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Pozzuoli ed il tempio di Serapide

E’ il monumento più importante di Pozzuoli ed il suo simbolo perchè della città racconta la storia della fondazione ed il fenomeno del bradisismo.

Parliamo del “tempio di Serapide“, struttura architettonica nelle cui tracce superstiti si ritrova il senso della grandezza dell’Antico. Il tempio domina l’originario centro cittadino a ridosso del mare ed è memoria della sua vita. Carlo di Borbone mostrò il suo grande interesse per quelle tre colonne in marmo cipollino che sorgevano nel bel mezzo di una vigna senza destare la curiosità di alcuno.

Le tre colonne furono interamente riportate alla luce per volontà del sovrano e mostrarono sull’alto fusto una gran quantità di fori prodotti da molluschi marini. E’ un linguaggio che parla chiaro non solo agli archeologi, le colonne erano rimaste per lungo tempo sommerse e portavano i segni della loro storia. Probabilmente dal secondo secolo avanti Cristo all’anno Mille, esse erano state lontane dalla superficie ed ora erano state portate alla luce per raccontare il fenomeno con cui i Puteolani convivono da sempre: il bradisismo.

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I successivi scavi riportarono alla luce i resti dell’intero complesso archeologico che per tutti fu il “tempio di Serapide“. Ma si trattava davvero di un luogo sacro per i pagani? L’inganno era dovuto alla statua del dio egizio rinvenuta presso le colonne ed oggi conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il “tempio” è in realtà un macellum, un mercato alimentare coperto, annesso all’area portuale della Puteoli romana. A quanto pare il mercato fu restaurato dai Severi e risale ai primi secoli dell’impero. Si presentava con un’ampia corte quadrata e porticata, lastricata di bianco marmo. Le colonne dovevano essere 34 e tra di esse trovavano riparo antiche botteghe di cui oggi restano solo poche sparute tracce. Al centro del cortile 16 colonne reggevano la copertura centrale e tra di esse vi doveva essere una fontana. Queste colonne furono usate da Vanvitelli per costruire la Reggia di Caserta.

Nelle nicchie furono rinvenute due basi di statue con iscrizioni in onore di Alessandro Severo e di sua moglie Barbia Oriana, la statua di Serapide, i gruppi di Oreste ed Elettra e di Dioniso con il fauno. Il nucleo originario dell’edificio sembra essere di età flavia, epoca alla quale risale l’iscrizione dedicatoria.

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Sino al 1538 Pozzuoli si è lentamente rialzata dalle acque. In quell’anno violenti terremoti segnarono la nascita del cono vulcanico del Monte Nuovo. Nel corso dell’ultimo sollevamento del suolo, tra il 1982 ed il 1984, si è manifestata una intensa crisi sismica che ha costretto la popolazione ad evacuare nel nuovo quartiere di Monteruscello. Dal 1984 è ripreso l’abbassamento del suolo che è tuttora in atto. Ancora negli anni 80 del Novecento il “tempio” era quasi completamente sommerso dal mare, lentamente poi si è innalzato sino ad apparire per intero ai nostri giorni in uno spettacolo silenzioso e magico che coinvolge le acque termominerali che emergono copiosamente dal sottosuolo.

 

Autore articolo e foto: Angelo D’Ambra

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