“Dalla Spagna alla Russia”, intitoliamo così questa nostra piccola rassegna di cittadini dei Regni di Napoli e Sicilia sconosciuti eppure distintisi per ingegno, tempra e valore presso le corti imperiali di Madrid e San Pietroburgo o sui campi di battaglia del nostro continente. E’ incredibile il silenzio che su di essi è piombato, la Storia li celebra lontano dalla loro terra natia alle cui genti però essi qualcosa possono dire, possono essere vanto, possono divenire esempio. Con questo spirito li ricordiamo e li mettiamo alla vostra attenzione.

Padre Ambrosio Mariano nacque a Bitonto nel 1510, fu un ingegnere militare che lavorò alla corte di Filippo II e prese parte alla battaglia di San Quintin. Tra le sue imprese ci fu l’incarico di rendere navigabile il Guadalquivir da Cordova a Siviglia, poi la sua vita cambiò. Secondo la testimonianza di Santa Teresa d’Avila, prima di convertirsi alla vita religiosa, fu una figura importante pure alla corte polacca ed un cavaliere dell’Ordine di Malta. Accusato di crimini non compiuti, finì in carcere e vi restò due anni rifiutando di difendersi fino a quando fu assolto. Perdonò allora i falsi testimoni che lo avevano condannato, pagò addirittura delle cauzioni affinché fossero liberi. Convertitosi, divenne eremita a Siviglia e poi entrò nell’Ordine dei Carmelitani influenzato da Santa Teresa.

Ricordiamo ancora al servizio degli Asburgo di Spagna Giovanni Battista Gesio che nacque a Napoli nel 1540, fu geografo, cosmografo e matematico. Trascorse gli ultimi anni della sua vita a Madrid dove morì nel 1580. Nella capitale spagnola portò le sue preziose informazioni cartografiche risultato di quattro anni di spionaggio condotto in Portogallo e ciò gli valse un ruolo di primo piano nelle vicende più delicate del conflitto tra i due paesi iberici.

Uomo d’armi per la Napoli spagnola fu anche Marzio Origlia che iniziò a servire il sovrano in occasione dei moti del 1647. Passato in Lombardia si distinse negli assedi di Trino, Casale, Pavia e, arrivato nelle Fiandre nel 1668 come maestro di campo del Tercio di Napoli, si fece valere a Maastricht ottenendo la concessione di una pensione di 1000 scudi e successivamente la nomina a sergente generale di battaglia; rientrato in Italia e non stanco della vita militare, partecipò poi alla difesa di Genova.

Anche Andrea Cantelmo, maestro di campo del Tercio di Napoli, si distinse alla corte di Madrid. Protagonista del tentativo di soccorso della piazza di Schenkenschans, fu nominato generale ad interim della cavalleria nel 1638 ed in seguito capitano generale dell’artiglieria e maestro di campo generale dell’esercito schierato contro gli olandesi nel 1640. Dal carattere irrequieto e dal temperamento forte, visse gravi scontri col marchese di Caracena nel corso del 1644 e fu quindi richiamato in Spagna e nominato comandante in capo delle truppe impegnate lungo la frontiera catalana nel 1645.

Inseriamo a questo punto un siciliano, si tratta di Federico Carlo Gravina, nato a Palermo nel 1756 e morto a Cadice nel 1806. Arruolatosi ventenne nella marina spagnola, visse una rapida carriera militare. Fu ambasciatore a Parigi e combatté la battaglia di Trafalgar dando del filo da torcere ai Francesi. Di lui Napoleone scrisse: “Gravina è tutto genio e determinazione in battaglia. Se Villeneuve avesse avuto quelle doti, la battaglia di Finisterre sarebbe stata una vittoria completa”.

Avviandoci alle conclusioni, lasciamo la Spagna e volgiamo invece il nostro sguardo alla Russia zarista dove un altro napoletano ben figurò. Il suo nome è Giuseppe De Ribas, ma è più noto come José de Ribas. Nacque a Napoli nel 1749 da un ufficiale catalano che aveva seguito Carlo di Borbone a Napoli dopo la Guerra di Successione Spagnola; a 16 anni entrò nell’esercito napoletano ed ebbe modo di entrare nelle grazie della corte imperiale russa. Servì a lungo il principe Aleksandrovič Potëmkin e partecipò alla presa della Crimea con un ruolo determinante. Pochi sanno che è a lui che si deve la fondazione della città di Odessa nel 1794 nei territori sottratti ai Turchi. Ribas ne fu pure il primo sindaco. Divenuto ammiraglio della Flotta Russa nel Mar Nero, morì a San Pietroburgo nel 1800, dove è sepolto, mentre Odessa lo celebra con la statua collocata in viale Deribasivskaya che alleghiamo all’articolo.

 

 

Autore: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete