Il busto di Eleonora d’Aragona

Conservato a Palermo, nella Galleria regionale di Palazzo Abatellis, il Busto di Eleonora d’Aragona fu realizzato dal croato Francesco Laurana.

Eleonora, nipote di Federico III d’Aragona, re di Sicilia, e moglie di Guglielmo Peralta, Signore di Sciacca, Conte di Calatabellotta e Vicario del Regno di Sicilia, fu una delle donne più potenti dell’Isola, contessa di Caltanissetta, Calatafimi, Contessa, Comicchio, Sambuca, Giuliana, Adragna e Calatamauro.

Morì nel 1405 nel Castello di Giuliana, in provincia di Palermo, e fu sepolta nel Monastero di Santa Maria del Bosco di Calatamauro.

Il busto ornava il suo sepolcro e fu spostato a Palazzo Abatellis per ragioni di conservazione.

Non conosciamo con certezza la data di realizzazione dell’opera, ma possiamo immaginare che risalga a un periodo compreso tra il 1488 e il 1490, cioè all’epoca del secondo soggiorno di Francesco Laurana in Sicilia.

Laurana raffigurò la nobildonna coi capelli raccolti in un velo butterato. Il volto ovale e le palpebre semichiuse conferiscono un’aspetto elegante e soave. Le spalle, appena scoperte, riflettono la moda del periodo. Nel busto sono impersonati gli ideali della femminilità propri del Rinascimento.  Le forme degli zigomi e le proporzioni del collo e delle spalle sono tipicamente quattrocentesche, ancorate ai modelli femminili di Antonello da Messina.

Lo scultore si servì della luce per modellare le superfici suggerendone le diverse consistenze, la morbidezza delle carni e la ruvidezza delle stoffe ma nel volto non si può scorgere alcuna caratterizzazione psicologica o emotiva. L’aria assorta e solenne conferisce solo dignità aristocratica al busto.

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete

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