I Pignatelli Tagliavia Aragona Cortes

Giovanna Tagliavia Aragona Cortes (1619-1692), V duchessa di Terranova, era l’unica figlia del nobile siciliano Diego Tagliavia d’Aragona (1596-1663), IV Duca di Terranova, IV Principe di Castelvetrano, Marchese di Avola, Grande di Spagna e di sua moglie, Stefania Carrillo de Mendoza y Cortez (1595-1635), Marchesa del Valle di Oaxaca, pronipote ed erede universale di tutti i beni, titoli e possedimenti messicani del famoso condottiero e conquistatore spagnolo dell’impero azteco, Hernán Cortés Monroy Pizarro Altamirano.

Il 16 giugno 1639 la ricca ereditiera Giovanna sposò il cugino di secondo grado Ettore Pignatelli, IV principe di Noia e VI duca di Monteleone (1620-1674 – figlio di Fabrizio, principe di Noia e marchese di Cerchiara, e di Girolama Pignatelli, duchessa di Monteleone), erede del principato lucano (dal padre), del ducato calabrese (dal nonno materno) e del granducato di Spagna (dalla madre).

Ettore ricoprì le cariche di viceré del Regno d’Aragona e Grande del Regno di Castiglia; divenne uno dei più potenti nobiluomini d’Italia e fra i più influenti d’Europa.

I Pignatelli appartenevano infatti a una delle più antiche e potenti famiglie di Napoli, i quali possedevano oltre centosessanta feudi, diciotto contee, venticinque marchesati, sedici ducati e quattordici principati; ebbero numerosissime parentele e si distinsero in molti rami.

I suoi rappresentanti ricoprirono le più alte cariche in campo civile, militare ed ecclesiastico, sino ad arrivare al soglio pontificio.

Della storica famiglia, ritenuta da molti autori di origine longobarda, discesa dai Duchi di Benevento, si hanno memorie documentate dal 1102 con Lucio Pignatelli, Connestabile di Napoli. Per giustificare stemma e cognome , alcuni studiosi dicono che un Landolfo militando in Oriente per Re Ruggero il Normanno, all’assalto dato al Palazzo Imperiale di Costantinopoli, ne uscisse con tre vasi e/o pignatte d’argento infilzate alla picca e ne assunse lo stemma per i suoi discendenti.

In una clausola del contratto matrimoniale di Giovanna e Nicolò, stipulato dal notaio Pietro Graffeo, si concordò che tutti loro discendenti dovessero avere i cognomi di Pignatelli Aragona Cortes, ma in modo alternato: il loro primogenito doveva chiamarsi Aragona-Pignatelli-Cortes, e il primogenito che succedeva doveva avere i nome di Pignatelli-Aragona-Cortese così via.

Oltre ai nomi, Giovanna e Ettore unirono anche l’immenso patrimonio, che comprendeva i possedimenti della casa Pignatelli, dislocati tra Basilicata e Calabria, e il patrimonio di Giovanna, che consisteva nei possedimenti messicani dei Cortes e l’immenso patrimonio del Tagliavia d’Aragona collocato nella Sicilia meridionale.

Ettore e Giovanna ebbero cinque figli, quattro femmine e un unico maschio, Andrea Fabrizio, VII duca di Monteleone (1640-1677), che morirà giovane, lasciando due figlie femmine, Giovanna e Rosalia. A questo punto si rischiava l’estinzione della famiglia se non fosse stato per il matrimonio tra Giovanna (1666-1723, VIII duchessa di Monteleone, VI principessa di Noia, VI duchessa di Terranova e principessa di Castelvetro), appena tredicenne, nel 1679, e Nicolò Pignatelli (1648-1730, VIII Duca di Terranova, Viceré di Sardegna nel 1687 e Viceré di Sicilia), unico maschio sopravvissuto della famiglia in grado di garantire il perpetuarsi della stirpe. Nicolò, di diciotto anni più grande di Giovanna, era il fratello del bisnonno – zio.

