C’era una volta il Principato di Bidache

Immaginiamo un Principato di Monaco un po’ diverso. Certo con un principe ed una principessa, il suo governo, le ambasciate in varie capitali del mondo, le automobili con le targhe nazionali, il tutto però non sul Mar Mediterraneo, bensì ai piedi dei Pirenei, nel sud-ovest della Francia. Questo sarebbe stato il Principato di Bidache se la storia avesse preso un’altra piega.

Il suo territorio fa parte del comune di Bidache e si estende per tre mila ettari. È molto più vasto di quello facente parte del Principato di Monaco.

Ma se i Grimaldi sono riusciti a mantenere l’indipendenza della loro nazione, la stessa cosa non si può dire dei Gramont, una delle famiglie più antiche di Francia. Il capo del casato continua comunque a portare il titolo di principe di Bidache e duca di Gramont. L’erede al trono porta invece il titolo di duca di Guiche.

Il comune di Bidache, dominato dall’imponente castello, oggi in rovina, è situato nel dipartimento delle Landes, in piena campagna, a otto chilometri da Peyrehorade e quattro chilometri da Biarritz. Fa parte delle terre che un tempo costituivano la Contea e successivamente il Ducato di Gramont.

Era uno dei feudi del Regno di Navarra, che nel medioevo si estendeva su entrambi i versanti dei Pirenei.

In Alta Navarra, a sud della catena montuosa, si trovava capitale Pamplona. La Bassa, a nord, era più limitata dal punto di vista territoriale.

 

LE ORIGINI DEI GRAMONT

I Gramont erano tra le dodici famiglie nobiliari più importanti del Regno di Navarra.

Nel 1525 la loro ultima discente, Clara, sposò Menaud d’Aure. La loro discendenza portò avanti cognome e titoli famigliari.

Antonio I, figlio della coppia, il 21 ottobre 1570 affermò pubblicamente di essere sovrano di Bidache.

Suo figlio Filiberto nel 1567 sposò Diana d’Andouins. Lui aveva quindici anni, lei tredici. Morì tredici anni dopo, lasciando Diana vedova con due figli: Antonio II e Caterina.

La bella Diana gestì l’eredità dei figli. Grande appassionata di letteratura, scoprì nel romanzo cavalleresco “Amadigi di Gaula”, il personaggio di Corisande. Si indentificò subito in quest’eroina e decise di prendere il suo nome. Curiosamente i capi famiglia si chiamano tutti Antonio e moltissime donne portano il nome Corisande.

Nel 1512 l’Alta Navarra venne occupata dalle truppe castigliano-aragonesi e annessa alla Corona d’Aragona. Diventò in seguito parte del neonato Regno di Spagna.

La Bassa Navarra rimase, invece, indipendente per un breve periodo. Nel 1589 re Enrico III di Navarra salì al trono di Francia, succedendo al cugino Enrico III, ultimo sovrano della dinastia Valois. Il nuovo monarca, che regnò con il nome di Enrico IV, fu il primo sovrano della dinastia Borbone. Sua madre Giovanna, regina di Navarra dal 1555 al 1572 aveva infatti sposato nel 1548 Antonio di Borbone, discendente di Luigi IX tramite suo figlio cadetto Roberto, conte di Clermont. Enrico III era ugonotto e per salire al trono di Francia dovette convertirsi al cattolicesimo il 25 luglio 1593 nella Basilica di Saint-Denis; da qui il detto “Parigi val bene una messa”.

 

LA NASCITA DEL PRINCIPATO DI BIDACHE

Se le famiglie nobiliari della parte sud del regno videro i loro feudi inglobati nella neonata Spagna, i Gramont, per la loro lealtà alla dinastia d’Albret, ricevettero una grande ricompensa.

Antonio II venne dichiarato dal re di Francia sovrano di Bidache. Questo atto è stato sicuramente dovuto al fatto che la madre Diana, detta Corisande, è stata amante e consigliera di Enrico IV. Durante le guerre della Lega vendette per lui i suoi diamanti ed impegnò i suoi beni.

Nel 1643 Luigi XIV trasformò la contea di Gramont in ducato. A ricevere questo onore fu proprio Antonio II, che si spense l’anno seguente. Il principe passerà alla storia anche per un fatto macabro. Dopo aver trovato la moglie Luisa di Roquelaure tra le braccia del suo scudiero, la fece sparire.

Gli succedette il figlio Antonio III. Grande militare e diplomatico francese, per le sue imprese nella Guerra dei Trent’Anni, nel 1641 venne nominato maresciallo di Francia.

