C’era una volta il Regno d’Afghanistan

Oggi quando sentiamo parlare dell’Afghanistan ci vengono subito in mente i talebani, che si sono ripresi il potere nell’agosto 2021, costringendo molte persone alla fuga, riportando l’oscurantismo nel Paese e calpestando i diritti delle donne.

La Nazione è in preda a povertà, il 95% della popolazione non ha abbastanza cibo e c’è una grave mancanza di istruzione, soprattutto femminile. Viene difficile immaginare che un tempo questo Paese era un regno felice, con il suo re e la sua regina, le persone che vivevano in pace ed i turisti che venivano in massa ad ammirare i tesori d’arte di Kabul.

IL REGNO DELL’AFGHANISTAN

L’Afghanistan ottenne l’indipendenza dall’Impero Britannico nel 1919 e divenne un emirato con a capo Amānullāh Khān. Il sovrano nel 1921 promulgò una costituzione che garantiva l’eguaglianza dei diritti a tutti i cittadini del Paese senza distinzione di sesso. Fu istituita la scolarizzazione obbligatoria fino alla quinta elementare per maschi e femmine e venne promulgato il codice di famiglia che proteggeva i diritti delle donne e che prevedeva il divieto di matrimonio tra un uomo anziano e una giovanissima, la necessità di consenso formale della promessa sposa al matrimonio e l’istituzione di un tribunale in cui le donne che subivano torti, abusi o ingiustizie, potevano rivolgersi per ottenere giustizia e protezione, incoraggiate e sostenute da un’associazione patrocinata dalla regina Soraya, figlia di Mahmud Tarzi, fondatore del giornalismo afghano e fermo oppositore all’estremismo religioso e all’oscurantismo.

Sempre su iniziativa della sovrana, fu abolita l’obbligatorietà del velo e le donne potevano apparire in pubblico a capo scoperto. Il Paese diventò un regno nel 1926, ma le modernizzazioni non piacquero molto ai più radicali e così il 17 gennaio 1929 Habibullāh Kalakāni riuscì a deporre il re ed a proclamarsi emiro del Paese, reintroducendo l’uso del burqa per le donne. I vecchi sovrani ed i loro figli furono costretti a lasciare l’Afghanistan e si stabilirono in Italia; re Amānullāh morì a Zurigo il 25 aprile 1960, mentre la regina Soraya si spense a Roma il 20 aprile 1968. Le loro salme ora riposano nel Mausoleo Reale di Jalalabad ed i monarchi sono visti ancora oggi come i grandi modernizzatori del Paese.
Una delle loro figlie, la principessa India, nata il 7 giugno 1929, oggi vive a Roma ed è molto attiva nella tutela dei diritti delle donne. Nel 2006 è stata nominata dall’allora governo afghano ambasciatrice per la promozione in Europa della cultura e delle opere umanitarie. Suo fratello, il principe ereditario Rahmatullah, deceduto nel 2009, aveva sposato Adele Graziani, figlia del generale Rodolfo, figura di spicco della politica italiana, che ha ricoperto la carica di viceré d’Etiopia dall’11 giugno 1936 al 21 dicembre 1937.

Fortunatamente il regno di Habibullāh Kalakāni non durò a lungo, infatti, il 16 ottobre 1929, esso fu deposto da Mohammed Nadir Shah, il quale l’8 novembre 1933 venne assassinato da uno studente diciassettenne a Kabul. Gli succedette il figlio Mohammed Zahir Shah, l’ultimo re d’Afghanistan.

Il nuovo monarca riuscì a mantenere l’indipedenza del Paese durante la Seconda Guerra Mondiale e come Amānullāh Khān, si adoperò per la modernizzazione del regno. Fondò la prima moderna università, rafforzò le relazioni culturali e commerciali con l’Europa e nel 1964 dotò la Nazione di una moderna costituzione che prevedeva libere elezioni, un parlamento, diritti civili, emancipazione per le donne, suffragio universale ed il divieto per i membri della famiglia reale di ricoprire cariche politiche e militari. Con lui la Nazione visse 40 anni di pace e stabilità. Nella capitale Kabul era donna il 40% dei medici, il 70% degli insegnanti ed il 15% dei deputati.

LA FAMIGLIA REALE 

Re Mohammed, nato il 16 ottobre 1914, il 7 novembre 1931 sposò la cugina Humaira Begum, dalla quale ebbe sei figli maschi e due femmine. Tra questi il principe ereditario Ahmad, nato il 23 settembre 1934. Nel 1961 Kabul ebbe il suo matrimonio reale: l’erede al trono sposò la cugina Khatul Begum, dalla quale ebbe due figli ed una figlia.

