Home / Centro / I gladiatori più famosi

I gladiatori più famosi

Non pochi furono i gladiatori che ottennero fama e gloria nell’arena.

Si può certamente iniziare col tracio Spartaco ed i suoi ribelli. Il gallo Crixus, anziutto, con Spartaco alla scuola di Lentulo Batiato di Capua, con lui fuggiasco, con lui rivoltoso nei dintorni di Napoli. Era stato fatto schiavo alcuni anni prima della rivolta, a seguito della sconfitta degli Allobrogi per cui combatteva. Morì sul  in Puglia, colpito da una lancia e decapitato, dopo aver ucciso almeno dieci legionari e centurioni dell’esercito di Lucio Gellio Publicola. E poi Enomao, l’altro grande capo della terza guerra servile. Anche lui proveniente dalla scuola capuana, cadde prima degli altri, forse già nell’inverno de 73 a.C., dopo dieci anni di carriera col viso deturpato da una profonda ferita al naso.

Marco Atilio, uomo libero che decise di diventare un gladiatore per cercare di pagare i debiti che lo stavano soffocando. Iscrizioni a Roma, come in Francia ed in Inghilterra, presentano anche il nome di Tetraiti. Queste immagini lo mostrano armato solo di spada, scudo e semplice capriata, ma null’altro si conosce di lui. La storia ci ha poi consegnato i nomi di Vero e Prisco, i primi gladiatori a combattere nel Colosseo: in quell’incontro rimasero in lotta per ore finché entrambi si arresero allo stesso tempo, mostrando reciproco rispetto. L’imperatore Tito concesse loro la libertà.

Spiculus, il preferito di Nerone, ricompensato con ricchezza, schiavi e palazzi; Carpoforo, specializzato nella lotta contro gli animali selvatici, divenne famoso per aver sconfitto un orso, un leone ed un leopardo nella stessa battaglia. Riuscì pure ad uccidere un rinoceronte con una lancia venendo osannato come Ercole; Mevia, altra donna, esperta nel combattere gli animali selvatici con una lancia.

Ma anche gli imperatori combatterono da gladiatori. Commodo, per esempio, con grande scandalo dell’aristocrazia romana. Egli raggiunse crudeltà inaudite in combattimenti manipolati a suo favore, con gladiatori feriti, animali morenti o disabili. Di Commodo la Storia Augusta riferisce: “Ebbe anche il titolo di Ercole romano, per aver ucciso delle fiere nell’anfiteatro a Lanuvio; aveva infatti anche quest’abitudine, di uccidere belve in patria… Volle anche guidare le quadriglie nel circo… Partecipò a combattimenti di gladiatori, e accetava di ricevere nomi di gladiatori con tale gioia quasi gl iavessero conferito titoli trionfali… Si dice che abbia preso parte a settecentotrentacinque combattimenti… Uccise di sua mano molte migliaia di fiere di diverse razze – tra cui abbatté anche degli elefanti. E queste imprese le compiva spesso davanti agli occhi del popolo romano… Tale era la forza di cui disponeva quando doveva abbattere le bestie feroci, che trafiggeva un elefante con una picca, e una volta trapassò con un’asta il corno di una gazzella; era poi in grado di uccidere molte migliaia di grosse fiere con un solpo ciascuna…”. Così anche quando il senato invocò la sua morte ritornò l’epiteto di gladiatore: “Le acclamazioni del senato dopo la morte di Commodo furono di tenore assai aspro: Al nemico della patria siano tolti gi onori, al parricida siano tolti gli onori, il parricida sia trascinato via. Il nemico della patria, il paricida, il gladiatore sia fatto a pezzi nello spogliatoio. Nemico degli dei, carnefice del senato: nemico degli dei, nemico del senato… Del gladiatore parricida sia cancellato il ricordo, del gladiatore parricida siano abbattute le statue…”. Finì pure ucciso da un gladiatore, anche se non nell’arena: fu strangolato nel bagno dal suo istruttore, il maestro Narcisso, coinvolto in una congiura.

 

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

 

About historiaregni

Historia Regni è un portale telematico dedicato alla storia, anzitutto quella italiana. Nasce su iniziativa di Angelo D’Ambra, è senza scopo di lucro e si avvale di collaborazioni gratuite. Le foto presenti sono state, in parte, prese da internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo al nostro indirizzo email info@historiaregni.it e si provvederà alla rimozione.

Check Also

Maria Luisa d’Asburgo, moglie di Napoleone

Quanto amore provò Maria Luisa d’Asburgo per suo marito Napoleone Bonaparte? Chissà. Sicuramente si mostrò ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.