La seconda offensiva unionista contro Vicksburg

Dal gennaio al maggio 1862 l’Unione aveva ottenuto una serie impressionante di successi. Le vittorie di Logan’s Crossroads (19/01/1862), Fort Henry (06/02/1862) e Fort Donelson (16/02/1862), Tennesse, e la conquista di Nashville (25/02/1862), avevano fatto crollare la lunga linea di Johnston nel Kentucky ed aperto la navigazione dei fiumi Tennessee e Cumberland alle forze unioniste nel cuore della Confederazione. La successiva vittoria di Pea Ridge, Arkansas (07-08/03/1862) e la conquista della strategica Isola n. 10, Missouri (08/04/1862) avevano eliminato qualsiasi potenziale minaccia dal dipartimento confederato del Trans-Mississipi. La prima vera avvisaglia su Vicksburg si concretizzò dopo la vittoria di Grant e Sherman a Shiloh Church, Tennessee (06-07/04/1862) e la conquista di New Orleans del retroammiraglio David Farragut (25/04-01/05/ 1862) che aprirono la strada verso la città fortezza sul Mississippi che, se conquistata, avrebbe spezzato in due tronconi la Confederazione.

Per certi aspetti le forze dell’Unione avevano ottenuto grandi risultati: avevano inflitto pesanti sconfitte sul campo agli eserciti confederati. Avevano conquistato 50.000 miglia quadrate di territorio della Confederazione e l’Unione controllava 1.000 miglia di fiumi navigabili del Sud, però avevano mancato l’obbiettivo strategico che Lincoln si era prefisso: vincere la guerra il più velocemente possibile.

Le ragioni di tale fallimento stavano nella mancanza di una condotta aggressiva da parte di Halleck e Buell e soprattutto un’assenza di una pianificazione strategica delle avanzate congiunte marina-esercito che avrebbe potuto ottenere molto di più con un ulteriore sforzo. Il maggiore responsabile fu Halleck che non distrusse l’Armata Confederata del Tennessee a Corinth (dopo la battaglia di Shiloh) e non conquistò Chattanooga (la porta d’accesso posteriore della Confederazione). Se avesse ottenuto questo risultato, avrebbe distrutto la posizione strategica dei confederati nell’Ovest e resa possibile la conquista del Deep South. In più il suo fallimento fu accresciuto dall’aver rifiutato di aiutare Farragut a prendere Vicksburg in giugno costringendolo a ritirarsi il 25 di quel mese. La fortezza era scarsamente presidiata – 3.600 uomini all’inizio dell’offensiva fluviale per essere rinforzata alla fine del mese a 10.000 uomini – ma successivamente sarebbe la sua guarnigione accrebbe fino alle 30.000 unità.

 

  • Grant al comando della Campagna

Il fallimento strategico dell’Unione permise la ripresa delle forze confederate che rafforzarono la linea del Mississippi tra Vicksburg e Port Gibson. Inoltre l’offensiva confederata nel Kentucky conclusasi con l’incerta vittoria unionista a Perryville (08/10/1862) e l’incursione di Van Dorn e Price sul Mississippi -sconfitti da Grant l’uno a Iuka (Van Dorn) e Ripley (entrambi) – costrinse l’Unione a distogliere momentaneamente l’attenzione da Vicksburg.

Uno dei problemi che avrebbero caratterizzato la conduzione delle operazioni militari ad Ovest fu la frammentazione del comando. Sebbene il 16 ottobre 1862 Grant fosse stato nominato comandante del Dipartimento del Tennessee, non aveva autorità sull’Armata dell’Ohio comandata da Buell. In più la nomina del generale politico John Mc Clernard (che aveva promesso a Lincoln di ripulire il Mississippi dai confederati) avrebbe rinfocolato la disputa sull’allocazione delle competenze e delle risorse umane ad Ovest (Mc Clernard sarebbe stata una spina costante nel fianco di Grant). Grant venuto a conoscenza di ciò scrisse una lettera ad Halleck che confermò che lui era al comando e che poteva condurre la campagna come desiderava.

 

  • Il piano della campagna di Grant

La campagna di Grant contro Vicksburg nell’autunno 1862 era parte del programma strategico di Lincoln: l’attacco su più fronti contemporaneamente. Il piano prevedeva, oltre alla campagna di Grant, quella di Banks nel basso Mississippi, quella di Rosecrans (che aveva preso il posto di Buell) nel Tennessee orientale e quella di Burnside in Virginia.

