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Il miracolo dei pesci

Le cronache antoniane ci consegnano la narrazione di un grande miracolo avvenuto nelle acque di Rimini: il miracolo dei pesci.

Sant’Antonio era impegnato a spegnere i fermenti ereticali che agitavano la Romagna. Gli eretici, intimoriti dalla sua sapienza e dalla sua oratoria, evitavano di scontrarsi apertamente con lui nei luoghi pubblici e nei dibattiti aperti all’intera cittadinanza. Non lesinavano però di fargli il vuoto attorno, dissuadendo chiunque, con ogni mezzo possibile, dal convenire in piazza ad ascoltarlo.

Stanco di questi atteggiamenti, il santo lasciò il centro cittadino e si diresse verso il mare. Con grande stupore di chi lo seguì, proprio lì dove sfocia la Marecchia, si mise a predicare ai pesci. Come si legge nella Franceschina di Ubaldo Valaperta: “alcuni pesci aprivano la bocca soctometendo lo capo, dimostrando che intendevano, et facevano segni, de laudare et ringraziare Dio come meglio sapevano”.

La Marecchia, a quei tempi, era più arretrata rispetto ad oggi e si fermava all’attuale ponte della Resistenza.

Dalla Vita del Taumaturgo Portoghese Sant’Antonio di Padova di Emmanuele de Azevedo leggiamo: “Ed ecco tosto commossa l’acqua comparire guizzanti in varie torme i pesci, e ripartirsi con bell’ordine ciascuno nella sua specie, i più piccioli più vicino al Santo, i mezzani, e i maggiori più e più lontani formando come un anfiteatro; e tutti alzar dall’ acqua le teste varie di forma, e di colori, come un tappeto di gemme; ed ivi immoti starsi in atto di ascoltarlo; miracolo invero sorprendente e piacevole. Prese il Santo a rappresentar loro i benefizi particolari, che ricevuti avevano dal Creatore […] Pareva, che quegli animali intendessero, tanto sembravano attenti; e che consentissero, e facessero plauso ai suoi discorsi, con alzar le teste e coll’aprir le bocche. Se gli astanti restassero trasecolati non è da dire. Corsero alcuni fin dal principio alla piazza della Città e, narrando il veduto, trassero immenso popolo a vedere sì gran miracolo. II Santo allora: ‘Benedetto Iddio – disse – che è onorato dai pesci più che dagli uomini eretici ed infedeli’. A così manifesto ed inaudito miracolo pochi furono che potessero impedire copiose lacrime di meraviglia e di compunzione. E qui, benedetti i pesci colla santa Croce e licenziatili, questi coll’agitar le pinne e le code e chinare i lor capi, si tuffarono e disparvero. Allor ripigliando S. Antonio il parlare: ‘Dai muti animali del mare – disse – imparate voi, uomini, ad esser grati e ubbidienti a Dio’; e messosi a rappresentare la malizia del peccato e particolarmente dell’Eresia e a confutarla con forza estrema, incredibile fu il numero dei convertiti, tanto dei viziosi, quanto degli Eretici più sfrontati; e ben pochi furono che non se gli arrendessero”.

Gli animali, facendo capolino tra le onde, si sistemarono per file ordinate e furono tutti ben visibili ai riminesi. I pesci assistevano alla predicazione di Sant’Antonio con grande clamore della gente che tornò a riversarsi in piazza per ascoltare il predicatore.

 

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete

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