La famiglia Carron di San Tommaso

Buttigliera Alta è uno splendido paesino situato nel verde della Provincia di Torino, lungo la Via Francigena tra Avigliana e Rivoli. E’ celebre perché nel suo territorio si trova la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, uno dei monumenti medievali più importanti e meglio conservati del Piemonte, che con i suoi affreschi jaqueriani incanta ogni visitatore. Buttigliera Alta è stata legata per quasi trecento anni alla nobile famiglia Carron di San Tommaso, le cui tracce le troviamo nell’Archivio Storico, un vero e proprio scrigno di tesori, che in alcuni momenti dell’anno è accessibile al pubblico.

Domenica 20 giugno 2021 Manuela Massola, titolare del sito web “il filo della memoria” ha guidato i visitatori attraverso le meraviglie custodite. Qui è conservato il prezioso archivio dei conti Carron di San Tommaso, donato dalle religiose del Sacro Cuore nel 2008. Prima di parlare dei documenti costuditi, al fine che il lettore comprenda al meglio il loro valore, è importante spiegare in modo sintetico la storia della famiglia Carron, che ha posseduto il feudo di Buttigliera Alta dal 1619 al 1912.

GIOVANNI CARRON DI SAN TOMMASO

Le frazioni di Buttigliera, Uriola e Nicola facevano parte del territorio di Avigliana, ma a causa dei soprusi fiscali subiti, ad inizio XVII secolo manifestarono al Senato Ducale la loro volontà di separarsi. Il sistema tributario vigente concedeva ai comuni ampia discrezionalità su come ripartire gli oneri fiscali e queste tre frazioni si sentivano penalizzate. Nel 1618 il duca Carlo Emanuele I, per ottenere i fondi necessari alla retribuzione dell’esercito, decise di mettere in vendita questi territori, ed essi furono acquistati da Giovanni Carron, esponente di una famiglia originaria delle regioni francesi del Rossillon e del Bugey, trasferitasi metà del XVI secolo a Chambéry. Giovanni, che si stabilì a Torino nel 1590, venne infeudato signore di Buttigliera Alta il 25 aprile 1619 e prese ufficialmente possesso di questi territori il 2 maggio dello stesso anno. Lo stendardo famigliare venne issato sulla Torre Bicocca. Giovanni nel 1625 diventò Primo Segretario di Stato, il primo marzo 1631 ottenne da Vittorio Amedeo I il titolo comitale ed avendo ereditato dalla seconda moglie un feudo in Tarantasia che si chiamava San Tommaso, iniziò a farsi chiamare conte Carron di San Tommaso. Nel 1631 sua figlia Caterina, nata dalla seconda moglie Antonia Francesca Dumanié, sposò il barone Claudio Challant di Fénis.  Tra il 1620 e il 1631 fece costruire Villa delle Rose, denominata oggi Villa San Tommaso.

LA CARICA DI PRIMO SEGRETARIO DI STATO VENNE EREDITATA DAI SUOI DISCENDENTI

Nel 1639 Giovanni Carron cedette la carica di Primo Segretario di Stato al primogenito Guglielmo Francesco, nato dalla consorte Maria Caterina Camilla du Marché. Il primo signore di Buttigliera Alta si spense a Torino il 16 gennaio 1649.  Guglielmo Francesco a sua volta traferì l’importante carica governativa al figlio ed erede Carlo Vittorio Giuseppe e così fecero gli altri discendenti, fino alle le riforme volute da Vittorio Amedeo II nel Settecento.  Carlo Vittorio Giuseppe, sposato con Paola Beatrice Roero di Guarene, dama d’onore della duchessa Anna d’Orleans, ebbe due figli maschi: Giuseppe Gaetano e Giuseppe Gioacchino. Il primo ereditò il feudo di Buttigliera Alta. Il secondo, capostipite della linea dei conti Carron di Briançon, fu il nonno di Francesco Teodoro, il quale ereditò titoli e possedimenti nel 1796 all’estinzione del primo ramo famigliare.

GIUSEPPE GAETANO ED IL FORTE LEGAME CON I SAVOIA

Giuseppe Gaetano, quarto signore di Buttigliera Alta, nacque l’8 dicembre 1670. Nel 1713 accompagnò Vittorio Amedeo II e la consorte, Anna Maria d’Orléans, a Palermo, dove vennero incoronati sovrani del Regno di Sicilia. Il duca, con il Trattato di Utrecht del 1713, che pose fine alla Guerra di Successione Spagnola, ottenne la corona reale e la Nazione sabauda divenne il Regno di Sicilia. Pochi anni dopo il sovrano, in seguito alle trattative di Londra e dell’Aia, cedette la Sicilia all’Austria in cambio della più vicina, ma anche più povera Sardegna. Giuseppe Gaetano Carron nel 1720 acquistò dalla marchesa Gabriella de Marolles di Caluso il palazzo sito in via Alfieri a Torino, che oggi si chiama Palazzo Lascaris. Si sposò con Vittoria Teresa Saluzzo di Valgrana, dalla quale ebbe cinque figlie e due figli. Tra questi Giuseppe Vittorio, nato nel 1716 e Giuseppe Angelo Maria, nato nel 1718.  Il primo, detto il “conte di Avigliana”, fu tesoriere dell’Ordine dell’Annunziata ed ereditò titoli e patrimonio paterni. Il secondo, detto il “marchese di Aigueblanche”, fu inviato straordinario in Polonia e Ministro di Stato per gli Affari esteri.

LA FINE DELL PRIMO RAMO DEI CARRON

Giuseppe Vittorio sposò Cristina Piossasco de Feys della Volvera, vedova di Bernhard Otto, barone di Rehbinder, un militare estone che fece una brillante carriera nell’esercito sabaudo, diventando maresciallo di Savoia.  A Giuseppe Vittorio succedette il figlio Giuseppe Bonaventura, il quale dalla moglie Lesbia Doria di Cirié aveva avuto solo tre figlie. Tra queste Giuseppina, che impalmò Agostino Lascaris di Ventimiglia, portandogli in dote Palazzo Carron di Torino, che oggi si chiama Palazzo Lascaris ed è sede del Consiglio regionale del Piemonte. Da Agostino e Giuseppina nacque Adelaide, la quale andò in sposa a Gustavo Benso di Cavour, fratello maggiore di Camillo. Oggi una parte dell’archivio dei Carron è custodita nel Castello di Santena, la storica dimora dei Cavour.
Giuseppe Bonaventura si spense il 20 novembre 1793 ed i titoli passarono allo zio paterno Giuseppe Angelo Maria, Collare dell’Annunziata, la massima onorificenza di Casa Savoia e Ministro degli Esteri di Vittorio Amedeo III. Esso però era celibe ed alla sua morte il 9 marzo 1796 titoli e beni passarono al sopraccitato Francesco Teodoro Carron, bisnipote del terzo signore di Buttigliera Alta. Finiva così il primo ramo famigliare.

FRANCESCO TEODORO CARRON

Francesco Teodoro Carron, nato a Torino nel 1730, aveva già un grande patrimonio, del quale facevano parte i Laghi di Avigliana. Fu nominato da Carlo Emanuele III Senatore del Piemonte e conservatore generale delle Real Cacce.  Il 14 dicembre 1773 sposò Clotilde Piossasco di None e dalla loro unione nacquero 4 figli, i quali, grazie all’abolizione della primogenitura da parte dei francesi, poterono tutti ereditare parte del patrimonio familiare.  Tra i figli nati da questo matrimonio vanno ricordati Alessandro e Giovanni Nepomuceno. Il 30 marzo 1784 Francesco Teodoro sposò in seconde nozze Gabriella Cordero di Pamparato e da questa seconda unione nacquero Celso Teodoro e Costanza Monica. Alla morte del padre, Alessandro ereditò il titolo di marchese di San Tommaso ed il feudo di Sommariva Perno, mentre la moglie Enrichetta ricevette un anello di diamanti del valore di 1500 lire.  A Celso Teodoro andarono i possedimenti in Buttigliera ed i Laghi di Avigliana, mentre Costanza Monica ricevette il Castello di Cerrione ed i relativi possedimenti.

ALESSANDRO CARRON

Alessandro, figlio di Francesco Teodoro, il 20 febbraio 1805 sposò Enrichetta Maria Giovanna figlia del fu marchese Paolo Luigi Guasco di Bisio. Visse a Firenze, dove assunse la carica di Intendente del Tesoro Imperiale. Proprio qui il 4 agosto 1810 nacque suo figlio Felice, che venne tenuto a battesimo dal principe Felice Baciocchi e dalla consorte Elisa Bonaparte, sorella minore di Napoleone I. Con il ritorno dei Savoia sul trono Alessandro tornò in Piemonte e Vittorio Emanuele I gli conferì l’incarico di commissario generale per la riscossione dei crediti alla corte di Francia. Morì il 29 luglio 1816 a Parigi a 37 anni. La sua vedova, grazie alle rendite delle proprietà ereditate ed alla sua dote, acquistò un palazzo a Torino in Piazza San Carlo che divenne un salotto letterario frequentato dallo storico Luigi Cibrario. Essa soleva offrire agli ospiti il marsala proveniente dalla Sicilia, che il figlio Felice le fece assaggiare dopo un viaggio in quella terra. Felice si spense il 23 gennaio 1843 all’età di 32 anni, lasciando Enrichetta devastata. Essa trovò consolazione in Luigi Cibrario il quale gli presentò il fidato intellettuale Jean Servais. Il 9 novembre 1857 la marchesa cedette a Vittorio Emanuele II il Castello di Sommariva Perno. Il re acquistò l’edificio per la seconda moglie Rosa Vercellana ed il maniero è ancora oggi di proprietà dei loro discendenti: i marchesi Gromis di Trana.