IL REGNO D’AFGHANISTAN ERA UNA META TURISTICA 

Ai tempi della monarchia, l’Afghanistan era una nota meta turistica, famosa per le sue montagne e le rovine di antiche civiltà. Ovunque c’erano alberghi, ostelli, guest house ed i viaggiatori raccontavano della straordinaria ospitalità ricevuta. Le donne indossavano gonne, guidavano, ascoltavano musica liberamente, frequentavano l’università ed assistevano agli spettacoli teatrali insieme agli uomini. Le mamme nel pomeriggio portavano i figli al parco giochi, proprio come accadeva in qualsiasi capitale europea. Nel regno c’era la convinzione che l’educazione avrebbe potuto offrire opportunità a tutti e che si prospettava un brillante futuro. La moda afghana era diventata un punto di riferimento internazionale e tutto il mondo apprezzava le influenze arabe che la caratterizzavano. A Kabul si viveva come si vive oggi a Parigi e nelle altre capitali europee.

NEL 1973 INIZIA L’INCUBO 

Purtroppo questa situazione idilliaca terminò bruscamente il 17 luglio 1973 quando, mentre il re e la regina si trovavano in vacanza ad Ischia a fare fanghi termali, Mohammed Daud Khan, ex primo ministro, cugino del sovrano e marito di sua sorella Zamina, sostenuto dall’Unione Sovietica, rovesciò la monarchia e si proclamò presidente della repubblica. Molto probabilmente voleva vendicarsi del divieto posto ai membri della famiglia reale di ricoprire cariche pubbliche. L’unico merito di questo usurpatore fu quello di continuare la modernizzazione del Paese. Egli, voltando le spalle a Mosca nel 1977, si “scavò da solo la sua fossa”: nella notte tra il 26 ed il 27 aprile 1978  venne assassinato insieme alla moglie ed a molti membri della sua famiglia durante un colpo di Stato organizzato dal Partito Democratico Popolare per volere proprio dell’Unione Sovietica. Per l’Afghanistan iniziò così un lungo periodo caratterizzato da comunismo, influenza dell’URSS, guerra ed infine repubblica islamica. La famiglia reale trovò rifugio in Italia.

UN’OPPORTUNITA’ MANCATA 

Alla caduta dei talebani il re rientrò nel Paese e la Loya Jirga, la grande assemblea del popolo afghano, nel 2002 era pronta a ripristinare la monarchia. Ma questo non andava assolutamente bene agli Stati Uniti, i quali con le loro forti pressioni portarono l’assemblea ad accettare un regime repubblicano ed il re a farsi da parte, accontentandosi del titolo di padre della Nazione. Il sovrano trascorse gli ultimi anni della sua vita nell’ex Palazzo Reale di Kabul e si spense il 23 luglio 2007 all’età di 92 anni.

Nel 2013 la principessa Noal, nipote del re d’Afghanistan in quanto figlia del suo settimogenito Muhammed Daoud, ha sposato il principe ereditario d’Egitto, un altro Paese in cui la repubblica portò dittature e povertà. Da quindici anni Noal è ambasciatrice dell’Aschiana Foundation organizzazione nata nel 1996 che aiuta i bambini afghani costretti a vivere per strada. Il suo scopo è quello di istruirli ed offrire loro diversi tipi di formazione, in modo da permettergli di trovare un impiego. Dalla salita al potere dei talebani l’associazione fornisce piatti caldi alle famiglie più povere.

CASA REALE D’AFGHANISTAN: O ABOLIZIONE DELLA LEGGE SALICA O ESTINZIONE

 

L’ultima casa reale che ha regnato sull’Afghanistan, dal 1929 al 1973 si sta estinguendo a causa della mancanza di eredi maschi: l’ultimo re, Mohammed Zahir Shah, ha avuto sei figli e due figlie:

 

1) La principessa Bilqis, nata nel 1932;

2) Il principe ereditario Muhammed (1933-1942)

3) Il principe ereditario Ahmad Shah, nato nel 1934, ha avuto 3 figli:

  1. a) Il principe Muhammad Zahir: ha una sola figlia, la principessa Roxanne Khanum, nata nel 1988
  1. b) Il principe Muhammad Emel: non è sposato e non ha figli
  2. c) la principessa Hawa

4) La principessa Maryam, nata nel 1936

5) Il principe Muhammed Nadir, nato nel 1941, ha due figli non sposati prossimi ai 50 anni:

  1. a) Il principe Mustapha Zahir Khan
  2. b) Il principe Muhammad Daoud Khan

6) Il principe Shah Mahmoud (1946-2002): aveva due figlie

7) Il principe Muhammed Daoud, nato nel 1949, ha due figli:

  1. a) Il principe Duran Daoud, nato nel 1974 e non ancora sposato
  1. b) La principessa Noal, che nel 2013 ha sposato il principe ereditario d’Egitto ed è mamma di due gemelli nati nel 2017

8)Il principe Mir Wais, nato nel 1957, non è sposato

 

Se non viene abolita la legge salica la casa reale si estinguerà a breve termine. L’ultimo re aveva infatti solo sorelle.

 

 

 

 

 

 

Autore articolo: Andrea Carnino, laureato in Economia Aziendale, giornalista e studioso di Case Reali

Fonte foto: dalla rete

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