Francisco Elias de Tejada, l’hispanidad

tejadaIl tradizionalismo spagnolo trova radici in una dialettica tra conservazione e riforme che inizia nel XVIII secolo con la casa di Borbone e i suoi progetti di centralismo e laicizzazione; e vede momenti di sangue sotto l’occupazione napoleonica; per non trovare pace dopo la restaurazione, e sfociare in un conflitto dinastico e politico tra “isabellisti” liberali, e “carlisti” tradizionalisti; e che si concluderà con la sanguinosa guerra civile del Novecento.

 In questo clima, nell’ambito del carlismo, si sviluppa un pensiero fondato sulla religione, la terra e la fedeltà al sovrano: por Diòs, la patria, el rey; e che cerca le sue radici nella storia spagnola, nel cattolicesimo tridentino e nel rispetto delle identità particolari nell’ambito dell’hispanidad.

 Don Francisco Elias de Tejada y Spinola, originario dell’Estremadura ma nato a Madrid nel 1917, fu professore di Diritto Naturale e Filosofia del Diritto presso le Università di Murcia, Salamanca, Siviglia e Madrid; fu l’autore di trecento tra monografie e articoli di filosofia pratica, diritto pubblico e storia delle idee politiche.

 Riprendendo i grandi pensatori spagnoli di filosofia della politica dell’età di Filippo II e degli Asburgo suoi successori, afferma i principi della monarchia tradizionale, intesa come portatrice di doveri del re verso il suo popolo e del popolo verso se stesso e il re; e del diritto come ragion d’essere dello Stato inteso come comunità organica ciascuno con una sua funzione; laddove i diritti individuali sono causa di confusione e anarchia e venir meno dei punti di riferimento. è una visione che difficilmente può trovare un modello storico in cui s’incarni, ma che trova estrinsecazione nelle virtù del cavaliere combattente, del sacerdote e del monaco, del popolo e dello stesso re, il quale non intenderà il potere come volontà di potenza ma come servizio.

 Il diritto, secondo l’interpretazione tradizionale, non è formalismo giuridico e nemmeno lettera della legge, ma si affida alla saggezza di chi deve giudicare ed eseguire: prudentia iuris.

 Come si vede, si è molto lontani da ogni illuminismo di matrice massonica e protestante, e da ogni tentazione di individualismo; e assieme, di ogni diritto unico mondiale, mentre si ribadisce il valore della tradizione anche giuridica di ogni singolo popolo. Si sentono evidenti echi del pensiero di Giovan Battista Vico.

 Elias de Tejada sposò Gabriella Percopo (1937-1986), di una notevole e colta famiglia napoletana, e ciò gli aprì un fecondo campo d’azione, e lo fece tra i padri del tradizionalismo italiano. Affrontò infatti una questione cruciale nella storiografia e nell’ideologia, quella del “dominio spagnolo”, il cui documento più insigne è un lavoro letterario, il romanzo del Manzoni, che affermò una nozione divulgata e per lungo tempo quasi indiscussa, che i mali d’Italia, e quelli del Meridione in specie, sarebbero dovuti alla presenza iberica. L’opinione, originata nell’oggettivo periodo di decadenza del XVII secolo, rafforzata da pamphlet come “Le filippiche contro gli Spagnoli” del Tassoni, viene esaltata dalla propaganda protestante inglese e dall’illuminismo francese, autori concomitanti della ben nota “legenda neyra”.

 Elias de Tejada non cadde nell’errore di una sorta di contropropaganda acritica, ma diede un ottimo esempio di corretta storiografia con la monumentale opera “Nápoles hispanico”, in cui analizza i complessi rapporti tra il Meridione d’Italia e l’hispanidad, celebrandone la fecondità politica, giuridica e culturale. Si deve a lui la riscoperta di giuristi, filosofi, poeti, artisti e uomini di governo meridionali dimenticati; e la ricostruzione di un mondo che diede moltissimo di buono, pur richiedendo il prezzo della disciplina e del dovere.

 L’opera, uscita nel 1959 a Madrid, è stata tradotta e pubblicata da Silvio Vitale, e il lavoro continua con Gianandrea de Antonellis.

 La presenza di Elias de Tejada, sia personale sia culturale, può dirsi fondamentale per la formazione stessa del tradizionalismo cattolico meridionale.

 Altri notevoli scritti di Elias de Tejada sono: En torno al concepto de nación, 1939; Introducción al estudio de la ontología jurídica, 1942; El racismo. Breve historia de sus doctrinas, 1944; El hegelismo jurídico español, 1944; Las doctrinas políticas en la Baja Edad Media inglesa, 1946; La filosofía jurídica en la España actual, 1949; Las doctrinas políticas en la Cataluña medieval, Barcellona 1950; La causa diferenciadora de las comunidades políticas, 1953; La Monarquia tradicional, Madrid, Biblioteca del Pensamiento Actual, 1954; Historia del pensamiento político catalán, Sevilla 1963; Nápoles hispánico, 1964; ¿Qué es el carlismo?, Esciler, Madrid 1971; La tradición portuguesa. Los orígenes (1140-1521), Editorial Actas, Madrid 1999; La monarchia tradizionale, Edizioni Controcorrente, aprile 2001; Europa, tradizione, libertà. Saggi di filosofia della politica [a cura di Giovanni Turco], Edizioni Scientifiche Italiane, 2005; Poder y libertad, Ediciones Scire, Madrid 2008; Derecho politico, Ediciones Jurídicas y Sociales, Madrid 2008.

Morì a Madrid nel 1978.

Autore: Ulderico Nisticò

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