La riserva di Pantalica

Nell’entroterra di Siracusa, a Nord di Noto, si estende la Riserva naturale orientata Pantalica, Valle dell’Anapo e Torrente Cava Grande.

L’area naturalistico-archeologica offre una spettacolare proposta di turismo culturale, rurale e sportivo, ed è, dal gennaio 2005, Patrimonio Unesco.

Pantalica deriva il suo nome dall’arabo Buntarigah, che significa grotte, ma la sua storia è molto più antica. Il sito accolse i primi insediamenti umani al passaggio dall’età del Bronzo a quella del Ferro probabilmente come conseguenza dell’arrivo dei Siculi che impose alla popolazione indigena l’abbandono della fascia costiera ed il rifugio in zone montane meglio difendibili. Gli strapiombi naturali creati dall’Anapo, infatti, avevano reso accessibile il pianoro solo attraverso la sella di Filipporto. Qui si stabilì il dominio del re Hyblon, di cui sono visibili i resti del palazzo reale, poi finito con l’espansione di Siracusa. Di questo periodo restano cinque necropoli che ci consegnano 5000 tombe a grotticella artificiale, scavate nella roccia. Un secondo insediamento umano si ebbe nel periodo bizantino con le case e le chiesette di San Micidiario e San Nicolicchio ancora oggi visibili. Con il suo alveare di tombe è uno dei più suggestivi insediamenti preistorici siciliani.

E’ possibile muoversi in questa storia attraversando i suggestivi ambienti naturali, meglio se accompagnati da guide locali, lungo i sentieri tracciati dall’Azienda Foreste Demaniali.

Una escursione si svolge sull’altopiano con tappa alla sella di Filipporto e ai resti del castello di re Hiblon. Da qui si percorre il sentiero che conduce sino all’oratorio di San Nicolicchio; altra escursione è quella ciclopedonale di Giarranauti, antico borgo segnato da resti d’età bizantina; tracciato interessante è anche quello della ex ferrovia Siracusa-Vizzini che segue le gole dell’Anapo per circa 12 chilometri, previo permesso dell’Azienda Foreste demaniali; infine si può partire dall’orto botanico ricavato nella ex stazione di Cassaro e percorrere un tratto della linea ferroviaria in bici passando dalla stazione di Palazzolo Acreide, fino a Giarratana e Vizzini.

La riserva, dunque, copre prevalentemente la Valle dell’Anapo, fiume che nasce a monte di Palazzolo Acreide e che dà vita al meraviglioso scenario delle gole di Pantalica. Nell’intera valle prevale una flora dominata da platani orientali, pioppi neri e bianchi, salici, orchidee selvatiche. Molte sono anche le specie animali, volpi, conigli, vipere, donnole, martore, istrici, falchi, aquile e nibbi reali.

Si attraversa un territorio di straordinaria bellezza ed ammantato di storia, un modo diverso per scoprire la Sicilia.

 

Autore: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete

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