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Il Castello di Serralunga d’Alba, dominatore delle Langhe

Serralunga d’Alba è un pacifico paesino immerso nel verde delle Langhe, splendide colline a vocazione vitivinicola, iscritte insieme al Roero nel 2014 dall’Unesco nella lista del Patrimoni dell’Umanità. Tra le sue bellezze vanta un imponente maniero risalente al XIV secolo, che ha mantenuto intatto fino ai giorni nostri il suo fascino medievale e presenta una struttura architettonica tipica dei dongioni francesi. Il castello è appartenuto per più di cinquecento anni alla famiglia Falletti, che ha scritto molte pagine della storia di questi luoghi e che ha influenzato l’attività vitivinicola. Oggi il Castello di Serralunga d’Alba, insieme ai manieri di Barolo, Grinzane Cavour, Govone, Magliano Alfieri, Roddi, Mango e Benevello, fa parte del circuito degli otto Castelli Doc. Dalla sua posizione domina le colline dove si producono i vini che rendono famosa l’Italia in tutto il mondo.

LA SUA STORIA

La prima testimonianza del maniero fu una torre a pianta quadrata esistente già nel XII secolo, che difendeva il borgo, chiamato “Sera Longa” per la sua caratteristica forma di lingua di terra stretta e lunga sulle colline.  La torre era stata edificata dopo le invasioni barbariche e faceva parte di un sistema di torri di avvistamento dislocate sul territorio. Il feudo era di proprietà dei discendenti di Bonifacio del Vasto, Marchese di Savona e della Liguria Occidentale, nonché padre di Manfredo I, Marchese di Saluzzo e di Enrico, capostipite della famiglia dei Del Carretto. Il feudo di Serralunga nel 1340 passò nelle mani di Pietrino Falletti, che lo ricevette quale ricompensa per il proprio impegno militare. Esso era esponente di una potente famiglia di banchieri, che all’inizio del XIV secolo controllava una cinquantina di feudi piemontesi. Il nuovo feudatario fece abbattere la torre ed erigere il castello, che fu terminato dal figlio Gioffredo II.
Il maniero non ha mai svolto una funzione militare vera e propria, i Falletti lo utilizzavano infatti come edificio posto a controllo delle attività agricole territoriali. Non era nemmeno adibito a residenza, in quanto la famiglia inizialmente viveva nel Castello della Volta, un edificio situato lungo la strada che da Barolo porta verso La Morra e dopo il terribile incidente di inizio 1300, quando crollò la volta del salone centrale, si trasferì al Castello di Barolo. Il Castello di Serralunga d’Alba non fu mai espugnato, ma solo occupato nel 1616 dalle truppe spagnole.
Nei primi anni del Seicento i Falletti ottennero il titolo di conti e nel 1730 quello di marchesi. Nell’Ottocento la rocca fu ereditata Carlo Tancredi e Giulia Falletti, ultimi Marchesi di Barolo, due coniugi che si prodigarono molto per il bene della popolazione, aiutando tantissime persone. Per le loro opere di bene sono stati nominati Servi di Dio e dichiarati venerabili. Giulia a partire dal 1845 si dedicò inoltre al perfezionamento della coltivazione e della vinificazione del celebre vino Barolo e delle uve Nebbiolo, valorizzandone ulteriormente la qualità.

Nel 1864 alla morte della Marchesa Giulia, rispettando le sue ultime volontà, venne costituita l’Opera Pia Barolo, un’istituzione pubblica di assistenza e beneficenza, le cui principali finalità sono la carità e l’istruzione. Il nuovo ente ereditò i manieri di Barolo e Serralunga d’Alba; il primo diventò un collegio, attivo tra il 1875 e il 1958, che fu per anni l’unica opportunità di studio per i giovani della zona, in particolare per i più poveri. Il Castello di Serralunga d’Alba ospitò invece cantine e depositi di prodotti agricoli. Nel 1949 l’Opera Pia Barolo lo cedette allo Stato e nel 1950, per volere del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, vennero effettuati importanti lavori di restauro. Dal 2015 il castello è in consegna alla Direzione Regionale Musei Piemonte. La gestione è attualmente affidata alla Barolo & Castles Foundation, che amministra anche i manieri di Barolo e Roddi.

 

IL SUO ASPETTO

Dal tempo della sua costruzione sono stati apportati pochissimi rimaneggiamenti ed il castello conserva ancora oggi il suo aspetto medievale. La sua struttura slanciata e tesa sottolineava il prestigio della famiglia Falletti. A fine Trecento il maniero era già costituito dal palacium, edificio principale compatto e allungato, costituito da ampie sale sovrapposte; una torre cilindrica ed una pensile con finalità di avvistamento e funzione di status symbol, una torre a base quadrata e la corte con il ponte levatoio. Nel palacium, presso l’ampio ambiente al livello della corte, che aveva funzione di aula pubblica per l’amministrazione della giustizia, si trova una piccola cappella con volta a botte. Gli affreschi che la decorano risalgono alla metà del XV secolo e raffigurano il Martirio di Santa Caterina d’Alessandria. Le uniche testimonianze degli arredi originali sono alcuni grandi camini ed i soffitti lignei. Al piano sommitale si sviluppa il cammino di ronda, inizialmente aperto e protetto dai merli, successivamente coperto dal tetto. Le pochissime finestre, bifore e monofore, sono concentrare nella parte alta. Le facciate, in mattoni a vista, sono caratterizzate da fasce ad archetti. L’ampio fossato oggi non è più visibile. Il maniero è considerato uno degli esempi meglio conservati di castello nobiliare trecentesco del Piemonte.

UNA VISITA AL MANIERO

Il percorso di visita si snoda attraverso tre ampi saloni sovrapposti di ottanta metri quadrati. La sala principale del castello è il Salone dei Valvassori, caratterizzato dal soffitto a cassettoni e dal pavimento in terracotta. Qui si trova una piccola cappella, impreziosita da un affresco del 1400 di artista ignoto che raffigura quattro santi: San Giovanni Battista, Santa Caterina d’Egitto, Sant’Antonio da Padova e San Francesco, sormontati dal simbolo dell’Agnus Dei. Il piano abitativo oggi è composto da un’unica sala con tre camini ed una sorta di piccola toilette, ma un tempo era suddiviso in tre zone: cucina, sala da pranzo, camera da letto, separate da arazzi e mobili. Il camminamento di ronda gode di una vista mozzafiato sulle colline e sui paesi circostanti; Da un lato si ammira l’Alta Langa, prevalentemente coltivata a noccioleti e dall’altro la Bassa Langa con i suoi sterminati vigneti ed i borghi di Castiglione Falletto, Monforte e Barolo. In autunno le colline regalano uno spettacolo di colori imperdibile, mentre di sera, le tante luci dei paesini circostanti, creano l’effetto di un grande presepe.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Autore articolo e foto: Andrea Carnino, laureato in Economia Aziendale, giornalista e studioso di Case Reali

 

 

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