In visita alla Villa della Regina

Villa della Regina dal 1997, insieme alle altre Regge Sabaude del Piemonte, è inserita nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dall’Unesco. È stata edificata sulla collina di Torino, ai piedi del parco cittadino di Villa Genero. La si raggiunge percorrendo la strada che dalla Chiesa della Gran Madre di Dio sale ad est su per la collina. Dopo aver posteggiato l’auto, si percorre a piedi un viale costeggiato da filari di olmi e platani.

La visita inizia con i lussureggianti giardini all’italiana e la prima meraviglia che si ammira è il Gran Rondeau, una doppia scala al cui centro è collocata una fontana di 20 metri di diametro. Al centro di essa troneggia la statua in marmo del Dio Nettuno, circondato da 12 statue di divinità fluviali. Si prosegue quindi fino al piazzale davanti alla reggia, che termina con uno scalone a tenaglia e la Vasca della Sirena. Questa fontana è chiamata così perché al suo interno si trova una statua marmorea di una sirena. Quando l’edificio era abitato da Casa Savoia, in questa fontana venivano allevate trote e carpe, per garantire un pronto rifornimento di pesce alla tavola reale.

Villa della Regina ha un fronte settecentesco composto da un corpo centrale e due maniche laterali, ognuna affiancata da un torrione. Il visitatore, appena entrato nell’edificio, visiona un filmato che ne racconta la storia.

 

Il Grande Salone d’Onore

La prima stanza che si ammira è il grande Salone d’Onore, vero e proprio anello di congiungimento tra l’Appartamento del Re e quello della regina. Da qui si gode una meravigliosa visuale sulla città e si ammirano gli splendidi affreschi barocchi. La sua superficie muraria è ricoperta dalle quadrature realizzate nel 1733 dal pittore modenese Giuseppe Dallamano; danneggiato seriamente dai bombardamenti del 1942, il salone ha ancora intatti i due riquadri settecenteschi della parete nord e sud, realizzati da Corrado Giaquinto e raffiguranti “Apollo e Dafne” e “Venere che scopre il corpo senza vita di Adone”. I vestibili ai lati sono decorati con le allegorie delle quattro stagioni, opera di Giambattista Crosato.

 

L’APPARTAMENTO DEL RE

È suddiviso in stanze private, affacciate verso la città e stanze di intrattenimento, sul lato della collina.

Appartamento del Re – la camera del trucco

Questa stanza è così chiamata perché ospitava un tavolo da biliardo con il quale si praticava un gioco detto “il trucco”. Affacciata sul lato verso la collina, ha un soffitto decorato da un dipinto ad olio a forma ovale intitolato “il Trionfo di Davide”, celebrazione di Vittorio Amedeo II, il quale nel 1706 con l’aiuto di Eugenio di Savoia-Soissons respinse i francesi che assediavano Torino e nel 1713 ottenne la corona reale. Tra le altre bellezze che si ammirano, la tela ad olio che rappresenta il Castello di Saint-Cloud, dove nacque la regina Anna Maria, sovrana che amò molto Villa della Regina. Questo maniero era situato non lontano da Parigi e venne distrutto nel 1870. Il quadro è la copia di un originale custodito a Versailles. Un’altra tela ritrae Vittorio Emanuele II che reca in mano l’atto di concessione di Villa della Regina all’Istituto Nazionale delle Figlie degli Ufficiali che combatterono nelle Guerre di Indipendenza. L’impronta del grande Filippo Juvarra è ancora viva nelle specchiere dorate a foglia.

Appartamento del Re – anticamera verso levante

Nel Settecento era adibita a sala giochi e oggi custodisce molti ritratti di esponenti di Casa Savoia. Tra questi Umberto I, Polissena d’Assia-Rheinfels-Rotenburg, seconda moglie di Carlo Emanuele III, Vittorio Amedeo III e Maria Clotilde di Borbone Francia. Quest’ultima era consorte di Carlo Emanuele IV, ma anche sorella di tre monarchi francesi: Luigi XVI, il re decapitato dai rivoluzionari, Luigi XVIII e Carlo X.

Appartamento del Re – Gabinetto Verso Levante “Alla China”

La stanza ai tempi dei Savoia era rivestita da magnifiche tappezzerie in taffetà chiné à la branche, oggi purtroppo scomparse. La arredava una boiserie con pannelli simulanti carte cinesi, portata nel 1868 al Castello di Moncalieri. I pannelli nel 1888 sono stati trasferiti al Quirinale e arredano l’appartamento dove alloggiò l’imperatore Guglielmo II di Germania.

Appartamento del Re – Biblioteca Del Piffetti

Questa sala, rivolta verso la collina, era la più sfarzosa dell’Appartamento del Re. La arredava una pregevole biblioteca realizzata nel Settecento dall’ebanista Pietro Piffetti e trasferita nel 1879 al Quirinale. È oggi riprodotta sulle pareti grazie ad una ricostruzione virtuale. Si possono ancora ammirare le grottesche blu e oro su sfondo avorio opera di Giovanni Francesco Fariano.

Appartamento del Re – La Camera Da Letto

La stanza si affaccia sulla città e conserva ancora oggi splendide decorazioni. Come la grande tela sul soffitto, che rappresenta “Apollo che alla guida del carro solare trainato da due cavalli bianchi, solca la volta celeste introdotto da Aurora”. Dove prima c’era il letto oggi è esposto un quadro che rappresenta la regina Margherita. L’attuale rivestimento delle pareti non è più quello originale del 1755.

