I funerali del Duca Francesco II Sforza

I funerali del Duca Francesco II Sforza descritti da Giovan Marco Burigozzo nella Cronica milanese dal 1500 al 1544.

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1535 a dì 19 novembre fu fatte le Exequie di sua Excellentia, e furono fatte a questo modo. Prima la strata fu dal Castello al Domo per la strata dritta, zoè dalla Contrà del Maino a Santo Nazaro Pietra Santa; e verso santa Maria Segreta, e al Cordusco infino alla Dovana, e poi dalla Dovana al Domo. Questo è quanto alla strata, seguita l’hordene, prima numero grande de + de legno, poi mille poveri tutti con el capuzino negro, e la torgia in mane con uno Ducal pento in carte attacado alla torgia, e andavano a dui a dui, poi li frati prima de Santo Ieronimo, poi li altri ordeni de frati secondo el suo ordene, et al fin de questi venne la fameja de tutta la Corte, quali erano vestiti de negro, el numero de quali fu grondo, e questi tali havevano mantello negro. Poi seguitò le Abazie con le Canoniche de Milano. Finido questi venne li Offiziali de sua Excellentia, zoè li Grandi con el capuzo in testa, et tutti havevano le veste longhe a terra cosa grande da vedere, el numero de quali fu grandissimo, et tutti andavano a dui a dui. Poi venne la Ecclesia del Domo zoe li legioni e le legione, poi li Capelloni, poi li Mazachonisi, di poi li Sacristani, poi li signori Ordenarii, e poi li Lectori, e qui finisce la Gierexia. Poi seguitò un giovinetto gentilhomo tutto vestito de veluto negro, et haveva una spada bellissima aposata alla sua spalla. Dredo a questo un altro giovinetto vestito simile al primo, e lui, e il cavallo, et haveva uno bastono in mano tutto indorato. Poi seguitò li Cortesani de sua Excellentia, quali tutti con le veste negre a terra con la gran coda, e el capuzo in testa, tutti a dui a dui, el numero de quali fu assai. All’ultimo di questi venne la sua guardia de Lanzinechi vestiti de negro tutti in zupon con le sue alebarde in spalla. Poi qui li era la mula di sua Excellentia tutta coperta de veluto negro a terra con li staffieri, come se propriamente li fosse stato sua Excellentia, ma non li era se non la mula vota. Poi seguitò la guardia dei cavalli legeri a piedi, però con le sue zanette in spalla, e questi tali havevano un manto negro in dosso. Da poi seguitò el Corpo de sua Excellentia, ma non però che fusse el suo Corpo, perche non fu possibile poterlo conservare insina a tanto, e per questo fu fatta una imagine a sua similitudine, e quello fu fatto a tale effetto. Era vestito de brocato d’oro rizzo soprarizzo longo a terra fodrato di pelle de gran valore, haveva un sajo de veluto cremexo, un sajon de raso cremexì, un paro de calze de scarlata con le scarpe de veluto cremexì con una bacchetta in mane, et haveva la baretta Duchale in testa, qual baretta era bizara, e fu portata la sua persona quatada de brocato sotto el balduchino de tela d’oro, e questo balduchino si anchora sua Excellentia fu portato dalli Dottori dell’una e l’altra Legge. Da poi questo venne li Condizionati Signori. Prima el sig. Joan Paulo Sforza suo fratello, el sig. Antonio de Lejva, li signori Ambasciatori sì de Veneziani, sì delle altre Signorie, poi un numero grande de altri Signori che numerare non se potevano, per tutti questi tali con le veste a terra negre, et a questo modo fu finito le exequie de sua Excellentia.

 

 

Fonte foto: dalla rete

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