L’EREDITA’ DI ENRICHETTA

Alla sua morte l’11 aprile 1870, Enrichetta lasciò a Jean Servais il Castello di Favria con annesse cascine e le carte della famiglia Carron, che ora costituiscono proprio il Fondo Carron, alla Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte “Giuseppe Grosso”.  Servais le dedicò l’opera “Eléonore de Guyenne”, stampata a Torino nel 1859. Il nipote Gerardo, figlio del cognato Celso, ereditò solo le briciole del patrimonio terriero accumulato negli anni dai Carron di San Tommaso.

GLI ULTIMI CARRON

Alla morte di Felice, il 23 gennaio 1843, il titolo di marchese di San Tommaso passò allo zio Nepomuceno. Scapolo, esso viveva abitualmente nel Castello Buttigliera Uriola e morì il 24 settembre 1847. Gli succedette il fratello Celso, penultimo marchese di San Tommaso e conte di Buttigliera Alta. Nato a Torino il 28 luglio 1797, diventò capitano dei Dragoni di Sardegna, ma nel dicembre del 1817 venne misteriosamente dispensato, pur conservando il grado e l’anzianità di capitano di Cavalleria. Il primo maggio 1819 sposò Giovanna Gabriella Felicita Sannazzaro di Giarole. Essa il primo aprile 1842 venne nominata dama d’atour della principessa Maria Adelaide, moglie del futuro Vittorio Emanuele II. In seguito a questa nomina, Celso diventò comandante in seconda delle Guardie Reali del Palazzo. Insieme alla consorte trascorse molti mesi durante l’anno a Villa San Tommaso, facendo ristrutturare l’edificio e valorizzando i terreni circostanti. Qui organizzò grandi feste e ricevette spesso la Famiglia Reale. Dall’unione tra Celso e Giovanna nacquero ben 10 figli, ma nessuno di loro ebbe discendenza.

L’ULTIMO MARCHESE

A Celso Teodoro, morto 21 febbraio 1857, succedette il figlio Gerardo, nato il 24 settembre 1922. Esso fu un uomo colto e raffinato, con doppia laurea in giurisprudenza e filosofia, avvocato, sindaco di Avigliana dal 1855 al 1862 e poi deputato.  Il 22 aprile 1868 presenziò alle nozze tra il principe ereditario Umberto e Margherita di Savoia-Genova. Impalmò Paola Solaro del Borgo, una donna che si rivelò inferma mentalmente e non gli diede eredi. Gerardo si spense nel 1888 all’età di 66 anni e la sorella Clementina si occupò di Paola, trascorrendo con lei le estati a Villa San Tommaso. Clementina, nata il 21 novembre 1823, dal 1889 ospitò nell’edificio le Suore del Sacro Cuore. Alla sua morte il 27 aprile 1912 lasciò alle religiose tutti i suoi beni. Villa San Tommaso diventò una scuola per ragazze e venne aperta ai poveri di Buttigliera Alta, che qui trovavano sempre un piatto di minestra.
Clementina è anche legata alla zona industriale della Frazione Ferriera: i terreni dove oggi sorgono i capannoni industriali, erano dei Carron di San Tommaso e nel 1891 il francese Alfonso Vandel, alla ricerca di un luogo dove costruire una fabbrica, scelse Buttigliera per i suoi ottimi collegamenti con la Francia e la sua ricchezza d’acqua. Acquistò l’area da Clementina e la nuova frazione venne chiamata Ferriera in riferimento a La Ferrière sous Jougne, paese di provenienza dei Vandel, situato nel dipartimento francese del Doubs.
La nobildonna, per impedire che le idee socialiste facessero breccia a Buttigliera, nel 1903 fece costruire a proprie spese la Chiesa Parrocchiale dedicata al Sacro Cuore di Gesù, i cui lavori terminarono nel 1919.

La figura di Clementina è assimilabile a quella della marchesa Giulia Falletti di Barolo, nobildonna che alla sua morte volle che venisse costituita l’Opera Pia Barolo, un’istituzione pubblica di assistenza e beneficenza, le cui principali finalità sono la carità e l’istruzione.

UN GRANDE EVENTO PER RICORDARE L’UNIONE TRA DUE PAESI

Sabato 18 settembre 2021 in occasione del 40esimo anniversario del gemellaggio tra Buttigliera Alta e Jougne si terrà la rievocazione storica dal titolo: “Ferriera: la ville en rose”. La manifestazione sarà seguita dal rinnovo del protocollo di amicizia tra le due cittadine e dal concerto della Filarmonica San Marco. L’evento ricorderà anche i 130 anni dalla firma dell’atto di vendita tra Clementina Carron ed Alfonso Vandel.

 

 

 

 

 

Autore articolo e foto: Andrea Carnino, laureato in Economia Aziendale, giornalista e studioso di Case Reali

Bibliografia: Daniela Cereia e B. Alice Raviola – Pierangelo Gentile, “Buttigliera Alta nella Storia. Prima e dopo l’istituzione del Comune nel 1619”; Maria Teresa Reineri – Manuela Massola, “La Marchesa Enrichetta Guasco di Bisio Carron di San Tommaso: una dama tra ancien regime e modernità”

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