Le Catacombe di San Gennaro

Le Catacombe di San Gennaro

Le catacombe di San Gennaro rappresentano il monumento più importante del cristianesimo in città perchè testimoniano le sue lontane origini ed il suo sviluppo.

Un’antico sepolcreto gentilizio, scavato nel tufo alle falde dei Colli Aminei, fu adattato nel II secolo d.C. a cimitero cristiano fino a divenire, alla fine del III secolo dopo Cristo, il principale luogo di sepoltura della città con le spoglie di Sant’Agrippino, VI vescovo di Napoli e primo patrono della città.

Tra il 413 e il 431 furono qui traslate dall’agro Marciano le reliquie di San Gennaro ad opera di Giovanni I, vescovo di Napoli. Esse, poste in un cubicolo al livello inferiore della catacomba, resero il sito meta di pellegrinaggi. Nell’831 il principe longobardo Sicardo I, assediò Napoli impossessandosi delle reliquie portandole a Benevento. Perse dai Longobardi finirono a Montevergine per poi tornare a Napoli nel 1480, senza però tornare più nelle Catacombe.

Parliamo di un cimitero di oltre i cinquemila metri quadrati che consta di due piani di gallerie con ambulacri e cubioli ornati da pregevoli affreschi e mosaici. I Fossores, cioè gli addetti ai lavori, si occuparono di ampliare gli spazi garantendo sempre nuove sepolture.

Vi si accede attraverso un percorso che fiancheggia la Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio. Il vestibolo superiore conserva migliaia di nicchie e tombe ad arcosolio, c’è il sepolcro di Sant’Agrippino e la primitiva tomba di San Gennaro. Numerosi sono gli arcosoli splendidamente affrescati, ma quello più importante contiene la più antica immagine del principale patrono di Napoli: San Gennaro. La si può ammirare a destra della scala d’accesso, sull’arcosolio di un cubicolo. Il Santo appare in tunica e pallio, in atteggiamento orante, fiancheggiato da una bimba, Nicatiola in tunica e dalmatica, e da una donna, Caminia, col capo velato. Sulla testa del santo si legge la scritta: “Sancto Martyri Januario”.

Il vestibolo inferiore risale alla metà del II secolo; è la camera sepolcrale più antica con la volta che ancora conserva elementi dell’originaria decorazione. Vi troviamo una vasca battesimale che si vuole costruita dal vescovo Paolo II nell’VIII secolo. Fu rifugio negli anni dell’iconoclastia e mostra decorazioni geometriche probabilmente pagane. Da notare è anche un affresco decorato da festoni e da un pavone.

Sullo stesso piano, aperta al pubblico, v’è poi la Basilica di San Gennaro Extra Moenia. Essa, risalente al IX secolo e più volte riedificata, è oggi spoglia del suo passato barocco e conserva solo un affresco dell’antica decorazione: “Gesù e i due apostoli”.

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

Foto di Angela Greco

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *