Il Volto Santo di Manoppello

Un santuario a Manoppello, in provincia di Pescara, conserva una preziosa e misteriosa reliquia, quella del Volto Santo.

Il Santuario di Manopello conserva il Velo della Veronica. L’immagine, a lungo studiato dal gesuita Heinrich Pfeiffer, docente di Iconologia e Storia dell’Arte Cristiana alla Pontificia Università Gregoriana,  è considerata “acheropita”, cioè non disegnata o dipinta da mano umana.

A consegnarla fu un pellegrino che scomparve senza lasciar traccia. Probabilmente è lo stesso velo posto nella Basilica di San Pietro a Roma e poi rubato rompendo il vetro del reliquiario nel 1608. A riprova di ciò, un frammento di cristallo è ancora conservato nel velo. Tuttavia testimonianze confermano che il velo si trovasse a Manopello  già nel 1506.

Padre Donato di Bomba, in Relation Historica, narra che il Velo nel 1506 fu lasciato in dono da uno sconosciuto al fisico Giacomo Antonio Leonelli, più tardi fu venduto a Donato Antonio de Fabritiis che si affidò a Padre Clemente da Castelvecchio perchè la reliquia potesse essere conservata in una teca. Frate Remigio da Rapino la dispose allora in una cornice tra due vetri, eliminando però parte della tela. Nel 1638 Donato Antonio de Fabritiis donò poi la reliquia al Santuario di Manopello.

Il santuario, appartenente all’ordine dei Cappuccini, tiene esposta la reliquia nel tabernacolo dell’altare maggiore.

Si tratta di un telo finissimo, pare di bisso marino; l’immagine del volto maschile, incorniciato da lunghi capelli e barba, è visibile sorprendentemente nella stessa maniera da entrambe le parti.

La visita di Benedetto XVI nel 2006 ha portato l’attenzione di tutti su questo Volto “il cui sguardo misterioso non cessa di posarsi sugli uomini e sui popoli”. Da quel momento Manoppello è diventato meta di pellegrini di ogni parte del mondo.

 

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete

 

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