Nel corso della Battaglia di Lepanto, Uccialì riuscìa prendere il vessillo dell’ordine dei Cavalieri di Malta, strappato alla Capitana, e lo portò ad Istanbul. Tuttavia in “Vita del Capitano Laparelli”, si racconta qualcosa di diverso, si parla di Masino Palei, di Cortona, che avrebbe salvato lo stendardo.

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….un nostro Uffiziale Cortonese Gentiluomo chiamato Masino Palei, il quale imbarcatosi come volontario in questo medesimo anno 1571 in una Galera di Spagna, al seguito del Signor Paolo Sforza, si trovò nella gloriosa battaglia navale ai Cursolari. Questa Galera azzuffatasi con altra Turchesca, nominata la Bastarda di Suilla Agas, restò vittoriosa, ed il primo a saltar sopra quella de’ nemici fu il sopradetto Masino, il quale veggendo un Turco che teneva in mano uno stendardo di Malta, a lui si volse, e strappandoglielo dalle mani lo uccise. Era questo appunto lo Stendardo della Capitana di Malta, comandata da Pietro Giustiniani Gran Prior di Messina, che assalita da sei Galere Turche avea corso gran burrasca; perchè Ulucciali rinegato, fiero di aver poco dianzi preso tre Galere della Religione sotto lo sgraziato General S. Clement, avea adocchiata anche questa, e se la faceva sua; poichè grosso numero di Giannizzeri, saltatavi sopra, aveano già tagliato a pezzi 50 Cavalieri e feritone il Generale, ed uno di essi si era impadronito dello Stendardo della Religione; la cosa era spedita, se due Galere della medesima, non venivano al soccorso, e non obbligavano i Turchi a salvarsi nelle loro Galee, come fece quel Giannizzero, che seco per trofeo portà via lo Stendardo, che, come dissi, fu poi recuperato cal Capitano Mesino. Dopo la gran Vittoria, le Galere di Spagna approdarono in Sicilia, e con esse quella di Paolo Sforza Conte di S. Fiora a Messina col Capitan Masino, il quale a requisizione del Conte restituì al Ricevitor di Malta il ricuperato Stendardo. Eccone l’autentico attestato, che conservasi nella famiglia Palei:

Io Paolo Sforza de’ Conti di S. Fiora, e di S. M. Cattol. Colonnello dico, che Messer Masino Palei di Cortona, mio Gentiluomo, il giorno della felice battaglia navale, al conquistare di una Galera Turchesca per nome la Bastarda di Suillà Agà, intrò primiero in essa, dove racquistò dalle mani di un Alfier Turco l’Insegna della Capitana della Religion di Malta già perduta, la quale a richiesta mia egli ha resa al Signor Fra Pagano Doria Cavalier di detta, ed in fede del vero ho la presente sottoscritta e sigillata col mio sigillo.

In Messina questo dì 23 Novembre 1571

Paolo Sforza

Da questo si deduce essere falso quello che dice il continuatore della storia del Tracagnotta vol. 5 lib. 14 pag. 150 che Ulucialì portò a Costantinopoli a Selim lo stendardo di Malta. Ne pure è vero il racconto del Commendator del Pozzo nella sua appendice all’Istoria dell’Ordine Gerosolimitano, nè quello del G. Priore Salvatore Imbroll Storico Maltese, che dicono, che lo Stendardo fosse stato difeso e salvato da que’ pochi Maltesi rimasti vivi nella Capitana.

 

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