Giovanna, sposa bambina, aveva ereditato dal padre i beni che i Pignatelli possedevano nel regno di Napoli, da cui la famiglia proveniva: il principato di Noia, la Ducea di Monteleone, il Marchesato di Cerchiara; mentre il marito Nicolò aveva ereditato la terra di Caronia in Sicilia. A Giovanna apparteneva anche il Marchesato della valle di Oaxaca in Messico e da lei deriva il titolo di Principe del Sacro Romano Impero, concesso nel 1648.

I due ebbero dieci figli e la dinastia dei Pignatelli Tagliavia Aragona Cortes ha continuato fino ai nostri giorni, dividendosi in quattro rami: nel ramo dei marchesi di Cerchiara (dal figlio Fabrizio), dei Principi di Strongoli (dal figlio Ferdinando), dei Conti di Fuentes (dal figlio Antonio) e al ramo principale, noti come i duchi di Terranova e principi di Castelvetro, discendenti del primogenito, Diego, duca si Terranova e IX duca di Monteleone (1687-1750), che ereditò tutti i titoli della casata.

Nel 1713, Diego sposò Anna Caracciolo, da cui non ebbe figli, e nel 1717 Margherita Pignatelli, erede della Ducea di Bellosguardo nel Regno di Napoli, dalla quale ebbe otto figli.
Diego Pignatelli promosse un’indagine conoscitiva sui diversi stati feudali posti sotto la sua giurisdizione nel Regno di Sicilia (sito, numero e qualità degli abitanti, pertinenze, rendite) La redazione dell’opera, in quattro tomi, fu affidata al sacerdote Vincenzo Petitto di Terranova (odierna Gela). Pignatelli commissionò inoltre la realizzazione di un albero genealogico per celebrare il suo lignaggio, in cui in appositi quadri disegnati sul foglio erano rappresentate le fondazioni urbane realizzate dai suoi predecessori.

A ciò si aggiunga la necessità del principe Diego Pignatelli di conoscere l’esatto ammontare della propria rendita feudale per far fronte alle richieste dei creditori. Il suo patrimonio, sottoposto sin dal 1643 all’amministrazione controllata della Deputazione degli Stati, versava infatti in una situazione di grave dissesto finanziario. La mancanza di liquidità lo indusse a chiedere il regio assenso per contrarre un prestito assai consistente, di 30.000 onze, per recarsi alla corte di Madrid, dove era stato chiamato dal re di Spagna Filippo V. Nel 1747, pochi anni prima della morte, ottenne dalla Regia Camera di Sommaria di Napoli, l’esenzione dal pagamento delle regie gabelle valida per tutto il regno eccettuata la città di Napoli, a condizione che la tassa di focatico, dalla quale era stato esentato, restasse a carico dell’Università di Monteleone.
Diego morì a Palermo il 28 novembre 1750. Gli successe il figlio Fabrizio Maria e da lui i titoli passarono a:

Fabrizio Maria Pignatelli Aragona Cortés (1718–1763) X duca
Ettore Pignatelli Aragona Cortés (1742–1800) XI duca
Diego Pignatelli Aragona Cortés (1774–1818) XII duca
Giuseppe Pignatelli Aragona Cortés (1795–1859) XIII duca.
Diego Pignatelli Aragona Cortés (1823–1880) Senatore del Regno nel 1871 e XIV duca.

Antonio Pignatelli Aragona Cortés (1827–1881) XV duca
Giuseppe Pignatelli Aragona Cortés (1860–1938) XVI duca
Antonio Pignatelli Aragona Cortés (1892–1958) XVII duca di Terranova, nato in Messico, Marchese di Valle d’ Oaxaca.
Giuseppe Pignatelli Aragona Cortés (1931- 1989), XVIII ed ultimo duca di Terranova, morì nel 1989 senza figli, con lui si estinse il ramo maschile della famiglia ed i diritti ereditari sui titoli passarono al ramo laterale, al primo cugino Nicolò Maria Pignatelli Aragona Cortés (1923) .

Autore articolo: Lucia Rossi
Fonte foto: dalla rete

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