Grant pianificò un movimento a tenaglia sul Mississippi per prendere Vicksburg: Sherman con 30.000 avrebbe disceso il Mississippi con le navi dell’ammiraglio Porter da Memphis fino alla confluenza nello Yazoo aggirando il quasi impraticabile delta alluvionale formato dai due fiumi. Da lì avrebbe risalito lo Yazoo per effettuare uno sbarco anfibio 12 miglia a monte della città su un terreno rialzato davanti ad un crinale conosciuto come Chichasaw Bluffs. Grant, invece, sarebbe avanzato via terra sulla ferrovia Mississippi Central con 30.000 uomini da Corinth, Mississippi e Bolivar, Tennessee, allo scopo di inchiodare le forze avanzate di Pemberton a Grenada in modo da permettere a Sherman di posizionarsi alle loro spalle e prendere la città. Qualora Pemberton si fosse ritirato, Grant lo avrebbe inseguito.

 

  • La campagna

L’offensiva di Grant, iniziata il 2 novembre, non durò a lungo. Il 15 dicembre il generale confederato Nathan Bedford Forrest iniziò una profonda e veloce incursione nel territorio unionista del Tennessee occidentale. Il 18 dicembre interruppe in più punti tra Jackson e Union City, Tennessee occidentale, la ferrovia di cui Grant aveva bisogno per rifornire il suo esercito e le linee telegrafiche. Inoltre il generale Van Dorn completò l’opera con la cattura del vitale deposito di rifornimenti di Grant a Holly Springs, Mississippi, il 20 dicembre.

Grant fu costretto ad abbandonare l’avanzata.

Sherman all’oscuro di ciò, discese il Mississippi ed entrò nello Yazoo il 26 dicembre. Fattosi strada tra i suoi canali dove venne fatto segno da parte dei cecchini, il 29 dicembre lanciò un attacco alle Chichasaw Bluffs ma venne respinto con forti perdite.

Il 2 gennaio 1863 Sherman si ritirò.

 

  • Conseguenze

Il fallimento dell’offensiva di Grant-Sherman fu l’atto conclusivo del disastro del piano strategico dell’Unione dell’autunno 1862: Banks non attaccò subito Port Hudson per ricongiungersi successivamente con Grant. Rosecrans ottenne un successo inconcludente a Stone’s River, Tennessee (30/12/1862 – 02/01/1863). Burneside fu pesantemente sconfitto da Lee a Fredericksburg (13/12/1862).

La mancanza di concentrazione dei tempi, la frammentazione del comando e la scarsa esecuzione sul campo da parte unionista permisero ai confederati di affrontare ogni minaccia singolarmente e pararle costringendo l’Unione ad elaborare un nuovo piano strategico per le campagne dell’anno 1863.

 

  • Considerazione

La seconda offensiva contro Vicksburg dimostrò ancora una volta che le incursioni della cavalleria confederata si rivelarono essere le armi più pericolose dell’esercito confederato e le più efficaci nel fermare l’avanzata delle forze dell’Unione di quanto fossero gli eserciti confederati schierati in modo convenzionale. Usando grandi e veloci formazioni di cavalleria guidate da audaci comandanti, il Sud trasse profitto dal punto più vulnerabile dell’Unione sul fronte dell’Ovest: le linee di rifornimento.

Inoltre gli incursori confederati per spostarsi rapidamente si nutrivano con le vettovaglie del nemico e spesso si armavano con l’equipaggiamento nemico.

Anche Grant trasse importanti lezioni dalla sconfitta nella sua campagna. Come scrisse nelle sue Memorie “le incursioni (nemiche) dimostrarono l’impossibilità di mantenere una così lunga linea ferroviaria per trasportare i rifornimenti di un esercito che si muove in territorio nemico”. Ed aggiunse: “Ero stupefatto dalla quantità di vettovaglie che il territorio (nemico) offriva. Questo mi insegnò una lezione che misi a profitto più avanti nella campagna quando il nostro esercito visse per 20 giorni con un numero di razioni per soli 5 giorni”. Grant comprese anche che avrebbe potuto nutrire i suoi uomini fino a due mesi in questo modo.

Questa esperienza, secondo Grant, ispirò la sua mossa contro Vicksburg l’anno seguente.

 

 

 

 

 

 

Autore articolo: Vincenzo Zazzeri, appassionato di storia militare romana, della Guerra Civile americana e delle due guerre mondiali.

 

Fonte foto: dalla rete

Bibliografia: James M. Mcpherson, La guerra di Lincoln; Donald Stoker, The Grand Design. Strategy and the U. S. Civil War; Shelby Foote, The Civil War. A Narrative Volume Two: Fredericksburg to Meridian.

 

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