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Il Castello di Masino: le splendide stanze al pianterreno

Il Castello di Masino è un sontuoso edificio che sorge in cima ad un’altura di fronte alla Serra d’Ivrea, non lontano dal Lago di Viverone. Gode di una splendida vista panoramica sul Canavese, che spazia fino alle montagne della Valle d’Aosta. Il castello, citato per la prima volta in un atto notarile del 1070, è appartenuto per quasi dieci secoli ai Valperga di Masino, una tra le cinque famiglie nobili più antiche e potenti del Piemonte insieme ai Merlo, ai Provana, ai Luserna ed ai San Martino. I Valperga discendono da Guiberto, figlio di Arduino d’Ivrea, re d’Italia dal 1002 al 1014 ed insieme ai San Martino, anch’essi discendenti da Guiberto, hanno scritto importanti pagine della storia del Canavese. Il maniero è stato di loro proprietà fino al 1988, quando alla morte della marchesa Vittoria, il figlio Luigi lo ha ceduto al FAI, il cui compito è quello di prendersi cura del complesso, preservando la memoria della famiglia Valperga, che lo abitò per molti secoli.

In questo articolo vengono illustrate le meraviglie custodite nel pianterreno del castello ed il lettore potrà così effettuare una visita, seppur solo virtuale, nell’attesa di recarsi di persona ad ammirare le sue bellezze.

 

IL SALONE DEGLI STEMMI

Il percorso di visita prende il via nel Salone degli Stemmi, ubicato nell’area dell’antico mastio medievale. Qui vengono illustrati i legami di parentela dei Valperga con gli altri casati; al centro della volta si ammirano gli stemmi di Ludovico Valperga e della consorte Cristina Simiana di Pianezza, mentre sopra la porta quelli del figlio Carlo Franceso I e della moglie Maria Vittoria Trotti Bentivoglio. Sul lato opposto sono dipinti i blasoni dei capostipiti dei Valperga: re Arduino e Berta degli Obertenghi. Nella parte bassa del soffitto si osserva una sequenza di scudi con gli stemmi intrecciati dei Valperga e delle altre famiglie nobiliari con le quali si sono imparentanti. Sopra ogni blasone è scritto il nome del relativo casato. I dipinti sono stati realizzati a partire dalla metà del Seicento e sono ancora oggi perfettamente conservati. Questa sala era il luogo dove si ricevevano gli ospiti importanti in visita al castello. Rappresenta un vero almanacco delle famiglie nobiliari dell’epoca; tra i casati che vengono citati: i Provana, i Grimaldi, gli Adorno, un casato patrizio genovese che ha dato molti dogi alla Repubblica, i Roero, famiglia che ha dato il nome ad una regione geografica del Piemonte ed i Piossasco, il cui stemma è rappresentato da nove merli, in riferimento ai nove rami originari della famiglia Merlo.

 

LA CAPPELLA DI SAN CARLO BORROMEO

Scendendo alcuni gradini, si giunge nella cappella dedicata a San Carlo Borromeo, che soggiornò al Castello di Masino per ben due volte; la prima nel 1578 quando il santo, per onorare il voto di recarsi a piedi a venerare la Santa Sindone se fosse passata l’epidemia di peste che colpì nel biennio 1576-1577, fu ricevuto proprio qui dal duca Emanuele Filiberto di Savoia. Il sovrano, soprannominato “Testa di Ferro”, per agevolare San Carlo, fece trasferire la Sindone da Chambery a Torino. Il santo tornò a venerare la Sindone nel 1581 e anche in quell’occasione il nuovo duca, Carlo Emanuele I, lo accolse ufficialmente in questo maniero. La cappella, tuttora consacrata, conserva nelle teche numerose reliquie giunte in diverse epoche. Sulla parete sinistra si trova una lapide di marmo che ricorda re Arduino, le cui spoglie, fatte trasferire a Masino nel 1764 dal Carlo Francesco II Valperga, si trovano in un piccolo sacello dietro di essa. La pala dell’altare in legno seicentesco raffigura Maria Vergine con il Bambino ed i Santi Ludovico, Franceso e Michele. Risale ai primi anni del Seicento ed è sormontata da un tondo raffigurante San Carlo in adorazione del Crocifisso.

