Dangun, il dio-re

Secondo la tradizione coreana, Dangun fu il leggendario fondatore di Gojoseon, nel 2333 a.C., il primo regno coreano della storia. Questo stato si sarebbe esteso nella parte settentrionale della penisola ed in regioni della Cina nord-orientale. La prova dell’esistenza di questo regno sarebbe supportata da alcuni rinvenimenti archeologici, come pugnali di bronzo e dolmen presenti nelle province cinesi di Liaoning e Jilin. Tuttavia mancano fonti su Dangun che esulino dalla narrazione mitologica.
Le due più importanti fonti sono costituite dal Samguk Yusa e dal Jewang Ungi. Entrambi questi scritti risalgono al XIII secolo d.C. e parlando di Hwan-in, il “Signore dei Cieli”, nonno di Dangun, e di Hwan-ung, padre di Dangun. Sono racconti epico-religiosi e riferiscono fatti straordinari.

Così leggiamo che, un giorno, Hwan-ung chiese a suo padre di inviarlo a governare la terra, perchè, come figlio minore del sovrano celeste, non aveva alcuna speranza di succedere al padre. Pertanto, per essere un sovrano a sé stante e per evitare conflitti con i suoi fratelli maggiori, Hwan-ung decise di chiedere un regno sulla terra. Questa richiesta fu accolta da Hwan-in che stabilì che il Monte Taebaek-san fosse il centro del regno del figlio. Hwan-ung discese quindi sulla terra e si fermò su quella cima. Con sé aveva 3000 sudditi e i tre spiriti del Vento, della Pioggia e delle Nuvole che gli furono donati dal padre affinchè fungessero da fedeli ministri. Fu così istituito un governo e sorsero leggi e codici morali, i campi iniziarono ad essere coltivati, la medicina e le arti ad essere praticati sulla terra.

I due testi ci raccondanto anche della richiesta di tigre ed orso di divenire umani. Quando Hwan-ung ascoltò le loro preghiere, decise di dargli una possibilità e consegnò a ciascuno di loro un fascio di artemisia e venti chiodi di garofano. Hwan-ung ordinò loro di mangiare solo questi cibi sacri e di rimanere in una caverna per 100 giorni, così sarebbero diventati umani. La tigre si arrese presto e lasciò la grotta, a causa della sua fame. L’orso eseguì le indicazioni e ventuno giorni dopo fu trasformato in una donna. L’orso-donna fu grato a Hwan-ung, prestò, però, si rese conto di non avere un compagno, raggiunse la cima del Monte Taebaek-san e pregò che un bambino la accompagnasse. Commosso dalle sue preghiere, Hwan-ung si trasformò in un essere umano maschio e si unì a lei. Nove mesi dopo, l’orso-donna diede alla luce Dangun che significa “Principe dell’altare”.

Non mancano però altre leggende riportate in successivi testi. Alcune presentano Pyongyang come capitale del regno di Dangun, fino a quando egli volle trasferirsi ad Asadal, una città che nessuno è stato ancora in grado di individuare. In altri conti, Asadal è descritta come la capitale originale di Gojoseon. Secondo queste leggende, Dangun ha governato il suo paese per 1.500 anni, prima di abdicare. Si nascose allora tra le montagne e divenne un sanshin, uno spirito dei monti, all’età di 1908 anni.

Dangun è soprattutto una divinità, centrale per coloro che seguono lo sciamanesimo tradizionale coreano, ma non solo. Il suo culto si diffuse soprattutto durante il regno della dinastia Joseon. Al tempo di re Sejongo, epoca segnata dalle invasioni giapponesi, un santuario dedicato a Dangun sorse a Pyongyang e da allora Dangun fu il fulcro spirituale del nazionalismo coreano. Così, sebbene sia è una figura molto poco “storica”, nella Corea moderna la sua esistenza è data per certa. Per molti Dangun non è semplicemente mitologia, ma una persona esistita realmente e così, sul pendio del Monte Taebaek-san nel Kangdong, è sorto un mausoleo in suo onore, una monumentale tomba piramidale eretta su quello che si ritiene essere il presunto luogo di sepoltura del dio-re.

 

 

 

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete

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