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Il Parco Nazionale della Sila

L’altopiano della Sila, che si estende in Calabria tra le province di Cosenza, Crotone e Catanzaro, affascina con scenari mozzafiato ed una incredibile varietà di specie animali e vegetali.

“La Sila non offre scenari rocciosi di cui valga la pena parlare; non ci sono caratteristiche alpine. E’ un venerando ripiano granitico, che già si ergeva quando gli orgogliosi Appennini sonnecchiavano sul letto melmoso dell’Oceano – una regione dolcemente ondulata con le cime coperte di boschi e le valli in parte coltivate, in parte adibite a pascolo. Se non fosse per la mancanza dell’erica, il viaggiatore potrebbe credere di essere in Scozia. L’acqua è una delle glorie della Sila: ovunque sgorga in freschi ruscelletti fra i ciottoli e scorre giù per le pendici. Spesso rinfrescandomi a quelle gelide sorgenti, ho ringraziato la Provvidenza per aver fatto la Sila di roccia primitiva e non dell’assetato calcare degli Appennini”. Ci sembra che l’inglese Norman Douglas, morto a Capri nel 1952, ci abbia lasciato un ritratto perfetto della Sila. Egli visitò la regione tra il 1907 e il 1911 consegnandoci pittoresche descrizioni nel suo libro “Old Calabria”.

Per chi voglia conoscere questa meraviglia, il Parco Nazionale della Sila comprende numerosi ed eterogenei sentieri da percorrere.

Parliamo di centosessantamila ettari, una vasta area fatta di selve, praterie, monti e laghi, un paesaggio antico fatto di rocce ricoperte da un tappeto di erbe e pinete in cui scoprire un incredibile contrasto di scenari, a volte mediterranei, altre scandinavi. Il paesaggio disteso ed ondulato, diviene inaccessibile, con il monte Botte Donato che raggiunge i millenovecentoventotto metri; facilmente raggiungibili sono il lago Cecita, il lago Ampollino, il lago Arvo ed il lago Passante; non mancano neppure le distese boschive: si dice che la foresta del Gariglione nella Sila Piccola, all’inizio del Novecento, fosse addirittura ancora inesplorata.

E’ possibile attraversare il territorio percorrendo vari itinerari escursionistici e sentieri tematici, didattici o anche per portatori di handicap. Sono circa ottanta tracciati per un totale di settecentoventi chilometri. Un’eccellente rete sentieristica in cui si possono avvistare cinghiali, beccacce, cornacchie, caprioli, lupi e cervi. E’ anche possibile addentrarvisi in auto raggiungendo le vecchie caserme forestali trasformate in centri visite oppure servirsi della Ferrovia Cosenza-San Giovanni in Fiore che, concepita all’inizio del Novecento, attraversa l’altopiano silano per dodici chilometri (F. Bevilacqua, Parco nazionale della Sila, 1999).

E’ un viaggio imperdibile tra ambienti incontaminati e piccolissimi centri abitati come Acri, San Giovanni in Fiore, Castelsilano ed Acerenthia.

Scriveva l’Isnardi: “Qualcosa soprattutto colpisce l’animo e lo tiene come preso: è il silenzio, al quale l’immensa solitudine dà come la consistenza di una viva e solenne presenza. Pare di sentirsi lontani e isolati, chiusi, pur nella vastità dell’orizzonte, entro uno spazio di mondo in cui tutto è nuovo e diverso da ciò di cui prima era fatta la nostra vita”.

 

Autore: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete

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