Il vero viso del Gran Capitan

Gonzalo Fernandez de Cordoba è il genio militare del Rinascimento. Il suo fu il trionfo della moderna agilità sulla pesantezza medievale. Riuscì a superare la temibile cavalleria pesante francese con una innovativa strategia incentrata sulla fanteria ed il nuovo secolo si aprì all’insegna della Spagna destinata a primeggiare sulla Francia, in Europa ed in Italia. Proprio la nostra penisola, coi Regni di Sicilia e, in particolare, di Napoli, fu il teatro dei successi del Gran Capitan: Gonzalo Fernandez de Cordoba conquistò il Regno di Napoli alla corona di Ferdinando il Cattolico e ne divenne il primo viceré, una storia che abbiamo più volte celebrato su questo sito.

Dalla Spagna ci giunge ora notizia di una sensazionale scoperta. Sono stati rinvenuti, assieme a quella che pare essere la più antica bandiera di Spagna, due ritratti del Gran Capitan. Queste immagini risalgono alla prima campagna di Napoli e sono tratte dalla Cronaca del Ferraiolo, codice miniato conservato presso la Pierpont Morgan Library di New York.

Allo stupore, uniamo anche un po’ di orgoglio perchè i protagonisti di questa scoperta sono Hugo Vazquez Bravo e Ramon Vega Piniella, ricercatori del Centro de Estudios Borjanos e della Università di Oviedo, che collaborarono al primo quaderno di Historia Regni (Carlo di Borbone, D’Amico Editore, 2016). Hugo Vazquez Bravo ha anche scritto diversi articoli per il nostro sito.

Delle immagini realizzate da chi ebbe diretto contatto col Cordoba, colpiscono i lunghi capelli castani e ricci, l’abbigliamento morbido, pesante e quasi vaporoso, sembra invernale, il cappello rosso e i lineamenti severi del naso e del mento. Appaiono con lui, tra l’altro, Cesare Borgia, nei panni di cardinale, e l’Infanta Giovanna, poi moglie di Ferrante II di Napoli. Nel primo ritratto appare a cavallo, accanto all’Infanta, alzando la mano destra in segno di autorità. Nella seconda occasione, come membro di un corteo, nel bel mezzo di un gruppo di cavalieri, come personaggio principale.

L’articolo “El verdadero rostro del Gran Capitan, al descubierto” di Juan Velasco, apparso su Cordópolis, fa luce su questa scoperta resa nota con la pubblicazione dei documenti del primo congresso dedicato al lignaggio di Fernandez de Cordoba che si è svolto ad Alcalá la Real nel novembre 2017.

Tutto è emerso dopo che i ricercatori hanno trovato un documento che raccoglieva i pagamenti fatti a vari artigiani per una serie di oggetti di rappresentazione, come lo stemma araldico, lo stendardo di una tromba o lo stendardo reale. In questo modo, Vazquez e Vega si sono dedicati all’analisi delle cronache del tempo in Italia alla ricerca di come questi elementi fossero usati, ed hanno rinvenuto un documento in cui il Gran Capitan è raffigurato due volte. Nessuno aveva notato la sua figura a causa di un problema che, sebbene comune, poteva ingannare i ricercatori: “Il suo nome è italianizzato e si chiamava Consarvo Ferrante, al posto di Gonzalo Fernández”, precisa infatti Vazquez.

“Entrambi i ritratti sono, per ora, gli unici rinvenuti tra quelli di cui abbiamo notizie. Anche se, d’altro canto, manteniamo aperte alcune linee di ricerca a questo riguardo che erano già state avviate da altri autori, ed è più che probabile che abbiano successo”, ha dichiarato Vega a Cordópolis sulla possibilità che vi siano altri ritratti.

Dopo che la regina Isabella morì nel 1504, la sua relazione con il re Ferdinando si deteriorò a poco a poco e peggiorò quando il sovrano gli chiese di rendere conto delle spese sostenute dalla campagna nel Regno di Napoli. I “Cuentas del Gran Capitán” sono la risposta del Gran Capitan, allusiva ed ironica. Quale costo poteva avere la conquista di un intero regno? Quale prezzo poteva avere l’eroismo di tanti valorosi soldati? “Per picconi, pale e zappe per seppellire i morti, cento milioni di ducati; per l’elemosina per frati e suore per pregare per gli spagnoli, centocinquantamila ducati; per i guanti profumati in modo da non far sentire l’olezzo di battaglia ai nostri soldati, duecento milioni di ducati; per sostituire le campane rotte a causa del continuo risuonare per la vittoria, centosettantamila ducati; e, infine, per la pazienza di dover accettare questa piccola richiesta dal re a cui ho dato un regno, cento milioni di ducati”, replicò così Gonzalo Fernandez de Cordoba.

E guardando anche alle Cuentas i ricercatori sono stati in grado di identificare pure “l’oggetto simbolico di più valore che accompagnava il esercito”, la sua bandiera, la prima bandiera che ha guidato un esercito propriamente spagnolo e che comprendeva “gli stemmi dei re Ferdinando e Isabella, che rappresentano i regni di Castiglia, Leon, Aragona, Sicilia e la neo-incorporata Granada”.

 

 

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

Immagini tratte da Hugo Vázquez Bravo – Ramón Vega Piniella, “El verdadero Rostro del Gran Capitan. Dos Retatos Ineditos” in Los Fernandez de Cordoba. Nobleza, hegemonia y fama, per gentile concessione degli autori.

 

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