 

APPARTAMENTO DELLA TRIBUNA

Deve il suo nome al piccolo palco da cui i Valperga partecipavano alle funzioni officiate nella Cappella di San Carlo e nel Settecento comprendeva un’anticamera, una camera da letto, due piccoli gabinetti e la stanza della cameriera. Profondamente modificato nel corso dell’Ottocento e del Novecento, oggi è composto da tre ambienti: l’Anticamera, la Stanza Gialla ed il Salottino. Quest’ala è denominata anche “Appartamento della marchesa” perché è stata abitata fino al 1988 da Vittoria Valperga di Masino, marchesa di Caluso, nata Leumann e moglie del conte Cesare.

L’Anticamera ha la volta decorata da splendidi affreschi tornati alla luce nel 2008 dopo un restauro; al centro si ammira lo stemma di Carlo Francesco I Valperga circondato dal Collare dei Santi Maurizio e Lazzaro e dal monogramma di Vittorio Amedeo II di Savoia, del quale il conte di Masino fu primo scudiero, nonché amante di sua mamma Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, per la quale fece allestire l’appartamento detto della “Madama Reale” decorato con sete raffinate ed un sontuoso letto a baldacchino. Alla base della volta sono raffigurate figure femminili che simboleggiano le virtù cardinali: la forza, rappresentata dal leone e la clava di Ercole, la giustizia, bendata con spada e bilancia e la liberalità, che sparge monete d’oro e d’argento.

La Stanza Gialla deve il nome al colore della carta da parati che la ricopriva negli allestimenti novecenteschi, mentre il Salottino, che si affaccia sulla Terrazza degli oleandri, ha una volta a fondo blu sulla quale è rappresentata una finta loggia con le allegorie delle arti e delle scienze che si alternano a storie ispirate alla Gerusalemme liberata di Torquato Tasso.

 

IL SALOTTINO ROSSO

Questa stanza nell’Ottocento faceva parte dell’appartamento in uso ai conti Valperga ed era destinata al riposo. La sua tappezzeria in damasco rosso risale a fine Ottocento. Qui gli ultimi conti Valperga hanno collocato gli oggetti a loro più cari e così si possono ammirare preziosi dipinti, busti, piccoli cammei, miniature, disegni e foto di famiglia.

 

TERRAZZA DEI LIMONI

La visita prosegue alla Terrazza dei Limoni, che prende il nome dagli agrumi che la decorano. Gode di una splendida panoramica ed in corrispondenza della facciata sud-orientale del castello si può ammirare una meridiana dipinta nella seconda metà del Seicento. Alla sua estremità sud-orientale si trova la Torre dei Venti, il cui aspetto attuale risale alla metà del Settecento. Le sue pareti sono decorate da tele di Giacomo Francesco Cipper, detto “il Todeschini” raffiguranti scene della commedia dell’arte e maschere. Menzionata per la prima volta nel 1736, aveva la funzione di orologio eolico: alla sommità della copertura si trova infatti una banderuola che sotto l’effetto del vento fa spostare l’indicatore presente all’interno, permettendo di capire la direzione del vento grazie alla rosa dei venti dipinta sulla volta. Nel XVIII secolo Carlo Francesco II Valperga, viceré di Sardegna dal 1780 al 1783, convertì la struttura in un elegante padiglione ispirato ai tempietti di gusto greco presenti nelle tenute aristocratiche inglesi.

