definitivamente restaurata e Luigi XVIII regna fino alla sua morte avvenuta il 16 settembre 1824.

Non avendo avuto figli, gli succede il fratello minore Carlo X, ultimo Re di Diritto di Divino, che regna fino al 1830 quando la Rivoluzione di Luglio porta alla sua abdicazione e all’elezione come Re dei Francesi di Luigi Filippo d’Orleans.

Re Carlo X, una volta deposto, si rifugia prima nel Regno Unito, poi Praga e infine a Gorizia, dove muore nel 1836 e dove è sepolto tutt’oggi.

Gli succede il figlio Luigi XIX, pretendente a trono di Francia fino al 1844, anno del suo decesso. La sua salma riposa al Monastero di Castagnevizza, accanto a quella del padre e del nipote Enrico V, ultimo discendente del ramo principale dei Borbone di Francia.

Alla morte di Luigi, che non aveva figli, le pretese passano al nipote Enrico, Conte di Chambord, sposato con Maria Teresa d’Asburgo-Este, Principessa di Modena e Reggio Emilia, ma senza figli.

Alla caduta di Napoleone III il Parlamento francese è intenzionato a ripristinare la Monarchia, ma è diviso tra legittimisti, che sostengono il sopraccitato Enrico V, Conte di Chambord e orleanisti, che sostengono Luigi Filippo Alberto d’Orléans, nipote di Re Luigi Filippo.

Malauguratamente la scelta cade su Enrico V, il quale, rifiutandosi di adottare la bandiera tricolore, preferendo invece i vecchi gigli borbonici, rigetta più volte la corona che l’Assemblea è pronta ad offrirgli. Il Parlamento, aspettando la morte del Conte di Chambord per poi dare la corona al Principe Orleanista, nomina un Presidente della Repubblica vicino ai monarchici.

Quando Enrico V si spegne nel 1883 viene riconfermata la Repubblica e l’opportunità di restaurare la monarchia va perduta per sempre.

Ma questo non è stato l’unico grande errore del Conte di Chambord: essendo l’ultimo discendente del ramo principale dei Borbone, per chiudere la spinosa questione dinastica, prima di morire avrebbe dovuto riconoscere il pretendente orleanista come suo erede, invece non lo fa; la maggioranza dei monarchici confluisce tra le fila dei sostenitori degli Orleans, ma una parte di essi, non disposti a sostenere il discendente di Philippe Égalité, che appoggiò la Rivoluzione Francese, inizia a sostenere che la rinuncia nel 1713 al trono francese per sé e per i suoi discendenti di Filippo V di Spagna, nipote del Re Sole e primo sovrano spagnolo della Dinastia dei Borbone non era valida e appoggia così il suo erede maschio, Giovanni Carlo di Borbone-Spagna, che è altresì pretendente carlista al trono spagnolo. Nel 1936, alla morte senza figli di Alfonso Carlo di Borbone-Spagna, secondogenito di Giovanni Carlo, le pretese francesi passano a Re Alfonso XIII, nonno di Juan Carlos (ma le corone di Spagna e Francia non possano essere riunite) mentre quelle carliste a Saverio di Borbone-Parma, Duca di Parma e Piacenza e nonno dell’attuale Duca Carlo Saverio. Scomparso Alfonso XIII i legittimisti riconoscono come te titolare di Francia il Principe Jaime, secondogenito del sovrano e alla morte di questo nel 1975 il figlio Alfonso, che prende il nome di Alfonso III. Fino alla salita al trono di Juan Carlos, il legittimismo era praticamente morto, in quanto i Principi erano più interessanti ad una corona a Madrid piuttosto che una a Parigi. È proprio Alfonso, Duca d’Angiò e di Cadice, sposato con María del Carmen Martínez-Bordiú y Franco, nipote di Franco, a rivolgere le sue attenzioni al di là dei Pirenei, interesse portato avanti dal figlio Luigi, per i legittimisti Luigi XX, succeduto al padre nel 1989.

Il nuovo pretendente ha il suo momento d’oro nei primi decenni degli anni 2000, quando spesso appare in copertina delle riviste francesi e gode di molti sostenitori, anche se tutte le Case Reali hanno sempre riconosciuto i diritti degli Orleans.

Tale popolarità era dovuta al fatto che il Conte di Parigi Enrico VII non ha mai fatto breccia nel cuore dei monarchici e il Principe Bonaparte era ancora giovane.

La situazione cambia nel 2019, con il decesso di Enrico VII e l’avvento di Giovanni IV, un Conte di Parigi amato e molto attivo, e con Giovanni Cristoforo Bonaparte sempre più desideroso di riconquistare un ruolo in Francia e che sposerà all’Hotel des Invalides la Contessa Olympia d’Arco-Zinnenberg, discendente di Maria Luisa d’Austria.

Luigi, impegnato a fianco della madre nella spinosa questione dell’esumazione di Franco dalla Valle de los Caídos, voluta dal governo spagnolo, appare sempre meno in Francia. Sposato con la venezuelana María Margarita Vargas Santaella, figlia del proprietario del Banco Occidental de Descuento, dalla quale ha avuto quattro figli, alla morte della madre diventerà Duca di Franco e dovrà quindi combinare questa non leggera eredità con le pretese al trono francese. Alla sua morte il Ducato di Franco passerà alla sua figlia primogenita Eugenia, mentre la titolarità del trono di Francia al figlio Luigi.

 

 

 

Autore articolo: Andrea Carnino, laureato in Economia Aziendale e studioso di Case Reali

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