Giorgio Mameli nella Battaglia di Tripoli

Quella che segue è una sintesi del rapporto del Des Geneys sulla Battaglia Navale di Tripoli del 1825 in cui spicca il ruolo svolto da Giorgio Mameli.

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Risulta che il Cavaliere Mameli, a cui il comandante della divisione navale affidò il comando delle imbarcazioni destinate a dare un attacco nella notte del 27 e 28 settembre contro tripoli, per incendiare i suoi bastimenti da guerra che si trovavan oancorati nell’interno del porto ch’egli si disimpegnò in questa pericolosa missione in un modo che sorpassò ogni aspettativa.

Comandante di una spedizione il di cui buon successo dipendeva in gran parte dalla sorte di poter sorprendere il nemico, egli poteva senza mancare al suo dovere ed all’onore ritirarsi, allorquando il fuoco incrociato di tutte le batterie di cui è il porto circondato e da quello dei bastimenti armati e dalla moschetteria delle truppe postate sopra i moli e la spiaggi, gli fece conoscere ch’egli era scoperto e senza speranza d’essere soccorso dalla Divisione forzata dal grosso mare a tenersi al di là della portata del cannone.

Tutti questi ostacoli non fecero ciò nulla meno che vieppiù infiammare il coraggio del Cavaliere Mameli,
che giudicando essere tutto perduto se non avesse presa una risoluzione ardita e istantanea, ordinò di far forza
di remi; per il primo si gettò in mezzo alla mitraglia e fortunatamente giunse fino al brick, che prese sul campo all’abbordaggio, soccorso dalle due altre imbarcazioni della sua divisione che lo seguivano da vicino. Il brick tripolino avendo perduto nell’ardore dell’attacco il suo capitano, qualche ufficiale, ed una parte dell’equipaggio, cercando il rimanente la sua salvezza col gettarsi in mare, i nostri bravi misero il fuoco al bastimento.

Egli è certo che il Cavaliere Mameli in questo affare che fa il più grande onore alla Marina Reale, n’ebbe doppio merito, coll’avere in primo luogo prese le migliori disposizioni per assicurarne la buona riuscita, e coll’aver quindi fatto uso del più grande sangue freddo e rara intrepidezza nella loro esecuzione.

 

 

 

 

Fonte foto: dalla rete

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