Tratto da Annuario Militare del Regno d’Italia, anno 1913, volume I, questo testo illustra l’insieme delle operazioni militari italiane in Somalia e si sofferma sulla consistenza e l’organizzazione delle truppe italiane nella colonia nell’anno 1912.

 

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Nel maggio 1885 l’Italia stipulò un trattato di commercio col Sultano di Zanzibar e nel 1889 assunse il protettorato sui sultanati di Obbia e dei Migiurtini e sui tratti della costa del Benadir intermedi ai porti di Kisimajo, Brava, Mogadiscio e Uarsceik che appartenevano al Sultano di Zanzibar. Nel marzo 1891, per aver un punto d’approdo sicuro, prendeva possesso di Itala e nell’agosto del 1892, previ accordi col governo inglese, si faceva cedere in affitto dai Sultano di Zanzibar i porti di Brava, Merca, Mogadiscio e Uarsceik e le zone ad essi limitrofe. Dal novembre 1893 al luglio 1896 l’amministrazione della colonia venne affidata alla compagnia Filonardi, poscia l’amministrazione governativa tenne, in via transitoria, la gestione diretta della colonia. In questo periodo appunto (novembre 1896) accadde l’eccidio del console Cecchi a Lafolè e scoppiarono poscia rivolte per domare le quali, a causa della deficienza numerica e qualitativa delle truppe arabe allora disponibili, fu necessario far giungere temporaneamente a rinforzo dall’Eritrea due compagnie di ascari.
Nel novembre 1896 la gestione della colonia fu assunta dalla società anonima commerciale del Benadir, ma poichè questa dimostrò pocà energia nella repressione della schiavitù, il governo intervenne con severissime disposizioni. Ne nacque, nella primavera del 1904, la rivolta dei Bimal; questi posero il blocco a Merca, il cui presidio potè solo con energici sforzi romperlo e costringere gli assedianti a ridursi nella loro sede.
Per evitare il pericolo di una nuova ribellione e per far fronte ad una possibile incursione del Mahdi Mullah, che minacciava di uscire dai confini della Somalia settentrionale, il governo riordinò la colonia su nuove basi ed a tal uopo, dopo aver riscattato nel gennaio 1905 i porti di Brava, Merca, Mogadisciò ed Uarsceik dal Sultano di Zanzibar, assumeva nel marzo definitivamente la gestione diretta della colonia, riducendo la società del Benadir a pura azienda commerciale industriale ed agricola. Nel marzo medesimo, per dar termine alle ostilità tra gli inglesi e il Mahdi Mullah, assegnava a quest’ultimo, col trattato di Illig, quale residenza, il territorio del Nogal. Dopo ciò l’azione governativa si svolse coll’intento di una pacifica penetrazione fino all’Uebi Scebeli; ma, nonostante tale carattere, le agitazioni ricominciarono. Il 6 febbraio del 1907 i Bimal, riunitisi sulla costa tra Mogadiscio e Merca, venivano dispersi da una colonna di circa 600 ascari, ma nella notte del 10 attaccarono alla loro volta di sorpresa a Danane la colonna medesima (tenente Streva). L’attacco fu respinto con gravi perdite e ne segui rono parziali sottomissioni.
Il 12 dicembre 1907 una banda abissina, penetrata nel territorio dei Rahamuin, si soffermava a Bahallè presso i pozzi di Berdalè per  razziare le popolazioni circostanti, in aiuto delle quali accorse da Lugh una colonna di 113 ascari. Il 15 dicembre accadde uno scontro che costò la vita a due ufficiali comandanti della colonna (capitani Bongiovanni e Molinari); ma gli Abissini si ritirarono e la colonia parve ritornare alla calma. Ben presto i Bimal, irritati per l’occupazione di Danane, insorsero di nuovo più numerosi e compatti; ma furono sbaragliati il 7 marzo 1908 a Dongab e a Mellet presso Merca da una colonna di 530 ascari (capitano Vitali) la quale prese poi, il 15 marzo, possesso stabile di Danane.
Il 12 luglio 1908 trovandosi Merca nuovamente minacciata dai Bimal, una colonna di 400 ascari mosse da Danane ed incontratili a Mellet li attaccò ponendoli in fuga ed infliggendo loro perdite considerevoli.
Allo scopo di pacificare completamente il territorio del Benadir nel mese di agosto 1908 fu deciso di occupare stabilmente alcune località dell’Uebi Seebeli.
Il 22 agosto 1908 il corpo d’operazione forte di 1500 uomini, 4 cannoni e 8 mitragliatrici (maggiore Di Giorgio) lasciò Danane occupando Mallable, il 25 successivo Barire.
Il 30 agosto 1908 il corpo d’operazione mosse in ricognizione da Barire e giunto a Merere fu attaccato da un forte nucleo di Bimal Hintera che dopo breve azione fu disperso.
Il 2 settembre 1908 fu occupato stabilmente Afgoi. Verso la metà del mese di settembre 1908, saputo che dei Dervisci (partigiani del Mullah) con numerosi Somali si erano riuniti nei pressi di Balad (medio Scebeli) con propositi di rivolta, una colonna mobile, costituitasi a tale scopo a Mogadiscio, li incontrò il 24 ad Ararè e li sconfisse.
Negli ultimi mesi del 1908 sempre allo scopo di pacificare il territorio e difendere dai Dervisci le popolazioni a noi devote, furono eseguite delle ricognizioni offensive, ed il corpo di operazione s’incontrò con esito sempre favorevole coi rivoltosi il 22 novembre a Bulalò, il 29 detto a Lugh-Sangudle, il 6 dicembre a Balò ed il 15 detto a Mallable.  Il 10 luglio 1909 si rivoltò la tribù dei Mahallin Ismail, ma una nostra colonna li attaccò e sconfisse presso Fok Mohamed.
Il 20 dicembre 1909 fu occupato stabilmente Balad. Il 1 marzo 1912 fu occupato stabilmente Mahaddei Uen.
Il 1 agosto 1912 fu occupato stabilmente Uanle-Ueni.

