Cicerone nel “De Inventione” (II, 1, 3) riporta un interessante aneddoto riguardante l’illustre pittore Zeusi, autore della famosa uva che per la sua verosimiglianza traeva gli uccelli in inganno, e gli abitanti di Crotone. A quanto pare l’artista per raffigurare Elena volle ispirarsi alle iù belle vergini della città di Crotone, episodio poi dipinto da Eleuterio Pagliano nell’Ottocento.

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“I Crotoniati, al massimo delle loro ricchezze e ritenuti in Italia tra i popoli più felici, vollero arricchire di pregiati dipinti il tempio di Giunone, che veneravano con grande rispetto ed onore. Pertanto, invitarono Zeusi d’Eraclea, a quei tempi famoso per eccellere nella pittura più d’ogni altro ed a gran prezzo pattuirono con lui il lavoro. Costui dipinse molte tavole, delle quali assai poca parte s’è mantenuta fino ad oggi per la venerazione che il tempio ha sempre avuto; e, per comporre un’immagine, nella sua mutezza, capace d’esprimere quanto può esserci di più sfolgorante beltà nelle forme muliebri, disse di voler eseguire il ritratto d’Elena. I Crotoniati accettarono di buon grado, in quanto spesso avevano sentito dire che quel pittore, nel dipingere sembianze femminili, superava di molto tutti gli altri suoi colleghi. Pensavano, inoltre, che se Zeusi, valentissimo nel dipingere donne, si fosse dato
a quel lavoro col proposito di dare il massimo di quanto era capace, avrebbe lasciato nel tempio un’opera di somma eccellenza. Né, in verità, quel pensiero li ingannò. Infatti, chiese subito se avevano presso di loro formose fanciulle. I Crotoniati lo condussero in palestra e gli mostrarono molti ragazzi di maestosa avvenenza. In effetti, un tempo i Crotoniati primeggiavano su ogni altro popolo per corpi di nobile apparenza e negli agoni ginnici avevano riportato, con lode, vittorie onoratissime.
Mentre Zeusi s’aggirava per ammirare i corpi e le fattezze di quei giovani, i Crotoniati dissero: ‘Abbiamo qui presso di noi le sorelle vergini di costoro, la bellezza delle quali tu puoi dedurre da questi ragazzi’.
Zeusi replicò: ‘Di grazia, offritemi tra queste ragazze le più formose, mentre io lavoro al dipinto promessovi e trasferisco nella muta effigie la verità dell’esemplare animato.’
Allora i Crotoniati, di comune accordo, radunarono le loro fanciulle in un sol luogo e diedero al pittore la facoltà di scegliere quelle che voleva per lo scopo. Zeusi ne scelse cinque, i nomi delle quali da allora furono celebratipresso molti poeti per essere state messe in conto nel giudizio di quell’artista di certo espertissimo estimatore dellabellezza. Ne volle cinque perché non era capace di reperire in un solo corpo quanto andava cercando di venustà, poiché non esiste individuo d’alcuna specie, in cui la natura abbia concentrato la perfezione in ogni sua parte; tanto che essa, come se non avesse di che fornire gli altri se concedesse tutto ad uno solo, alle doti che dispensa a questo o a quello, mette sempre a lato una qualche imperfezione”.

 

 

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