Appartamento del Re – Gabinetto Del Re

Le pareti di questa camera sono rivestite da otto panelli a fondo giallo, inseriti all’interno di montanti bianco avorio con ramages blu e da tre specchiere, il tutto impreziosito da cornici dorate. Gli stucchi della volta ripropongono i motivi della boiserie.

Appartamento del Re – Anticamera Verso Ponente

Delle meraviglie di questa stanza rimane solo la tappezzeria settecentesca di manifattura francese, mentre gli 80 dipinti che erano appesi alle pareti sono andati perduti.

 

L’APPARTAMENTO DELLA REGINA

In modo speculare all’Appartamento del Re, è suddiviso in stanze private, affacciate verso la città e stanze di intrattenimento, sul lato della collina. Questa è l’ala della reggia che è stata maggiormente danneggiata dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Appartamento della Regina – Anticamera Verso Ponente

È una delle stanze meglio conservate di questo meraviglioso appartamento. Le grottesche con inserti dorati del soffitto risalgono all’epoca della regina Anna Maria, mentre il copricamino, le specchiere e le sovrapporte sono state volute dalla nuora Polissena d’Assia-Rheinfels-Rotenburg. Purtroppo gli 80 dipinti che ornavano le pareti sono stati persi; i muri sono decorati da pitture risalenti al periodo napoleonico.

Appartamento della Regina – La Camera Da Letto

Gli arredi di questa stanza sono stati distrutti dai bombardamenti, ma sono stati riprodotti negli anni ’50. Il pianoforte risale al periodo in cui Villa della Regina era una scuola.

Appartamento della Regina – Gabinetto verso mezzogiorno e ponente alla china

Questa stanza è caratteristica per gli specchi agli angoli, inseriti dentro cornici lignee dorate a foglio con i monogrammi di Polissena d’Assia-Rheinfels-Rotenburg. Le bombe hanno distrutto gli affreschi del soffitto e la tappezzeria settecentesca. Quest’ultima è stata riprodotta.

Appartamento della Regina – Anticamera verso levante

I dipinti originali di questo salone sono andati persi, ma rivivono oggi grazie a copie novecentesche. Le soprapporte settecentesche sono state rubate nel 1979; ne è rimasta soltanto una. L’arredamento è in stile impero e risale al 1812.

Appartamento della Regina – Gabinetto verso levante, detto delle Ventaglyne

Deve il suo nome alla collezione di preziosi ventagli che qui era esposta. La volta è stata ridipinta nel 1952.

Appartamento della Regina – Gabinetto verso mezzogiorno e ponente alla china

Questo gabinetto cinese, con i suoi decori tardo settecenteschi, è una delle stanze più belle della reggia. All’interno di una struttura in legno di pioppo a fondo nero, ornata da decori policromi, sono inserite delle tavolette a fondo rosso e arancio, costituite da materiali preziosi come argento, stagno e legno di melo. Mostrano motivi floreali, paesaggi fluviali, uccelli e vari personaggi. La boiserie è arricchita da tre grandi specchiere. Le quattro figure femminili agli angoli, opera di maestranze piemontesi, riproducono la lucentezza delle porcellane cinesi.

 

I giardini di Villa della Regina

Dopo essersi riempito gli occhi di tante meraviglie, il visitatore prosegue il suo percorso nel magnifico giardino retrostante, posto su tre livelli suddivisi da filari di bossi e nella vigna.

Il primo livello si contraddistingue per l’esedra semicircolare che si sviluppa dal corpo centrale dell’edificio e racchiude una vasca quadrilobata in marmo. L’ambiente è delimitato da un muro semicircolare con 20 nicchie, quasi tutte adorne di statue.

Al centro si apre la scalinata che porta ad un’altra vasca, dove si trova la Grotta del Re Selvaggio, un parallelepipedo di marmo diviso in tre parti e decorato al suo interno con specchiature e pietre policrome. Al centro troneggia la statua del Re Selvaggio.

La scalinata prosegue fino al belvedere superiore, dove si ammira la Fontana del Mascherone. Questa alimenta dall’alto la Cascatella della Naiade, una cascata a gradini di pietra paralleli che affianca la scalinata e conduce l’acqua verso le fontane sottostanti tramite un sistema di canalizzazioni. Dal belvedere juvarriano si gode di una vista mozzafiato sulla reggia, i giardini e la città sottostante. Il circuito delle vasche e delle fontane di Villa della Regina è alimentato da sorgenti naturali nella collina soprastante. A destra della reggia sorge il Padiglione dei Solinghi, mentre a sinistra si trova il vigneto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Autore articolo e foto: Andrea Carnino, laureato in Economia Aziendale, giornalista e studioso di Case Reali

 

 

 

historiaregni

Historia Regni è un portale telematico dedicato alla storia, anzitutto quella italiana. Nasce su iniziativa di Angelo D’Ambra, è senza scopo di lucro e si avvale di collaborazioni gratuite. Le foto presenti sono state, in parte, prese da internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo al nostro indirizzo email info@historiaregni.it e si provvederà alla rimozione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

sedici − 11 =