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La storia di Palazzo dal Pozzo della Cisterna di Torino

Palazzo dal Pozzo della Cisterna di Torino, per abbreviazione chiamato Palazzo Cisterna, è uno splendido edificio seicentesco, ubicato in via Maria Vittoria 12, nel centro della città, dentro l’antica Isola dell’Assunta. La sua memoria è legata ad una celebre donna che qui vi dimorò: Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, nobildonna che il 30 maggio 1867 sposò il principe Amedeo di Savoia, secondo figlio maschio di re Vittorio Emanuele II, il “Padre della Patria” e fu dal 1870 al 1873 regina consorte di Spagna. Il destino del palazzo è legato a quello di uno dei castelli più belli della provincia di Torino: quello di Reano.

 

LE ORIGINI DELL’EDIFICIO

La città di Torino entrò definitivamente a far parte del territorio dei Savoia dal 1280 con Tommaso III e nel 1563 con il duca Emanuele Filiberto detto “Testa di ferro” diventò la capitale del Ducato di Savoia. La Dinastia Sabauda per dimostrare alle altre potenze la propria grandezza, intraprese grandi lavori di ammodernamento della città, dotandola di sontuosi edifici, opere pubbliche e magnifici giardini. Nel 1637, alla morte di Vittorio Amedeo I, nipote di Emanuele Filiberto, la sua vedova, la madama reale Cristina di Francia, divenne reggente al trono prima del figlio Francesco Giacinto e successivamente, deceduto quest’ultimo, dell’altro figlio Carlo Emanuele. Essa aveva come obiettivo quello di creare una nuova città, attirando a corte i nobili di provincia. Per raggiungere questo obiettivo elargì loro cariche importanti e gli donò terreni che formavano degli appezzamenti quadrati, detti isole, in cui le strade erano predisposte in parallele e perpendicolari. In ogni isola vennero edificati nuovi palazzi signorili. Nel 1675 il marchese Flaminio Antonio Ripa di Giaglione commissionò all’architetto Antonio Maurizio Valperga la costruzione di un edificio a tre piani sull’Isola dell’Assunta. Nel 1678 per volere della madama reale venne realizzato il giardino interno. Nel 1685 il palazzo venne venduto a Giacomo Maurizio dal Pozzo della Cisterna ed alla consorte Anna Litta. I dal Pozzo, originari del biellese, nel 1581, con Ludovico, primo presidente del senato di Piemonte, avevano ottenuto da Carlo Emanuele I il Castello di Reano ed il relativo feudo e nel 1670 con Giacomo Maurizio, per concessione di Papa Clemente X, divennero principi di Cisterna.

LE RISTRUTTURAZIONI VOLUTE DALLA FAMIGLIA DAL POZZO DELLA CISTERNA

Nella seconda metà del Settecento il principe Giuseppe Alfonso, trisnipote di Giacomo Maurizio, incaricò l’architetto Francesco Valeriano Dellala Di Beinasco di trasformare l’edificio in una splendida residenza signorile. Venne ampliata la manica di ponente, furono costruite le scuderie e la facciata esterna assunse così lo stile barocco che la contraddistingue ancora oggi. Abili stuccatori e minusieri realizzarono le decorazioni in legno, stucco e ferro.

 

CARLO EMANUELE DAL POZZO

L’ultimo esponente di sesso maschile dei dal Pozzo a possedere l’edificio fu il principe Carlo Emanuele. Nato il 7 gennaio 1787 era figlio di Giuseppe Alfonso dal Pozzo, IV Principe della Cisterna e di Maria Anna dei conti di Sambuy. Per aver partecipato ai moti del 1821 fu costretto a fuggire a Parigi e condannato a morte in contumacia. Fervente sostenitore del Risorgimento, continuò a militare per questa causa dalla Francia. Nel 1846 sposò Louise de Mérode, esponente di una delle più illustri famiglie nobiliari del Belgio, la cui sorella Antoinette nello stesso anno impalmò il Principe Carlo di Monaco. Carlo Grimaldi salirà al trono dieci anni dopo ed è passato alla storia come il fondatore della Montecarlo moderna. Suo padre Florestano I aveva perso le città di Mentone e Roccabruna ed i grandi proventi delle loro limonaie; Carlo, anche grazie al patrimonio della moglie, nel 1858 fece edificare il Casinò, che permise al principato godere di cospicue entrate di denaro. Risale a quest’epoca anche l’Hotel de Paris, inaugurato nel 1863.