Ordinamento militare della colonia – Quando gli scali del Benadir dipendevano dal Sultano di Zanzibar le forze militari erano di circa 300 ascari irregolari arabi. La società Filonardi ne crebbe di poco il numero, la società del Benadir lo portò ad 800. Sul finire del 1902 venne creata la Io compagnia mobile di ascari e furono rinforzati i presidi di Bardera e di Lugh con arruolamenti locali, sicchè l’intero corpo di ascari raggiunse la forza di 1100 uomini. Un’opera di vera organizzazione fu iniziata soltanto nel 1903 prendendo a modello il corpo di truppe coloniali dell’Eritrea.
Ne risultò un corpo regolare di ascari detto corpo della guardia, costituito inizialmente (15 aprile 1904) di un comando e 6 compagnie di 114 uomini ciascuna, portate poscia nell’ottobre a 12 compagnie di 100 uomini. A sussidio eventuale di questo corpo stava una milizia ausiliaria, formata con arruolamenti volontari di ascari congedati. Nel 1905, quando il governo della colonia passò definitivamente allo Stato, il comando del corpo della guardia fu soppresso e le 12 compagnie vennero raggruppate in 3 compagnie di fanteria (ognuna di 446 indigeni e 5 ufficiali italiani), e una compagnia di cannonieri (90 indigeni e 1 ufficiale italiano) e le truppe del Benadir ebbero nome di regio corpo di truppe indigene. Con decreto governatoriale del 20 giugno 1907 le truppe coloniali del Benadir vennero ripartite in 6 compaguie: 5 di fanteria e 1 d’artiglieria. Nell’aprile 1908, in vista di occupare effettivamente l’Uebi Scebeli e di sottomettere definitivamente i Bimal fu deciso di portare il regio corpo di truppe coloniali della Somolia italiana a 3500 uomini, aumentandolo cioè con 15 ufflciali italiani e circa 1000 ascari.
Attualmente la forza di 3500 ascari è ripartita in 12 compagnie, 2 sezioni mitragliatrici, 1 compagnia cannonieri, 6 centurie presidiarie e centuria di scorta, reparto esploratori e reparto presidiario ad Obbia.
Con Decreto governatoriale del 17 settembre 1912 venne istituito un corpo di milizia mobile.
Un corpo di polizia composto di circa 200 agenti indigeni con ufficiali e graduati dei carabinieri reali, concorre colle truppe alla sicurezza e alla difesa della colonia.

 

 

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