Ferruccio Serafini, eroico pilota a difesa dei cieli italiani

Il 22 luglio 1943, Ferruccio Serafini, giovane sergente pilota, immolava la sua giovinezza in un combattimento aereo nel cielo di Elmas in Sardegna in difesa dei cieli italiani dai continui attacchi degli aerei angloamericani.

Serafini conseguì il brevetto di pilota solo nell’agosto del 1942 e durante 38 missioni diverse, in scorta a bombardieri e ricognitori sui cieli di Malta abbatté da solo tre Spitfire, senza contare il contributo dato all’annientamento di altri velivoli.

Il giovane pilota chiese ed ottenne di poter partecipare alla difesa di Napoli, sottoposta a continui bombardamenti, riuscendo ad abbattere un Liberator B 24.

Nel maggio 1943, la sua squadriglia rinnovata nei mezzi ma sempre tecnicamente inferiori a quelli nemici, venne destinata in Sardegna dove le incursioni aeree sul nostro territorio si erano intensificate, i nostri piloti, pochi ma di valore, centuplicavano le loro energie, essi venivano impegnati duramente: 6-7 ore di volo bellico al giorno per contendere all’avversario le vie del nostro cielo e il conseguente confronto aereo assumeva aspetti sempre più drammatici. In un ciclo operativo di 30 azioni di guerra Serafini riuscì ad abbattere 6 velivoli nemici, 4 da solo e 2 in collaborazione.

L’ultimo eroico combattimento del sergente maggiore Serafini avvenne il Il 22 luglio 1943, mentre la Sicilia veniva in parte invasa, 120 caccia nemici attaccarono la Sardegna e, provenendo da sud, presero a bersagliare la parte meridionale dell’isola, mitragliando centri abitati, strade, campagne. Il pilota maresciallo Roberto Gaucci, fu testimone in volo della fase finale dell’ultima impresa di Ferruccio: “egli mi lanciò lanciò un’occhiata e io alzai un braccio in cenno d’intesa; quindi entrambi, a tutto gas, partimmo come frecce, Ferruccio si portò più in alto per fronteggiare in posizione favorevole quella sproporzionata massa di apparecchi nemici”. Non passò neanche per la mente ai due valorosi il pensiero che una momentanea ritirata strategica, in attesa di rinforzi, sarebbe stata più giustificata dalla schiacciante superiorità numerica del nemico. Essi dovevano proteggere l’isola e l’avrebbero fatto a qualsiasi costo, anche se erano in due conto quaranta.

L’impari battaglia aerea s’accese immediatamente con estrema violenza. Il fulmineo attacco dei due italiani, che piombarono sulla formazione inglese come falchi, costrinse i britannici a diradare alquanto lo schieramento per evitare il rischio che i loro velivoli si sparassero tra loro Lo scompiglio gettato fra le file nemiche giovò ai nostri due piloti i quali, più abili nella manovra, cominciarono, con impennate acrobatiche e con finte astute, ad attaccare a bruciapelo. Ogni volta che incrociavano un velivolo, sgranavano con estrema precisione il fuoco della mitragliatrice. Ma il nemico rispondeva altrettanto vivacemente. Ad un certo punto della battaglia violenta ed implacabile, dopo alterni attacchi ed inseguimenti, Ferruccio Serafini si trovò da solo contro tre caccia nemici, il che accentuò in lui l’accanimento alla lotta che gli permise di fulminare con le sue raffiche due dei tre avversari. Nell’attaccare il terzo, dopo qualche raffica, le sue armi tacquero, non risposero più ai suoi ordini perché, come sarà poi riscontrato, le munizioni erano esaurite.

Nell’ebbrezza della vittoria che sentiva ormai sua, egli non pensò minimamente al ritiro, non poteva mollare concedendo al nemico la possibilità di batterlo, era lui il vincitore… seppur privo di pallottole!

Senza un attimo di esitazione si scagliò a pieno motore, col suo Macchi 205, contro l’apparecchio avversario con il quale precipitò fragorosamente al suolo. Fu uno schianto pauroso: i due velivoli s’avvinghiarono per le ali, restarono un istante sospesi, poi le fiamme ne accomunarono la sorte e s’infilarono presso il paese di Capoterra, formando un unico rogo.

Al nostro eroico pilota Ferruccio Serafini fu concessa la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

 

Autore articolo: Antonio Lombardo

Fonte foto: dalla rete

Bibliografia: Giorgio Apostolo, Gianni Cattaneo, Giovanni Massimello, Ali d’Italia n.22 Aer.Macchi C.202

 

Antonio Lombardo è ingegnere meccanico, ufficiale di complemento artiglieria e consulente TAR Campania e Prefettura Caserta.

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