GALLERIA DEGLI ANTENATI

Risale al primo Settecento la Galleria degli Antenati, nella quale si ammirano, all’interno di cornici dorate, i dipinti che raffigurano i membri del casato, da quelli più antichi fino a Carlo Francesco III, vissuto nell’Ottocento. I quadri sono completati da lunghe didascalie che illustrano dati biografici, le principali imprese compiute e le cariche rivestite dai soggetti raffigurati. Gli affreschi della volta raffigurano antenati illustri dei Valperga, tra i quali re Arduino.

 

SALONE DEGLI DEI

Punto di snodo tra l’Appartamento della Regina e la Sala da Pranzo, negli ultimi anni dei Valperga era usato come luogo destinato a ricevimenti. Deve il suo nome alle pareti, dove sono raffigurate le divinità dell’Olimpo. La decorazione seicentesca della volta è organizzata in piccoli riquadri che fingono aperture sull’esterno; all’interno dei riquadri sono dipinte a grottesche, ghirlande di fiori, uccelli, amorini, busti di divinità a finto bronzo e paesaggi. Al centro della volta è rappresentato Ercole che al termine delle fatiche ha ceduto la propria clava alla regina Onfale, accettando per amore di svolgere mansioni femminili, come filare la lana. Gli affreschi sulle pareti, di fine Settecento, raffigurano le divinità dell’Olimpo e si ispirano ad alcune celebri sculture classiche.
Sulle parenti sono dipinte finte porte con la tecnica del trompe-l’oeil, alternate a quelle vere. Fanno parte dell’arredo due tavoli seicenteschi con intarsi in madreperla ed un orologio a mensola con carillon risalente alla prima metà del Settecento. Il divano centrale e le due consoles con sostegni intagliati con fauni che suonano lo zufolo provengono da Villa Pliniana, sul lago di Como e sono giunti a Masino tramite la principessa Cristina Trivulzio di Belgiojoso, la cui nipote sposò Luigi Valperga nel 1885. Nel 1890 la villa fu infatti ereditata dai Valperga, che trasferirono al Castello di Masino molti arredi. Il pavimento del Salone degli Dei, in marmo con motivi geometrici, risale al XVIII secolo, mentre i tendaggi in seta con decorazioni a rami d’albero, cesti di fiori e frutta, sono stati realizzati nell’Ottocento.

 

APPARTAMENTO DELLA REGINA

La vista prosegue nell’Appartamento della Regina, che deve il suo nome ad Anna d’Orléans, moglie di Vittorio Amedeo II, il primo re della Dinastia Sabauda. Essa ha soggiornato più volte al Castello di Masino tra fine Seicento ed inizio Settecento. L’appartamento dove dimorava la sovrana comprende diverse stanze: l’Anticamera, la Camera da Letto ed alcuni piccoli ambienti come la Torretta, il Gabinetto della toaletta ed il Gabinetto della cameriera. I dipinti che decorano l’appartamento risalgono alla fine del Seicento e l’inizio del Settecento e sono stati realizzati per il conte Carlo Francesco I (1650-1715). I mobili sono stati realizzati per Carlo Francesco II (1727-1811) ed i suoi immediati successori.
La decorazione sulle volte celebra la famiglia Valperga ed il protagonista è lo stemma del casato: rosso e giallo con al centro una pianta di canapa.

Al centro del soffitto della Camera da Letto sono rappresentate le divinità dell’Olimpo e lo Zodiaco. Sul resto della volta si possono ammirare alcuni putti e la rappresentazione delle stagioni. Splendidi affreschi ricoprono interamente volta e pareti della Torretta; in particolare sulle pareti, dentro una finta architettura porticata, si ammirano quattro imperatori romani: Tiberio, Cesare, Augusto e Caligola. Veramente magnifici sono i pannelli in carta di riso di manifattura cinese, montati nella Camera da letto nel 1781 in occasione delle nozze tra Amedeo Valperga e Irene Borromeo Arese.

 

 

 

 

 

Autore articolo e foto: Andrea Carnino, laureato in Economia Aziendale, giornalista e studioso di Case Reali

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