La Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli

La Stazione Zoologica di Napoli fu fondata nel marzo del 1872. Anton Dohrn, fondatore e primo direttore dell’Istituto, nacque in Pomerania, oggi parte della Polonia, nel 1840, da una famiglia della buona borghesia. Dohrn, studiò zoologia e medicina in varie università tedesche, ma senza particolare interesse e passione. Egli, modificò i suoi ideali nell’estate del 1862 dopo l’incontro con Ersnt Haeckel che lo introdusse alle opere e alle teorie evoluzionistiche di Charles Darwin. Dopo tale accadimento, egli decise di dedicare la sua esistenza alla raccolta di fatti concreti ed idee a sostegno del darwinismo, cominciando così un’avventura che durò per tutta la sua vita.

Anton Dohrn superò dubbi, e scetticismo diffuso, riuscendo a persuadere le autorità comunali a cedergli, a titolo gratuito, un pezzo di terreno sulla riva del mare, all’interno della Villa Comunale, a quel tempo Parco Reale. Dal canto suo, egli promise di edificare la Stazione Zoologica a sue spese. Così nacque la Stazione Zoologica, inaugurata il 14 Aprile 1875.

L’acquario pubblico, che ricopre una superficie di 527 metri quadrati, fu aperto il 26 gennaio del 1874 e rimane tuttora unico nel suo genere in quanto è stato molto poco modificato dalla sua creazione. e risulta essere il più antico acquario del diciannovesimo secolo, nonché l’unico esclusivamente dedicato alla flora ed alla fauna mediterranea.

Dohrn trovò una serie di modi per finanziare il suo istituto di ricerca, tra cui inviare preparati e campioni biologici. Grazie al preziosissimo contributo di un napoletano, Salvatore Lo Bianco, i metodi di conservazione di esseri viventi marini furono migliorati a tal punto che la Stazione Zoologica diventò velocemente famosa in tutta Europa per la bellezza e la perfezione tecnica delle sue collezioni di organismi marini conservati. Molti pezzi unici, furono venduti a musei, università, scuole e privati, facendo di Lo Bianco un sistematico di valore ed in seguito, molti scienziati hanno riconosciuto nelle loro pubblicazioni il suo importante contributo alla ricerca. Grazie alla sua linea di pensiero, Dohrn, fu in grado di creare una struttura sintonizzata con i principali temi e problemi scientifici del tempo e di portare a Napoli alcuni tra i migliori ricercatori.

I principali campi di ricerca furono all’inizio : l’embriologia, l’anatomia comparata, la sistematica zoologica e botanica, l’ecologia, e la storia naturale. Così la funzione sostituì la forma alla base degli studi biologici.

Fra il 1908 e il 1924, Otto Warburg lavorò parecchio tempo in Stazione Zoologica, dove realizzò la sua prima ricerca indipendente sul consumo di ossigeno da parte dell’uovo dei ricci di mare, iniziando così una serie di studi sulla respirazione, che culminarono con la sua vittoria del Premio Nobel nel 1931, per la scoperta della citocromossidasi. Inoltre, anche Thomas Hunt Morgan lavorò nella Stazione Zoologica prima di dedicarsi alla genetica e creare il “Gruppo della Drosophila”, dando origine alla vera e propria teoria cromosomica dell’ereditarietà. Nonostante le due guerre mondiali, l’attività frenetica di ricerca continua all’interno dei laboratori del nostro istituto di ricerca, coadiuvato anche dall’utilizzo di imbarcazione che consentivano il prelievo e spesso la processazione preliminare dei campioni a bordo.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la scienza ed in particolare le scienze biomediche si espansero ad una velocità impressionante e su scala istituzionale ed economica in crescita continua. L’era della scienza romantica era finita ed occorreva unire gli sforzi dei singoli per progetti collettivi su grande scala. Nasce così l’esigenza di rinquadrare la struttura di ricerca in un diverso quadro amministrativo e istituzionale in modo da potergli garantire una base economica solida e permanente. Nel 1967, la Stazione Zoologica si appresta a diventare ente pubblico, con la nomina di alcuni commissari straordinari. Finalmente nel 1976 un nuovo direttore, Alberto Monroy, viene nominato, e gli viene affidato l’arduo compito di ristabilire il prestigio dell’Istituto, attraverso collaborazioni internazionali fondate su di un solido programma scientifico interno. Così l’insieme dei processi vitali che avevano fin dal principio costituito i temi portanti della Stazione (Fecondazione, Sviluppo, Evoluzione, Neurotrasmissione…) vengono interpretati alla luce dei progressi tecnologici, grazie ai nuovi strumenti concettuali ( nformazione, Nuove Teorie, Regolazione Genica…) e tecnici (Microscopia Elettronica, chimica delle Macromolecole ed Ingegneria genetica). L’ecologia resta comunque un punto focale nel nuovo sviluppo e La Stazione Zoologica diviene così un punto di riferimento obbligatorio per ogni programma sull’ecologia del Mediterraneo, mentre le competenze acquisite saranno utilizzate in altri contesti ecologici, anche nei più remoti come le terre antartiche. Nel 1982 il Parlamento Italiano varò una legge speciale a favore dell’Istituto, che assicurava un aumento del finanziamento e ne riconosceva giuridicamente lo status di “Istituto Scientifico Speciale” di pubblico interesse, posto sotto la supervisione ed il controllo del Ministero della Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica. Nello stesso anno l’Istituto acquisì il nome attuale “Stazione Zoologica Anton Dohrn”. La gestione dell’Istituto viene così affidata ad un Presidente, un Direttore, ed un Consiglio di Amministrazione. Viene inoltre creato un Consiglio Scientifico Internazionale.

Anton Dohrn aveva creato la Stazione Zoologica con i reparti di Zoologia, Botanica, e Fisiologia. Adesso, i laboratori includono la biochimica, la biologia molecolare, la neurobiologia, l’oceanografia biologica, la botanica marina, la biologia cellulare, l’ecofisiologia e l’ecologia del Benthos (animali del fondo del mare ndr). La struttura è inoltre dotata di una delle migliori biblioteche nel campo della biologia marina e campi collegati, uno dei migliori archivi storici e una collezione di oltre 3500 campioni provenienti soltanto dal Golfo di Napoli.

La ricerca alla Stazione Zoologica si era da sempre concentrata su due aspetti degli esseri viventi marini : da una parte le loro strutture, funzioni e comportamenti sono studiati per fare progredire la conoscenza sugli organismi viventi nel Mar Mediterraneo, dall’altra questi organismi sono gli strumenti per spingere avanti la conoscenza sui processi fondamentali della vita. La ricerca biologica si associa allo studio delle opportunità di usare le biotecnologie per l’utilizzo sostenibile delle risorse naturali marine, come la cultura artificiale degli invertebrati, l’utilizzazione di sostanze biologicamente attive, lo studio dell’ambiente marino in relazione alla biodiversità, centrata sugli ecosistemi complessi come le praterie sotterranee di Posidonia, che offrono riparo a più di 130 specie autoctone.

 

 

 

 

 

Autore: Ivo Russo

Foto: Ivo Russo

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Un pensiero su “La Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli

  • 1 Dicembre 2016 in 16:40
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    Il progetto architettonico fu realizzato dall’ing. Oscar Capocci, figlio del famoso astronomo e direttore della Specola di Capodimonte, Ernesto Capocci. Durante la realizzazione della Stazione ci fu una lite furiosa tra l’ingegner Capocci ed i tecnici del Comune, l’opera fu lasciata incompiuta e portata a termine da Adolf von Hildebrand, amico di Dohrn, che era stato chiamato per decorare la biblioteca.

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