Nel 1660 venne inviato in Spagna per conto del Re Sole per chiedere in sposa la principessa Maria Teresa.

Sposato con Françoise Marguerite du Plessis, nipote di Richelieu, ebbe quattro figli, tra i quali:

  • Armando, amante del fratello minore del Re Sole, il duca d’Orleans e di sua moglie Enrichetta d’Inghilterra. Morì prima del padre;
  • Caterina Carlotta, sposò Luigi I di Monaco ed è quindi antenata dell’attuale principe Alberto II. Fu amante del Re Sole;
  • Antonio, che succedette al padre con il nome di Antonio IV.

Nel 1780 il futuro Antonio VIII sposò, a Versailles, Aglaé di Polignac, figlia di Jules I di Polignac e Gabrielle di Polastron, favorita della regina Maria Antonietta.

Quando scoppiò la Rivoluzione Francese i Gramont seguirono i Borbone in esilio.

 

LA FINE DEL PRINCIPATO

Antonio VIII, quando tornò a Bidache nel 1814, trovò solo rovine. Il castello famigliare fu distrutto da un incendio nel 1796. La colpa fu di un amministratore, che volendo distruggere le prove delle sue frodi contabili, diede fuoco alla biblioteca. Le fiamme distrussero l’intero edificio.

Il Principato venne annesso alla Francia. Contrariamente a quello di Monaco, non venne ripristinato dal Congresso di Vienna.

Antonio IX il 23 luglio 1818 sposò, a Parigi, Ida Grimaud, contessa d’Orsay. La coppia seguì Carlo X in esilio, prima a Edimburgo e poi a Praga.

Il loro figlio Antonio sposò la scozzese Emma Mary MacKinnon. Antonio XI, figlio della coppia, diede splendore alla dinastia sposando in seconde nozze Margherita di Rothschild, una delle più ricche ereditiere di fine XIX secolo.

La coppia fece il Castello di Valliere, a nord di Parigi.

Il loro figlio, che come da tradizione portava il nome del padre, sposò Élaine Greffulhe, la cui madre Elisabetta di Riquet de Caraman-Chimay ispirò a Marcel Proust il personaggio della duchessa di Guermantes nel suo romanzo “Alla ricerca del tempo perduto”.

Lo scrittore presenziò alle nozze.

Grande specialista di oftalmologia, Antonio fondò una società specializzata in questo campo.

Suo figlio rinnovò il legame famigliare con Bidache. La famiglia è tutt’oggi proprietaria delle rovine del castello e possiede una villa nelle vicinanze.

 

 

I GRAMONT OGGI

All’inizio degli anni ’80 il Principe fu costretto a vendere il Castello di Valliere. Sempre fedele alla Casa Reale di Francia, nel 1989 insieme alla moglie Odile Sublet d’Heudicourt de Lenoncourt, organizzò a Pau le celebrazioni per i 400 anni dalla salita al trono francese di Enrico III di Navarra.

I festeggiamenti furono presieduti dalla contessa di Parigi e videro la presenza di molti principi capetingi.

Alla morte di Antonio nel 1995 gli succedette il figlio, il quale sposò nel 2003 Caterina Forget. Il 18 febbraio 2014 si tolse la vita nella sua casa in Texas all’età di 62 anni. Lasciò così la moglie ed il figlioletto, nato nel 2008. Il suo funerale venne celebrato nella chiesa di Santa Maria Maddalena a Parigi, luogo che vide molte cerimonie legate ai Gramont, come le nozze nel 1904 di nonni del defunto ed i loro funerali, nel 1994 e nel 1995. La sua salma riposa nella chiesa dedicata a Giacomo il Maggiore a Bidache, accanto a quelle dei suoi antenati.

Il piccolo Antonio, nato nel 2008, si trovò così a capo di uno storico casato. Figlioccio del duca di Uzès, trascorre ogni estate nella villa vicino alle rovine del castello di Bidache. La madre Caterina nel 2018 è diventata madrina della principessa Giacinta, ultimogenita di Giovanni IV d’Orleans, re titolare di Francia e conte di Parigi.

La storia famigliare continua.

Nel 2018 la città di Bayonne ha dedicato un’esposizione alla famiglia Gramont. Sono state presentate trenta tele che ritraggono i membri del casato quando erano bambini. All’inaugurazione della mostra era presente l’attuale principe di Bidache, che nonostante la sua giovane età, è molto interessato alla storia famigliare.

 

 

 

Autore articolo: Andrea Carnino, laureato in Economia Aziendale, giornalista e studioso di Case Reali

 

Fonte foto: dalla rete

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