Dall’unione tra Carlo Emanuele dal Pozzo e Louise de Mérode nacquero due figlie: Maria nel 1847 e Beatrice nel 1851.

Carlo Emanuele rientrò a Torino nel 1842 dopo l’amnistia concessa da Carlo Alberto ed il 3 aprile 1848 fu nominato senatore; il 27 aprile dello stesso anno fu eletto deputato nel collegio di Avigliana.

 

IL LEGAME TRA LA FAMIGLIA DAL POZZO E REANO

Carlo Emanuele era molto legato al suo feudo di Reano, uno splendido comune immerso nel verde dell’anfiteatro morenico di Rivoli-Avigliana, dove patrocinò la realizzazione di diverse opere pubbliche, fra cui la ricostruzione della Parrocchia di San Giorgio e la fondazione di due scuole. A Reano la famiglia possedeva lo splendido castello risalente al XIII secolo.
Il principe morì il 26 marzo 1864 a Palazzo Cisterna ed è sepolto insieme alla moglie ed alla figlia secondogenita nella Cappella della Madonna della Pietà di Reano, che oltre al mausoleo di famiglia custodisce anche tre pregevoli dipinti appartenenti al celebre ciclo pittorico di Pietrafitta, eseguiti da alcuni fra i migliori pittori toscani presenti a Firenze alla fine del cinquecento.  Gli altri quattro dipinti sono custoditi nella Chiesa Parrocchiale di San Giorgio Martire. Queste magnifiche tele sono state riscoperte nel 1996 da due grandi critici e storici dell’arte, Arabella Cifani e Franco Monetti, presentante al Louvre e pubblicate a Londra nel 1997.
La Cappella della Madonna della Pietà di Reano oggi è sede di un museo inaugurato nel 2014 su iniziativa dell’assessore alla cultura del Comune di Reano e dell’Unione dei Comuni Montani Val Sangone, Giuseppe Morra.

 

MARIA ED AMEDEO DI SAVOIA

Maria, primogenita da Carlo Emanuele e Louise, nel 1867 si fidanzò con Amedeo di Savoia, secondo figlio maschio di re Vittorio Emanuele II e della regina Maria Adelaide, nata arciduchessa d’Austria. In occasione di questo matrimonio Palazzo Cisterna venne abbellito ulteriormente: vennero create nuove sale, realizzati i soffitti a cassettoni ed il palazzo venne dotato di splendide vetrate, dorature e tappezzerie in seta. Al pittore e scenografo Augusto Ferri fu assegnato l’incarico di decorare le stanze.

 

LE NOZZE TRA MARIA ED AMEDEO ED IL LORO DESTINO REALE

Maria, che con Regio Decreto del 19 febbraio 1867 ottenne il trattamento di altezza reale ed in onore del sovrano aggiunse al suo nome quello di Vittoria. Sposò il principe Amedeo il 30 maggio 1867.

La coppia ebbe tre figli:

  • Emanuele Filiberto, nato il 13 gennaio 1869. È il bisnonno dell’attuale duca Aimone d’Aosta e di Lorenzo d’Asburgo-Este, duca titolare di Modena e Reggio Emilia, nonché marito della principessa Astrid del Belgio;
  • Vittorio Emanuele, nato il 24 novembre 1870;
  • Luigi Amedeo, nato il 29 gennaio 1873. Titolato duca degli Abruzzi, è passato alla storia come un grande ammiraglio, esploratore ed alpinista.

Il 16 novembre 1870 ad Amedeo venne offerto il trono di Spagna. Diventata regina consorte, Maria Vittoria si impegnò molto nell’aiutare i più poveri ed in modo particolare le lavandaie, facendo costruire asili infantili per accogliere i loro bambini. Fu inoltre promotrice dell’abolizione della schiavitù nelle colonie spagnole in America. Purtroppo l’instabilità politica spagnola costrinse Amedeo ad abdicare l ’11 febbraio 1873; la coppia, insieme ai tre figli, rientrò in Italia, ma le condizioni di salute di Maria Vittoria peggiorarono e la povera regina morì di tubercolosi l’8 novembre 1876 a soli 29 anni. Lasciò nel suo testamento cospicue elemosine a favore del Cottolengo e dell’Ospedale San Giovanni. Venne sepolta a Superga e tra le tante corone giunte per il funerale, spicca quella inviata dalle lavandaie di Madrid, che è tutt’oggi accanto alla sua tomba. Amedeo si risposò l’11 novembre 1888 con la nipote Maria Letizia Bonaparte.

 

L’EDIFICIO DOPO LA MORTE DI MARIA VITTORIA

Dopo la morte di Maria Vittoria il marito Amedeo fece realizzare la cancellata che circonda il giardino lungo via Carlo Alberto e ricostruire lo Scalone d’Onore. Il palazzo venne dotato di illuminazione a gas nell’ingresso e della corrente elettrica.

Con Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta, il futuro “duca invitto”, l’ala di levante venne adornata di soffitti a grottesche e cassettoni in legno dorato, in stile eclettico rinascimentale toscano. Nell’edificio Luigi Amedeo, il celebre “duca degli Abruzzi” preparava le sue spedizioni in tutto il mondo.

I figli di Maria Vittoria nel 1904 alienarono il Castello di Reano ai marchesi Durazzo e nel 1940 cedettero Palazzo Cisterna alla Provincia di Torino, edificio che nel 1945 divenne la sede dell’istituzione. Importanti lavori di ristrutturazione vennero effettuati dall’architetto Giovanni Chevalley. Oggi ospita la sede ufficiale della Città Metropolitana.

Il Castello di Reano, rimase di proprietà dei marchesi Durazzo fino al 1960, quando venne alienato al Conte Tournon. Dopo lunghe vicende giudiziarie, che hanno portato alla vendita all’asta dei ricchi e preziosi arredi delle oltre settecento sale, l’edificio venne acquistato da un ricco petroliere egiziano, sposato con una giovane donna reanese. La nuova proprietà, che vi abita stabilmente, ha fatto realizzare ampi interventi di restauro ed oggi sta cercando di ridonare al castello il suo splendore di un tempo. Dalla sua posizione domina la cittadina, il cui fascino e ricchezza culturale ne fanno una meta imperdibile per i turisti; grazie all’assessore Giuseppe Morra, uomo da sempre impegnato nella promozione del patrimonio culturale e gastronomico del suo territorio, Reano è entrato a far parte della Strada Reale dei Vini Torinesi. Questo percorso, lungo i 600 chilometri è diviso quattro aree: il Canavese, la Collina Torinese, il Pinerolese, Valsusa e Val Sangone. Attraversa luoghi unici dal punto di vista culturale e naturalistico, ponendosi come obiettivo quello di sviluppare l’enoturismo anche in quest’area del Piemonte.

 

LA MEMORIA DI MARIA VITTORIA VIVE OGGI GRAZIE AL GRUPPO STORICO PRINCIPI DAL POZZO DELLA CISTERNA

Il periodo di Maria Vittoria è oggi rievocato dal Gruppo Storico Principi dal Pozzo della Cisterna di Reano e della Val Sangone. Presieduto da Gisella Favro e composto da circa venti elementi, si ispira alla corte di re Vittorio Emanuele II ed alla famiglia dal Pozzo nell’Ottocento. I suoi membri si esibiscono in scene e dialoghi rievocativi della vita cortigiana di quell’epoca. Grazie agli splendidi abiti storici, cuciti in base a specifiche ricerche sui costumi dell’epoca realizzate dalla vice presidente Laura Di Muro ed alla costante attenzione ad ogni dettaglio, come gioielli, cappellini e ventagli, permettono agli spettatori di immergersi nell’atmosfera dell’epoca. La compagnia, di cui fa parte anche lo scrittore Dino Ramella, si è esibita nelle più prestigiose dimore storiche piemontesi, riscuotendo un grande successo di pubblico. Un loro grande sostenitore è il marchese Cassiano dal Pozzo d’Annone, erede del casato dal Pozzo.

Il 29 maggio 2021, alla vigilia del 154esimo anniversario di matrimonio tra Amedeo e Maria Vittoria, la compagna ha rievocato a Palazzo Cisterna il loro fidanzamento.

 

 

 

 

 

 

 

 

Autore articolo e foto: Andrea Carnino, laureato in Economia Aziendale, giornalista e studioso di Case Reali

 

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